MammAvventura In vacanza col bebè…riposo addio?

vacanza bimbi (mamma.pourfemme.it)Luglio: è iniziato, o si sta avvicinando, il periodo delle ferie e per tutti i genitori – in particolare quelli che lo sono diventati nell’ultimo anno – si prospetta uno dei banchi di prova nella gestione del nuovo arrivato: la vacanza col bebè al seguito. La nascita del frugoletto già ha sconvolto sotto molti aspetti il ménage casalingo della coppia come abbiamo trattato nelle varie mammAvventure, ma la sua presenza diventa tanto più evidente quando si varcano le mura domestiche – dove bene o male ci si è attrezzati a misura di infante – quindi le vacanze lontano dall’ambiente famigliare rischiano di trovare impreparati mamma e papà, con conseguente trasformazione del periodo di agognato riposo in una fonte di stress peggiore di quella lavorativa. Ma anche questo ostacolo si può superare, con la solita pazienza insieme ad alti livelli di tolleranza e buona volontà.

MARE O MONTAGNA? – La scelta del luogo ideale per la vacanza col bebè è il primo passo per tutelare la propria salute psico-fisica, ma non sempre è semplice perchè – come spesso succede – da quando è nato il pupo pare che tutti coloro che vi circondano, non solo i nonni ma anche vicini di casa o illustri sconosciuti incontrati per la strada, siano diventati massimi esperti di puericultura, pronti a dispensare ogni sorta di consiglio di sicura efficacia. Ecco quindi mamma e papà davanti a tutti i vari luoghi comuni sugli ambienti vacanzieri ideali per i bimbi, sul perchè e percome sia meglio l’aria ricca di sodio del litorale o il fresco delle località montane, passando in rassegna tutte le possibili soluzioni intermedie, dal lago alla campagna. Pressati, per non dire sommersi, da questa valanga di opinabili opinioni, magari imbarazzati o desiderosi di non scontentare amici e parenti, la decisione rischia di gettare nel panico i due sventurati o quantomeno generare litigi e discussioni. Chi può allora redimere la vexata quaestio? Il pediatra può essere un valido arbitro a cui chiedere almeno un parere, questa volta autorevole e oggettivo, se non altro perchè è la persona che meglio conosce – oltre a voi stessi – il vostro frugoletto, le sue attitudini, il suo stato di salute ed eventuali necessità specifiche: ai tempi miei il buon dottore, per la presenza di una tendenza cronica alla tosse asmatica e i piedini piatti, indirizzò la mia mamma inequivocabilmente verso le vacanze al mare: respirare sodio e camminare a piedi nudi sulla morbida ma irregolare battigia avrebbero aiutato a risolvere entrambe le debolezze. E mare fu!

APPARTAMENTO O ALBERGO? – Altra nota potenzialmente dolente quella sulla struttura più confortevole per i vacanzieri alle prese con le prime ferie “formato famiglia”. Anche qui la coppia potrà essere spiazzata dalla presenza del pupo, costretta a dire addio a vacanze improvvisate, vissute allo sbaraglio senza mete prestabilite e senza prenotazioni, condite da quel pizzico di avventurosità che costringe, in extremis, ad accampamenti di fortuna in spiaggia o chissà dove. Con la prole questa soluzione diventa quantomeno poco raccomandabile perciò è quasi d’obbligo programmare in anticipo dove alloggiare. Seconde case sono quasi sempre, soprattutto con i piccolissimi, le più appetibili, ma quando mancano può supplire egregiamente l’affitto di un appartamento dove ricreare ritmi e abitudini domestiche: importante, per non avere brutte sorprese, informarsi per bene sulla presenza in loco di eventuali lettini, seggioloni e altre suppellettili indispensabili per il piccino…trovarne uno che non imponga ai genitori di partire da casa con un autoarticolato (e 2 facchini!) per trasportare nel luogo di villeggiatura tutto il necessario può rivelarsi una mossa vincente, capace di far iniziare la vacanza in serenità e nel migliore dei modi! L’albergo all inclusive offre i suoi vantaggi in termini di comodità perchè libera papà, ma soprattutto mamma, dalle incombenze casalinghe (cucina, apparecchia, sparecchia, rifai i letti, lava i pavimenti…e la chiamano vacanza?!), inoltre l’offerta kids friendly è ormai vastissima e, sempre con un po’ di pazienza nella fase di ricerca, si possono vagliare diverse ipotesi a seconda dell’età del bimbo: per chi è già un minimo autonomo la formula tipo villaggio-vacanza, con animazione e servizio di baby parking (ovvero, tradotto in “mammesco”, il poter sbolognare il fagotto a volenterose giovani ragazze…), lascerà ai genitori il tempo di rilassarsi un po’, per i neonati può fare la differenza la presenza di una spiaggia privata attrezzata di facile ed immediato accesso che non imponga lunghi ingombranti trasbordi con carrozzina o passeggino al seguito (perchè questi mezzi, MammAvventura insegna, sono per molti vere astronavi…).

