MammAvventura Ninna nanna, ninna…no! Parte II

nanna cameretta (donna.nanopress.it)Nuovo appuntamento con la mammAvventura per eccellenza: il momento della ninna nanna. Un solo spazio non poteva infatti essere sufficiente per trattare delle mille sfaccettature riguardanti il sonno dei neonati, e per questo dopo il primo capitolo sulle tecniche di addormentamento e sulla scelta lettino o lettone ecco il secondo in cui affrontare altre questioni cruciali e momenti difficili come i risvegli notturni e le insonnie infantili.

LA CAMERETTA – Oltre all’alternativa lettino-lettone, anche l’opzione su dove collocare il giaciglio del pupo è duplice: in camera con mamma e papà o in una stanza tutta sua? Anche qui si ripropone il dilemma su quanto la distanza tra le due camere peserà sui poveri genitori mezzi addormentati, costretti nel cuore della notte ad un andi-rivieni per sedare eventuali pianti e risvegli. Ciondolare in pigiama per casa, accorrendo al letto del piccolo ogni volta che si rende necessario, non è certo una rosea prospettiva per chi debba riposare in vista di una giornata lavorativa, per questo molti preferiranno la comodità della vicinanza ignorando alcune linee di pensiero educativo che sconsigliano di tenere il bimbo nella camera da letto coniugale. A sostegno però di una separazione il racconto di un’amica mamma, la cui figlia pare non abbia mai dormito così bene e profondamente come dopo il trasloco in stanza singola. Forse, a volte, siamo davvero noi grandi a disturbare loro?

SVEGLIE NOTTURNE 1 – SI MANGIA! – Se far addormentare il pupo vi è costato tutto il sudore delle 12 fatiche di Ercole, sappiate che non è nulla a paragone del “dramma” da risveglio notturno, quando nel pieno del riposo risuonano i segnali che il piccolo guerriero è pronto a ripartire. Nei primi mesi l’interruzione della nanna è spesso qualcosa di fisiologico, dettato dalla necessità (che non è comunque un imperativo…) di mangiare ogni tre ore. La mamma-fattrice che allatta al seno sarà gioco-forza la parte lesa, obbligata ad affrontare la poppata notturna che spesso comporta un trasferimento dalla comodità del letto a quella, comunque inferiore, della poltrona o del divano.

Se il piccino è nutrito con il biberon la levataccia potrà equamente essere distribuita tra papà e mamma, chiamati in ogni caso entrambi almeno nella prima fase del risveglio: mentre infatti l’uno si affretterà a riscaldare il biberon, l’altro tenterà di calmare le urla di richiamo dell’infante che – a bocca spalancata come un uccellino  – vi darà la sensazione di un bimbo che non mangia da mesi. La speranza è in tutti e sue i casi quella che l’affamato, placato l’appetito, sia ben predisposto a riprendere il sonno interrotto grazie al ricorso alle ben note strategie da ninna nanna trattate nella scorsa puntata e che, per le successive 3-4 ore, non abbia voglia di uno spuntino fuori pasto.

pianto risveglio nanna lettino (lastampa.it)SVEGLIE NOTTURNE 2 – Il sonno dei piccolissimi può essere turbato, anche quando con la crescita e lo svezzamento gli orari dei pasti si dilatano e si uniformano a quelli degli adulti, da alcune situazioni critiche, come le malattie o i dentini. La febbre, la tosse o anche solo un piccolo raffreddore possono ostacolare non poco il riposo di un adulto, ma applicati ad un esserino che non è in grado di soffiarsi da solo il naso o lenire la gola arrossata succhiando una caramellina diventano una vera catastrofe. Soprattutto in caso di muco persistente il numero di risvegli cresce in maniera esponenziale, obbligando spesso i genitori a mantenere il bimbo in posizione il più possibile verticale, magari appoggiandolo al petto, per impedire che si chiudano le vie respiratorie: le ore della notte trascorreranno quindi – nei casi fortunati – con mamma o papà seduti, la testa reclinata, la schiena dolente, la cervicale irrigidita…ma almeno con gli occhi semichiusi e non in piedi, in continuo via-vai nel corridoio in modalità culla-culla (su cui si veda la puntata precedente…).

Il periodo dei dentini è un altro momento buio e ostile verso il bel riposo. I piccini sono nervosi e le gengive dolenti non facilitano di certo la nanna per cui – se durante le fasi di veglia possono essere un palliativo gli appositi giochini in gomma da raffreddare in frigorifero – la notte si può tentare con qualche prodotto (omeopatico o a base di veri e propri anastetici) in grado di dare sollievo dal fastidio. Spalmare gel o cremine sulle gengive, con un leggero massaggio, può quindi riportare Pisolo nel mondo dei sogni anche se, bisogna rassegnarsi, i malefici dentini continueranno a spingere per farsi strada inducendo altri strillanti risvegli.

L’ULTIMA SPIAGGIA – Quando i risvegli notturni sono continui e non dettati da cause individuabili, ma piuttosto assimilabili a vere e proprie forme di insonnia infantile, i genitori stremati andranno alla ricerca di qualche soluzione e molto spesso, per consigli o passaparola, si imbatterano nel libro Fate la nanna. Il volumetto – non l’unico nel suo genere, ma tra i più conosciuti – pare sia una vero best seller perchè capace di risolvere (per sempre) i problemi di sonno dei più piccoli. L’autore promette, con l’applicazione rigida del metodo illustrato, di trasformare ogni ribelle della ninna nel più sonnacchioso dei bambini e porta ad esempio statistiche e casi di brillante riuscita. La prassi da seguire è piuttosto semplice e, volendo ridurla all’osso, si tratta di lasciare che il piccolo si addormenti da solo, nella culla o nel lettino, senza contatti fisici con mamma e papà (se non in una fase iniziale) e nella totale ignoranza di ogni strategia questo applichi per attirare la loro attenzione (urla, pianti, vomito, etc.).

Funziona? Personalmente non conosco nessuna coppia che ci sia riuscita e non nego che più di una mamma mi ha espresso le sue perplessità sulla durezza delle regole dettate: persino un’illustre sconosciuta, vedendomi sul tram leggere quel pamphlet, mi ha cortesemente invitata a lasciar perdere o almeno cercare anche altre alternative.  Insomma, cari lettori, anche nella nanna ogni bimbo è un caso a sè e con il vostro sarà, come per tutti, un terno al lotto. Consoliamoci pensando a quando, tra molti anni, potremo urlare perchè a mezzogiorno passato ancora non si è sbrandato: sarà la vendetta della MammAvventura!

Con questa prospettiva la rubrica chiude i battenti per la pausa estiva e vi dà appuntamento a settembre…buone vacanze!

MammAvventura

foto: donna.nanopress.it; lastampa.it

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