Manovra. Modifiche in discussione: i sindacati protestano e la Lega esulta

fornero

Elsa Fornero

Roma – Modifiche sulla perequazione delle pensioni che salterebbe solo oltre due volte il minimo, Imu (nuova Ici) più leggera rispetto al reddito familiare e novità per chi ha parenti a carico. Questi sono alcuni dei cambiamenti annunciati dal ministro del lavoro, Elsa Fornero, sulla Manovra Monti, discussa in Commissione Bilancio questa mattina.

Modifiche al vaglio – Non pare sia passata la dicitura “quoziente familiare” nella definizione della nuova Isee della Manovra ma l’indicatore terrà, comunque, conto dei figli. Specie dal terzo genito in poi e delle persone disabili presenti nel nucleo familiare.

Previsti, invece, tagli alle Province e forse alle indennità dei parlamentari. Le proposte di modifica riguardano anche le aziende in crisi che riceveranno aiuti secondo approvazione di un emendamento che allunga di 72 mesi la possibilità di saldare i conti con Equitalia.

Altra modifica corcerne la norma sul massimo scoperto. La vendita di immobili gravati da ipoteca si affida direttamente al proprietario e non più ad Equitalia. L’incasso conseguente andrà ad Equitalia, il quale stornerà la parte maggiore dell’introito rispetto al debito del proprietario.

La Manovra – Il calendario del Governo è serrato. Prima è previsto l’esame dei provvedimenti accantonati e dei sub-emendamenti fino alle 14. Per quell’ora, infatti, è atteso l’arrivo in aula del premier Mario Monti al fine di discutere dei risultati portati in Commissione.

Alle 16 ci dovrebbe essere il nulla osta per presentare la Manovra modificata alla Camera, pronta per il voto parlamentare, previsto per le 10 di domani. Successivamente, sempre in settimana, la Finanziaria dovrebbe approdare al Senato per la conversione definitiva in legge, quasi a ridosso del Natale. Sempre più probabile la fiducia onde evitare scivoloni e perdite di tempo nelle Aule.

Lo Sciopero – Intanto monta il dissenso dei sindacati. Lo sciopero è, ormai, una certezza. Il segretario della Cisl, Raffaele Bonanni, ha espresso apprezzamento per le dichiarazioni del ministro del Lavoro, Elsa Fornero, sulle possibili modifiche del blocco delle indicizzazioni delle pensioni oltre due volte il minimo. ‹‹Quando avremo le modifiche, le apprezzeremo. Speriamo siano congrue. Chiediamo però ci sia anche la modifica sull’Ici sulla prima casa››.

Il leader della Cgil Susanna Camusso, invece, è meno affabile nei confronti della disponibilità del Governo e ha ribadito il fatto che sulla tassazione dei patrimoni non c’é stata la stessa attenzione che si è data alle pensioni e all’Ici. Meno incisiva ma altrettanto polemica la posizione del leader della Uil, Luigi Angeletti: ‹‹oltre all’Italia bisogna salvare gli italiani››.

La numero uno di Confindustria, Emma Marcegaglia, limita i commenti e invita tutti a fare presto. Un appunto, però, lo riserva ai sindacati: ‹‹bisogna tener conto che qui o ci salviamo tutti o non si salva nessuno››.

Sul tema pensioni non è ancora noto quale sarà l’orientamento del Governo. Tante le ipotesi: forse un intervento di perequazione dell’assegno al 70% per le pensioni tra 1.200 e 1.400 euro e l’eventuale stop alla rivalutazione per quello oltre i 1.400. Un provvedimento del genere, però, sarebbe oneroso senza contare che la copertura finanziaria sarebbe attuabile solo con un “raddoppio” dell’una tantum dell’1,5% sui capitali scudati. Somme che il Governo è sicuro di riuscire a recuperare ma il cui rinvenimento è assai improbabile poiché, molti degli evasori che hanno usufruito dello scudo fiscale, hanno operato tramite società di comodo anonime.

Pare anche escluso il ricorso alle aste TV e, dunque, il Governo si orienterebbe verso una copertura “multipla”, racimolando piccole cifre da vari interventi. Ragion per cui le misure stanno subendo un certo ritardo di presentazione.

Nell’attesa, la Lega Nord porta a casa due piccoli successi: l’emendamento che porta a 1.000 euro il limite per il pagamento in contanti della pensione di anzianità è stato accettato. Provvedimento risolutivo per tutti i lavoratori a riposo con minimo reddito che, altrimenti, sarebbero stati costretti a dotarsi di carta elettronica con aggravi di spesa inevitabili sui propri bilanci.

Il secondo traguardo leghista riguarda il massimale di commissione bancario che le banche hanno la possibilità di richiedere ai commercianti che usufruiscono del pagamento elettronico: non oltre l’1,5%.

Chantal Cresta

Foto || ansa.it

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