Manovra: parola d’ordine “coesione” per evitare il default dell’Italia

napolitano

Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano

Roma – ‹‹Oggi più che mai dovrebbe sprigionarsi nel nostro Paese un impegno di coesione nazionale di cui c’é bisogno per affrontare le difficili prove che sono all’ordine del giorno››. Sono state queste le parole del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, durante le celebrazioni per la cerimonia dei 100 anni di Palazzo del Viminale. L’appello del presidente della Repubblica è stato chiaro e si rivolgeva a tutte le forze politiche. L’urgenza è bipartisan: agire in modo coeso mettendo al primo posto gli equilibri economici nazionali.

Inoltre il presidente è rimasto favorevolmente colpito dal comunicato dei capogruppi di Camera e Senato, Maurizio Gasparri e Fabrizio Cicchitto, i quali hanno fatto sapere che la finanziaria sarà discussa alle Camere con ‹‹pochi qualificati emendamenti›› al fine di darle luogo ad una rapidissima approvazione.

“Il nostro obiettivo – hanno fatto sapere ieri i parlamentari – è quello di garantire il rispetto assoluto delle indicazioni dell’Unione europea, ai fini dell’abbattimento del debito pubblico e dell’azzeramento del deficit, e di offrire ulteriori strumenti di rigore, ma anche di equità, per favorire questo risultato”. “In particolare, la nostra attenzione – prosegue la nota – si sta concentrando su proposte modificative che riguardino la correzione delle norme per tutelare i piccoli risparmiatori e quelle riguardanti le pensioni per tutelare le più basse. Affronteremo poi con un apposito emendamento – continua il comunicato – il tema del patto di stabilità interno, garantendo nel contempo il pieno utilizzo dei fondi europei, che troppe volte l’Italia ha rischiato di perdere››. ‹‹Inoltre, ci stiamo occupando del tema ammortamenti, affinché l’impegno nella realizzazione di opere pubbliche possa proseguire nella continuità delle normative esistenti. Queste proposte, limitate nel numero ma qualificanti nel merito – concludono i capigruppo – saranno oggetto di un confronto nell’ambito della maggioranza ed anche con i gruppi di opposizione››.

MARCEGAGLIA – Il presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, si è trovata in pieno accordo con l’appello lanciato dal presidente Napolitano. Anche lei presente alla cerimonia di celebrazione del Viminale ha ribadito ‹‹A maggior ragione con gli spread btp-bund ai massimi, la manovra economica va approvata subito, nel più breve tempo possibile e i saldi non vanno cambiati minimamente”. Il presidente ha spiegato che ‹‹abbiamo bisogno di dimostrare coesione e per questo serve la capacità di portarla a casa molto velocemente››. ‹‹Sarebbe una follia perdersi in contrasti all’interno della maggioranza e anche le opposizioni devono unirsi e lavorare con il Governo. In un momento come questo è fondamentale la coesione e non far prevalere personalismi e lotte politiche in un momento delicato come questo››.
Senato – Alla solerzia di Gasparri e Cicchitto risponde il presidente del Senato, Renato Schifani. Il presidente, infatti, è pronto (previo consenso dei capigruppo), a rivedere l’iter della manovra anticipando i tempi di approvazione.

L’attuale calendario dei lavori prevederebbe, infatti, l’esame del decreto in commissione per tutta la settimana in corso e il successivo passaggio in Aula solo dal martedì al giovedì della settimana prossima.
Per ridurre i tempi, Schifani ha riunito, ieri, la conferenza dei capigruppo al fine di vagliare il consenso di Palazzo Madama sull’argomento.

Bersani – “Berlusconi non mi ha ancora chiamato, se mi chiama il confronto si fa in Parlamento. Ci stiamo comportando così per l’Italia, non per Berlusconi. Ma voteremo contro la manovra”. Il segretario del Pd, Pierluigi Bersani, ha spiegato in questo modo – durante una missione in Medio Oriente – la collaborazione del Pd all’approvazione della manovra, sottolinenando che, comunque, il giudizio negativo dell’opposizione nei confronti del Governo e del suo operato non è cambiato ‹‹Abbiamo concentrato – dice Bersani – i nostri emendamenti in pochi punti coordinati con le opposizioni e lasciamo i meccanismi dei tempi ai presidenti delle Camere e ai gruppi, ma manteniamo il nostro giudizio sulla manovra, che non abbiamo mai condiviso e proponiamo le nostre linee di riforma››.
Idv – Di simile avviso il leader dell’IDV, Antonio Di Pietro ‹‹Italia dei Valori rinnova il proprio impegno a garantire una rapida approvazione della manovra finanziaria per dimostrare ai mercati internazionali che, nonostante la debolezza del governo, l’Italia, anche grazie alle opposizioni, è capace di trovare coesione e compattezza nei momenti di difficoltà››. Gli fanno eco i capigruppo di Camera e Senato, Massimo Donadi e Felice Belisario ‹‹Le nostre proposte saranno tese a migliorare la manovra sul fronte della crescita e ad eliminarne gli aspetti di assoluta iniquità sociale. Per questa ragione presenteremo solo pochi ma importanti emendamenti concordati con Pd e Udc››.
CGIL – La crisi dei mercati, invece, non spaventa la Cgil che non perde occasione per ribadisce la sua opposizione alla manovra definendola “sbagliata, ingiusta e inefficace”. Il sindacato, inoltre, pare pronto alla mobilitazione. Questa è la linea decisa e comunicata dal testo dell’Ordine del giorno conclusivo del Comitato direttivo nazionale della Cgil, approvato all’unanimità con 2 astenuti ‹‹Proprio per come è strutturata la manovra e il suo rapporto con la delega – si legge – la partita non si chiuderà entro agosto››, sostiene il sindacato che ‹‹dopo le prime iniziative di protesta che si realizzeranno il 15 luglio in tanti territori e luoghi di lavoro, tra cui il presidio nazionale dello Spi, occorrerà continuare la mobilitazione››. E le proteste più accese saranno proprio nei riguardi della manovra finanziaria.
Tremonti
Una settimana. Questo periodo di tempo è – secondo il ministro dell’Economia Giulio Tremonti . quello più adeguato per dare un segnale forte di stabilità  ai mercati.

L’indicazione del ministro è parte di un articolo-analisi del quotidiano La Repubblica ‹‹Chi ci chiede di fare di più, o di anticipare ad oggi le misure previste per il prossimo triennio – sottolinea il ministro – non ha capito nulla. Se lo facciamo ci suicidiamo: ammazziamo il Paese. La verità è un’altra. Ai mercati daremo un segnale forte. E sa qual è? Il fatto che la manovra è blindata e sarà approvata dal Parlamento in una settimana. Una cosa che nella storia d’ Italia non e’ mai accaduta››. Poi, Tremonti ha esaminato l’andamento dei mercati. ‹‹Venerdì (scorso), con l’attacco all’Italia si è toccato con mano qual’è il “costo politico” di Giulio Tremonti: dimissionatemi pure e vedrete cosa succede ai titoli di Stato››.
Bossi – Anche il promotore del Federalismo, Umberto Bossi, difende la figura del ministro Tremonti e dell’Esecutivo ‹‹Il fatto stesso che non abbiamo battuto ciglio e siamo rimasti al Governo significa che avevamo coscienza di quello che sarebbe successo, se ce ne fossimo andati saremmo finiti come la Grecia››.

Chantal Cresta

Foto || ansa.it

 

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