Mandi il tuo curriculum on line? Hai diritto a un colloquio sicuro

Reggio Calabria – Sembra quasi un sogno per i lavoratori precari, un po’ meno invece per chi dovrà sarà impegnato a somministrargli il colloquio conoscitivo. Secondo un’ordinanza del Tribunale di Reggio Calabria, infatti, il disoccupato che rispondendo a un’inserzione su internet, manda il proprio curriculum vitae ha sempre diritto a svolgere un colloquio. Tutto è nato dalla vicenda di un’Agenzia privata per il lavoro che  riceve l’incarico da una Pubblica Amministrazione di somministrare sessanta lavoratori. Una volta pubblicato l’annuncio sul proprio sito internet, l’Agenzia per il lavoro ha invitato i candidati a interessati a inviare il loro curriculum vitae. In seguito, è stato fatto un primo screening dei curricula ricevuti e sono state convocate al colloquio solo le persone con le caratteristiche idonee alla posizione ricercata. Le persone escluse dal colloquio hanno proposto un primo ricorso d’urgenza al tribunale, che ha respinto la loro domanda.

Ciò nonostante,gli aspiranti lavoratori non si sono arresi e hanno proposto un secondo reclamo, che questa volta è andato a buon fine ed  è stato accolto dal Tribunale. I motivi? Sono a dir poco sorprendenti. Il Tribunale, infatti, parte dall’assunto secondo il quale la pubblicazione di un annuncio su internet equivale ad un’offerta al pubblico che, in quanto tale, deve essere gestita da chi ha pubblicato l’annuncio secondo i criteri di buona fede e correttezza. Fin qui sembra tutto trasparente e comprensibile. Incredibile, invece, è il significato che deve assumere la buona fede nelle procedure selettive. Infatti, secondo il Tribunale chi pubblica un annuncio deve rispettare alcuni vincoli: l’annuncio deve indicare oggettivamente i criteri sulla cui base si svolgerà la selezione (che ovviamente devono essere rispettati) e, infine, il datore di lavoro, se adotta tra i criteri di valutazione anche la valutazione discrezionale, deve dare adeguata motivazione delle operazioni di valutazione svolte.

L’ordinanza sostiene comunque che il diritto al colloquio è strumentale a costituire un rapporto di lavoro e quindi si applicano le regole del relativo processo. Tutto questo sembra andare in contrasto con il percorso normativo degli ultimi 15 anni, quando è stata abolita la chiamata numerica e sancita la piena discrezionalità nelle assunzioni di personale. Nonostante possa sembrare assurdo, se per caso dovesse entrasse in vigore per tutta Italia, questa notizia ovviamente farà sorridere tutti disoccupati. Non è detto che si possa avere un posto di lavoro, ma almeno la possibilità di ottenere un colloquio e qualche chance in più…come si dice, la speranza è l’ultima  morire. Altrimenti, se il colloquio non dovesse andare a buon fine è comunque un’esperienza importante: guardiamo il lato positivo!

 

di Chiara Campanella

Foto via: http://wrestleurope.com;

 

 

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