vacanze con i bambini bebè (healthdesk.it)FAMIGLIAVVENTURA…CAMPER O CAMPEGGIO? – Quando la MammAvventura diventa FamigliAvventura non c’è alternativa che tenga a quella di provare l’ebbrezza, anche se la coppia lui-lei è diventata un terzetto, di una vacanza col bebè a zonzo con il camper, spostandosi di giorno in giorno, oppure in tenda/bungalow. Il sapore avventuroso di queste proposte non è per tutti i palati e molto spesso il modello felice offerto dai turisti stranieri -  capaci di godersi appieno le vacanze anche in condizioni estreme con una truppa di figli in tenera età – si trasforma in incubo estivo se applicato a noi italiani, in particolare allo stereotipo della mamma italiana, terrorizzata da mille (veri o presunti) pericoli per il proprio cucciolo. Ho visto con i miei occhi, altrimenti stenterei a crederci, bimbi ariani di pochi mesi gattonare e camminare a piedi nudi nel parcheggio di un’area di sosta autostradale nei pressi di Hamburg, il tutto senza il minimo turbamento dei genitori: nel Belpaese sarebbe scattata la denuncia dell’AMIP (Associazione Mamme Igieniste Patologiche) e qualcuna, debole di cuore, avrebbe corso un serio rischio di arresto cardiaco. Stessa contrapposizione comportamentale della famiglia tipo nordeuropea rispetto a quella nostrana quando si tratta di vacanza a sfondo “culturale”: normale vedere bambini germa- anglofoni nei musei, tranquilli nei loro passaggini o gironzolanti insieme ai sempre serafici genitori, mentre quando si tratta della mamma italica le urla di richiamo risuonano da un estremo all’altro delle sale espositive…”Vincenzinoooooo, non toccareeeee!!!”.

RELAX GENERA RELAX – Insomma, nella progettazione della vacanza col bebè non ci sono regole fisse da rispettare e vale come quasi sempre succede nell’affrontare le mammAvventure l’imperativo della massima tranquillità. Perchè se davvero c’è una cosa che funziona con i piccoli è quella di creare intorno a loro un clima il più possibile sereno e rilassato: se papà e mamma sono tranquilli nell’affrontare le situazioni, anche quando si genera qualche imprevisto, pure loro lo saranno percependone il mood. Quando si ha un bimbo, ancora più che in passato, va riscoperta l’etimologia della parola vacanza, dal latino vacare, cioè essere vuoto, libero. Vuoto è infatti il tempo da riempire, non con le corse e la frenesia dettate dagli impegni che caratterizzano il resto dell’anno, ma con il piacere di non avere nulla da fare se non godere di questa assenza di orari fissi e prestabiliti. Libera deve essere la mente, flessibile e quindi in grado di adattarsi agli eventi così come vengono, predisposta a gestire certe criticità come i capricci e le crisi isteriche con un maggiore self control, incline a creare con i figli quel dialogo e quella complicità che sono alla base di un benefico stare insieme.  Non dimenticate mai, mamme e papà, che al vostro bimbo (almeno al di sotto di una certa età) molto spesso poco importa dove si è o cosa si fa, mentre è importante con chi si trova e ancora di più come. Se aveste continuamente a che fare con gente nervosa e urlante non lo diverreste forse anche voi?

MammAvventura

foto: mamma.pourfemme.it; healthdesk.it

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