Mantova val bene un volume. È tempo di Festivaletteratura

Festivaletteratura Mantova - 7-11 settembre 2011

Sono trascorsi 15 anni da quanto la città dei Gonzaga, adagiata sulle rive del Mincio, per la prima volta rifacendosi al modello britannico, anzi meglio gallese, della kermesse letteraria Hay-on-Wye, si lanciava in un esperimento destinato a diventare l’avventura più audace nel panorama dei festival nazionali. Oggi, alla sua XV edizione, il Festivaletteratura di Mantova è divenuto a sua volta tra i più imitati, anche e non solo per il modo in cui ha saputo riaffermare il valore della cultura come motore economico, giocando l’arma della crescita della sponsorizzazione privata a fronte di sempre meno sostanziosi finanziamenti pubblici.

Inaugura domani, 7 settembre, la manifestazione il cui programma è un vero paradiso della bibliofollia, dove perdersi può essere tanto dolce quanto rischioso. Come ogni festival di portata internazionale che si rispetti, il calendario è infatti una vera gimkana di incontri, presentazioni, conferenze e spettacoli di ogni sorta, modellati sui gusti più diversi, per andare incontro ad un pubblico – in crescita ogni anno – che spazia in ogni fascia di età e di livello culturale. Ma forse è proprio questo il bello, la possibilità di scegliere in massima libertà il proprio modo individuale di fruire il festival. Passare in rassegna il programma e disegnarsi la mappa degli eventi da non perdere, organizzando nei minimi dettagli orari e spostamenti? Oppure gettarsi nella mischia, girare senza una meta fissa alla scoperta di quello che di inaspettato il festival offre, tra stand sparsi negli angoli più e meno conosciuti del centro?

Qualunque sia la vostra opzione favorita, ci è sembrato utile offrire ai nostri lettori almeno qualche punto di riferimento essenziale per capire almeno un po’ che aria tirerà nei prossimi giorni in quel di Mantova.

Per i maniaci del libro, quasi inutile sottolinearlo, l’imbarazzo della scelta è elevato all’ennesima potenza. Che si prediliga la narrativa o la saggistica, indispensabile seguire le proprie passioni. Per chi ama la storia ci saranno incontri con Alessandro Barbero (7 settembre, ore 19,30) e Valerio Massimo Manfredi rivolti alla storia antica, ma anche eventi dove l’interesse sarà il nostro passato più recente, in una prospettiva che converge nei 150 anni di unità nazionale che si festeggiano proprio in questo 2011: interessante in questo senso Unità e disunità d’Italia, chiacchierata con Ernesto Galli della Loggia, Aldo Schiavone e Bruno Manfellotto (11 settembre ore 17,30); per quelli che preferiscono l’arte si suggerisce di non perdere Hans Belting (Per una storia dello sguardo, 8 settembre ore 19,15) o Edmund de Waal (264 sculture raccontano, 8 settembre ore 15,30) e magari tenere anche in considerazione gli appuntamenti sul tema architettura coordinati da Luca Molinari.

Un'immagine della passata edizione

Patiti della scienza? Per voi, tra le iniziative, ci saranno le ‘lezioni’ di Luca Mercalli e le divagazioni di Piergiorgio Odifreddi. Amanti dei grandi classici di ogni tempo? Ecco alcuni percorsi specifici rivolti a scoprire aspetti magari poco noti di autori pietre miliari della storia della letteratura mondiale: Milan Kundera (10 settembre, ore 18,30), Virginia Woolf (10 settembre, ore 16,30), Philip K. Dick (10 settembre, ore 12,15), William Burroughs (9 settembre, 21,45), Riccardo Bacchelli (8 settembre, ore 15,30), Edoardo Sanguineti (8 settembre, ore 10,15), Roberto Bolano (7 settembre, ore 21,30).

Tra gli argomenti prediletti della kermesse la realtà nord-africana, al centro negli ultimi mesi di alcune delle più importanti rivoluzioni di questo inizio XXI secolo. Dagli archivi del Festival si attinge per il ciclo Voci dal mondo arabo 1997-2010, con la possibilità di riascoltare gli autori delle passate edizioni, mentre all’attualità guarderanno conferenze come le Lezioni dal secondo risvegli arabo (8 settembre, ore 15) o il dibattito su I giovani arabi tra web, piazza e libertà (9 settembre, ore 11,15).

Spazi per parlare di cinema (e di maestri come Federico Fellini e Attilio Bertolucci), di musica (classica, jazz, folk), di teatro, e serate dove il tutto si mescola grazie a personaggi eclettici quali Susy Blady e Patrizio Roversi (Misteri per caso, 7 settembre ore 21), Moni Ovadia (Il registro dei peccati, 9 settembre ore 20,45), Enrico Bertolino (Italia: 150 anni…e sentirli tutti, 9 settembre ore 21,45), Maria Cassi (La cena dei bugiardi. Con Pellegrino Artusi e Carlo Collodi, 11 settembre ore 18,15).

Ultima indispensabile segnalazione, il ritorno del ciclo Vocabolario europeo. La parola (d)agli autori, quello che in una prospettiva allargata spicca come il più ricco di sfaccettature e quasi come l’anima della manifestazione non potrebbe esistere senza la sua materia prima. La parola. Centro di interesse di ogni incontro è appunto una singola parola, scelta ogni volta da un diverso scrittore: selezionato un lemma nel proprio idioma nazionale, ognuno ne spiegherà il significato e il valore nella propria cultura e tradizione, e nello stesso tempo la valenza in un sistema di comunicazione sempre più ampio e globale. Non meno originale la declinazione ‘regionalistica’ del Vocabolario, Sciarà, gioco che chiama a raccolta le parole dialettali intraducibili a cui tutti possono partecipare in Piazza Erbe.

Mantova, da domani e fino a domenica, sarà capitale della letteratura. Perché non approfittarne?

Laura Dabbene

 

Foto via: www.festivaletteratura.it

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