Manovra: Monti contestato, seduta sospesa in Senato

ROMA – Il premier Mario Monti riferisce al Senato sul vertice europeo del 8-9 dicembre ma la seduta non procede senza scosse: i leghisti rumoreggiano e il presidente del Senato Renato Schifani li richiama: «Sarebbe un pessimo segnale se dovessi sospendere la seduta». Poi, rivolto a Federico Bricolo, presidente dei senatori della Lega: «Non si faccia richiamare proprio lei, da capogruppo».

Poco prima, ad un certo punto Monti è sembrato infastidito: «Scusatemi se valorizzo il Parlamento». Un breve applauso, poi i lavori sono proseguiti, ma la seduta è stata poi sospesa. Durante il discorso di Monti, la senatrice leghista Angela Maraventano, aveva cominciato a gridare: «Parlaci piuttosto delle pensioni!».

Mentre è iniziata nell’Aula della Camera la discussione della manovra economica. Sono 82 gli iscritti a parlare sul testo: tra loro, tutti i deputati della Lega.

Per le 16.00 è fissata la votazione sulla pregiudiziale di costituzionalità: è prevedibile che per allora il dibattito venga «accorciato» con un voto in tal senso dell’Assemblea.

Ed è stata una maratona notturna per la manovra in Commissione alla Camera per l’esame dei nuovi emendamenti proposti dal governo, prima dell’approdo questa mattina in aula, come richiesto anche dal presidente della Camera Gianfranco Fini. I tempi sono stretti: la manovra arriverà poi al Senato il 21 dicembre, con voto finale entro il 23 dicembre.

Appare probabile che il governo decida di porre la fiducia sul provvedimento per velocizzare i tempi, nonostante negli emendamenti ci siano diverse modifiche che vanno nel senso di una maggiore equità richiesta dai partiti («Non sono i soliti noti» a pagare ha insistito ieri sera in Commissione il premier). In particolare si stabiliscono nuove detrazioni per l’Imu per la prima casa in ragione del numero dei figli. I valori catastali, ha confermato Monti, saranno adeguati a quelli di mercato.

Una modifica alla deindicizzazione delle pensioni tutela gli assegni fino a 1.400 euro per i prossimi due anni. Il blocco della rivalutazione, ha detto Monti, «non riguarderà gran parte dei pensionati» e i sacrifici maggiori sono stati spostati sui capitali scudati. Si stabilisce infatti un’imposta del 10 per mille sui capitali scudati per due anni, e del 4 per mille in seguito. In arrivo anche un contributo di solidarietà del 15% per le pensioni oltre i 200mila euro, previsto per la parte eccedente, fino al 31 dicembre 2014.

Natalia Radicchio

Foto| via www.ansa.it

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