MammAvventura sui banchi: il rientro a scuola

 Il giro di boa di metà settembre segna quasi ovunque, da nord a sud, la riapertura di scuole e asili con conseguenze sulla vita e sulla routine quotidiana non solo dei diretti interessati, ma anche dei genitori e – ovviamente – soprattutto delle mamme. A queste è infatti, (troppo) spesso e volentieri, delegata ogni resposabilità per quanto concerne tutte le fasi preparatorie, dalla scelta del corredo (cartella, quaderni, diario, astuccio, grambiulino, etc) all’acquisito dei libri, ma anche la gestione dei rapporti con educatrici e maestre. Ogni fase scolastica, a partire dal nido, ha le sue peculiarità e ognuna, nella sua complessità, comporta una serie di mammAvventure decisamente impegnative.

NIDO E MATERNA…COSA SERVE? – Il primo approccio di ogni mamma con quello che sarà, a partire dai sei anni, il mondo della scuola può essere quello con l’asilo nido e la materna. Entrambe le realtà, data la tenera età dei pargoli, prevedono che il kit zainetto-diario-astuccio venga sostitutito da elementi come pannolini e salviette umidificate, crema protettiva per il culetto, cambi di vestiti, pantofoline da casa, asciugamani e bavaglini, spazzolino da denti e copertina. La lista di oggetti necessari alla frequenza del nido/materna può, anche oltre la fornitura richiesta espressamente dalla struttura, allungarsi ulteriormente se il vosto piccolo/a ha abitudini o esigenze particolari.

(ilcorrieredellacitta.com)

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Usa il ciuccio?: obbligatorio averne all’asilo uno di scorta in caso lo dimenticaste a casa la mattina! Beve dal biberon?: guai a non lasciarne uno di riserva alle maestre o si rischia la tragedia! Dorme con un pelouche particolare?: dovere di ogni mamma trasformare l’amichetto di pezza in un perfetto pendolare che ogni giorno transiti avanti e indietro casa-asilo-casa. Le cure e le attenzioni particolari che i bimbi in età da nido/materna richiedono condizionano anche tutto il settore “sanitario”, per cui ai genitori verranno richieste certificazioni mediche sulla buona salute, sull’esistenza (o assenza) di eventuali allergie/intolleranze oltre ad un report delle vaccinazioni. In caso di malattia le prassi poi sono dettagliatissime a seconda delle patologie o dei giorni di assenza e la mancata osservanza delle tempistiche può addirittura comportare la perdita del diritto al posto in struttura, ottenuta col sangue e col sudore partecipando ai bandi comunali come ben analizzato in una apposita mammAvventura.

…E L’INSERIMENTO? – La mammAvventura in formato asilo nido/materna non si esaurisce però con la preparazione del kit, raggiunge anzi uno dei suoi apici con quello che a diritto si può definire “l’incubo inserimento”. I piccolissimi si sa hanno bisogno di tempo per adattarsi ai cambiamenti e ancora di più se questi comportano una separazione dagli affetti cui sono più legati, la mamma in cima alla lista. Ecco perchè i tempi previsti per abituare i pargoli alla frequenza full-time dell’asilo e a trascorrere giornate intere senza il conforto e l’attenzione esclusiva della mamma sono piuttosto lunghi e diluiti in media su 2-4 settimane…un’eternità per una mamma lavoratrice che non abbia il supporto dei nonni o di una baby-sitter a tempo pieno.

I primissimi giorni la permanenza dei piccoli all’asilo varia tra i 30 e i 60 minuti, prima con la mamma presente e poi senza (ma è d’obbligo restare nei paraggi in caso di drammi e crisi di pianto), poi lentamente si passa – per gradi – al pranzo, quindi alla nanna e solo dopo due settimane alla prima prova di frequenza a tempo pieno. Se tutto procede senza intoppi via libera, altrimenti serve altro tempo non ben precisabile. Durante questo periodo tocca alle intrepide MammAvventura escogitare soluzioni per conciliare le esigenze lavorative – già provate in tremini di congedo parentale e ore di permesso dai 3 mesi di vacanze scolastiche appena trascorsi – con gli imperativi dictat delle maestre, integerrime sentinelle dell’inserimento.

