Mangalyaan: l’India vedrà Marte con un budget low-cost

mangalyann

tecnici al lavoro per Mangalyaan (indiatoday.in)

 

Mangalyaan, la prima navicella su Marte destinata a raggiungere il Pianeta Rosso in esclusiva dall’India, genera un rigoglioso flusso di perplessità nel pensiero comune internazionale. Il lancio della sonda è stato programmato per domani 5 novembre 2013 alle ore 10:00 italiane, dal centro spaziale di Satish Dhawa situato a Shriharikota, nel celebrativo giorno di Marte, in hindi conosciuto come Mangalwaar.

Mangalyaan porta in seno il vanto di essere stata progettata interamente da ingegneri e tecnici indiani e costruita con materiali provenienti unicamente dalla vasta repubblica asiatica, continuando la storia della precedente navicella lunare Chandrayaan I del 2008.

I 1.350 chili di Mangalyaan si foggiano di strumenti dalle tecnologie avanzate che fomentano quell’orgoglio popolare che spesso distoglie le menti ben pensanti dalla retta via. Mangalyaan è stata concepita come progetto d’avanguardia con un budget low-cost che, in caso portasse a riscontri positivi, farebbe invidia a qualsiasi impresa del continente. Per la navicella è stata destinata la cifra di ottanta milioni di dollari,  spesa incredibilmente esigua se equiparata ai 297 milioni di dollari della seconda Mars Odyssey partorita dalla Nasa. Mangalyaan non atterrerà però su Marte e il suo viaggio, intorno all’orbita del pianeta, durerà circa trecento giorni per concludersi nel settembre 2014. L’obbiettivo preponderante della spedizione, oltre all’analisi morfologica e della condizione atmosferica di Marte, si fonda sulla ricerca di tracce di metano su Marte, idrocarburo dalle solide fonti di guadagno bramato da ogni Paese. Il paradosso di Mangalyaan svela le sue falle in una nazione pervasa dal malessere dei più in una preoccupante condizione di disuguaglianza economica ma condizionata dalle velleità di grandezza di una ristretta cerchia elitaria, ferma nella convinzione di voler porre a tutti i costi l’India sul piedistallo delle potenze mondiali, a discapito di una popolazione dilaniata da malasanità e degrado, giovani senzatetto e povertà.

Foto preview via americanspace.com

Rachele Sorrentino

@rockeleisrock

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2 Risponde a Mangalyaan: l’India vedrà Marte con un budget low-cost

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    andreaz 05/11/2013 a 11:33

    Il metano non lo si cerca certo per il suo valore come idrocarburo! :D E’ un composto che si degrada rapidamente sopratutto in una atmosfera non schermata da UV come quella marziana. Quindi (se le rilevazioni precedenti sono corrette e confermate e non e’ certo) e’ in atto un fenomeno che lo genera. Uno dei fenomeni noti e’ nientepopodimenoche’ attivita’ biologica aka “vita-come-noi-la-conosciamo”.
    La sonda e’ piu’ che altro un “dimostratore” per tutto il complesso sistema tecnologico che una missione del genere necessita (lanciatore-sonda-comunicazione per non parlare del progetto).
    per le ultime righe, un po’ ingenue: una nazione progredisce creando benessere anche impegnandosi in sfide e dando orgoglio e lavoro ai migliaia di laureati che l’India istriusce con un sistema universitario di buon livello a cui e’ giunta. Inoltre il programma di assistenza indiano e’ il piu’ importante al mondo con piu di 20 MILIARDI di $ ANNUI.

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  2. avatar
    rockelerocks 05/11/2013 a 14:14

    Gentile Andreaz,
    grazie per le precisazioni da lei aggiunte alla flashnews. Sicuramente lei sarà al corrente del fatto che l’articolo qui riportato, essendo per l’appunto una notizia “flash”, debba rispettare dei limiti caratteriali volti alla massima sintetizzazione di un argomento. Per quanto riguarda il metano, non ho assolutamente detto che il metano sia ricercato per il suo valore economico in quanto idrocarburo ma l’ho semplicemente chiamato con un altro appellativo nella seconda frase, onde evitare iterazioni linguistiche. Sul fatto che la sonda sia un dimostratore non ci sono dubbi. Per l’”ingenuità” finale, è chiaro che il progresso scientifico sia un vanto e una grande occasione per un Paese ma, il succo da me esposto in poche righe, si focalizzava sul controsenso insito a tale processo. Non è poi così lontano da noi il giorno in cui si è visto il crollo della rupia e forse sarebbe stato meglio investire sulla profilassi delle malattie piuttosto che su Mangalyaan. Resta comunque una mia opinione ristretta in poche righe. Grazie per l’attenzione.

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