ELEMENTARE…MICA POI TANTO – Chiusi gli anni dell’asilo inizia il percorso scolastico vero e proprio il che comporta, sul fronte mammAvventura, lo scontro con nuove dinamiche tra cui la scelta del corredo, dal grembiulino ai quaderni. Nell’era delle griffe sfoggiate fin dalla culla e del martellamento pubblicitario sulle tv dedicate anche questa fase non è semplice: l’avvicinarsi della scuola diventa palese quando – da metà agosto – i canali televisivi rivolti ai più piccoli iniziano ad infarcire i programmi di spot di zainetti, diari e astucci con tutti i divi del momento. Peppa Pig, Spider Man, Violetta, Avengers, eroi Disney sulla cresta dell’onda (Frozen, Minions…), ognuno di loro ha un merchandising scolastico dedicato sul cui appeal agiscono anche i vari gadget annessi.

(scuolaonline.it)

(scuolaonline.it)

Ripenso alla cartella in pelle rossa fiammante, rigorosamente no-logo, che mia madre scelse per me alla vigilia del primo giorno di scuola e che indosso orgogliosa in una foto che conservo con gelosia. Come reagirebbe a questa scelta mio figlio che, a due anni, arricchisce il suo vocabolario citando alla lettera – e non sto scherzando – le battute di Masha e Orso? Accetterebbe di confrontasi con amici e compagnetti di scuola con un anonimo zainetto oppure pretenderebbe di avere quello dei suoi idoli? Domanda retorica la cui scontata risposta condiziona ogni mammAvventura settembrina, alla ricerca tra cartolerie di quartiere e grandi ipermercati di questi oggetti dei desideri.

Insomma, almeno dal punto di vista una mamma, sarebbe ora di cambare nome a questa scuola primaria che di elementare non ha proprio nulla!

NON SOLO SCELTE - Ma l’inizio della scuola elementare ha, come la più classica delle medaglie, anche un suo verso rappresentato dalle maestre (o dalla maestra unica). Affrontata la mammAvventura-scelta del corredo, combattuta con i propri figli, tocca ancora superare una serie di ostacoli rappresentata dalla lista di “cose che servono” stesa dalle maestre. Finiti i tempi in cui un quaderno a quadretti valeva l’altro (l’unica differenza era tra quelli grandi di mezzo centimentro e quelli piccoli) e le righe si differenziavano in quelle per le classi I-III e IV-V…da anni pare che – almeno per la scuola primaria – vi siano tassativi ordini sull’acquisto di quaderni con un preciso tipo di carta e addirittura di un preciso colore in modo che ogni nuance (uguale per tutti gli alunni) corrisponda ad una materia.

Le direttive sulle tonalità cromatiche possono arrivare al parossismo quando la richiesta diventa quella di dotare i mini-studenti di copertine plastificate copriquaderno in tinta unica, una distintiva per italiano, una per matematica, una per inglese, una per scienze, una per educazione religiosa, una per educazione alla cittadinanza. Davanti a ciò la mamma non ha scampo: se poteva sperare di avere la meglio su un pargolo capriccioso e arrabbiato per non aver trovato lo zaino di Sponge Bob, convincendolo a ripiegare su Superman o le tartarughe Ninja, non può osare presentarsi al suono della campanella senza la copertina verde pistacchio di Bronte (non verde, ma verde pistacchio…e non qualsiasi, di Bronte!) presente sulla lista della scuola.

Inizio scuola anno scolastico 2012-2013

Nuovo anno scolastico al via (rete24.com)

RIENTRO A SCUOLA…SOLO L’INIZIO – Comunque vada, dal nido al liceo, una mamma lo sa: i preparativi per il ritorno sui banchi sono solo l’inizio di 9 mesi di passioni, gioie e dolori. Ci saranno le malattie (spauracchio di chi inizia l’asilo), la stagione dei pidocchi (che prima o poi tocca a tutti), le vacanze natalizie (oddio adesso con chi lascio i bambini?), le gite d’istruzione, i corsi di nuoto (noooo, altri indumenti da lavare!), gli scioperi degli insegnanti, le chiusure per le elezioni (se “becco” chi ha detto che i seggi devono stare nelle aule…) e molte altre variabili.

La mammAvventura-scuola non si esaurisce con la corsa all’acquisto dei libri e del diario e non è certo il primo giorno a segnarne la fine: ogni mattina, con la sveglia e con la lotta per farli alzare, e ogni sera, con il controllo dei compiti e i preparativi per le lezioni del giorno successivo, ci sarà per tutte le mamme la conferma che la scuola – anche se non la si frequenta più da tanti anni – è sempre una grande fatica.

MammAvventura

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