MammAvventura Ninna nanna, ninna…no! Parte I

ninna nanna (quimamme.it)Prima o poi doveva arrivare il momento della mammAvventura per eccellenza, quella che praticamente ogni notte tutte le coppie di genitori dovranno affrontare: ninna nanna o ninna-no, ovvero quanto (e come) dormirà il neonato?

NEONATI NEMICI DELLA NANNA (ALTRUI) – La perdita del sonno è il luogo comune più inflazionato legato al passaggio di status da due-cuori-e-una-capanna a genitori ed è normale sentirsi dire che la trasformazione più radicale dopo la nascita di un figlio riguarda proprio il dormire: dalla tranquillità (e soprattutto continuità) del riposo nelle ore notturne si prospetta un tragico susseguirsi di ore insonni e risvegli improvvisi, destinati a turbare la pace dei sensi. Non tutti gli infanti sono però ‘tarati’ per privare mamma e papà dei loro sogni d’oro, esistono anche piccini che ronfano come ghiri per diverse ore consecutive fin dalle prime settimane di vita…ma alcune tappe sono obbligate anche per i più fortunati.

NINNA NANNA E ALTRI STRATAGEMMI – Persino il più sonnacchione dei neonati difficilmente si addormenta da solo, semplicemente poggiandolo nella sua culla o nella carrozzina, per questo mamma e papà devono spesso ricorrere ad una (o più) delle strategie maggiormente diffuse per farlo appisolare. L’abbinamento di una canzoncina di ninna nanna e di un culla-culla tra le braccia materne è senza dubbio il rimedio più comune. Si macinano chilometri e chilometri passegiando per casa, oscillando le braccia per scuotere dolcemente quel fagotto sempre più pesante e sovente in movimento alla ricerca della posizione più confortevole, con le corde vocali in continua vibrazione per rispolverare diversi (e improbabili) repertori canori…e poi ci si domanda perchè molte mamme tornano in forma a pochi mesi dal parto!  Quando, dopo un tempo variabile tra pochi minuti e qualche ora, il pupo cade tra le braccia di Morfeo arriva la fase più delicata, cioè riporlo senza destarlo nella culla, con la cautela con cui si maneggerebbe una bomba al plutonio.

Il movimento odulatorio che accompagna i piccini nel mondo dei sogni può in alternativa essere ricreato direttamente nella culla, anche qui con un notevole uso dei bicipiti che “nemmeno in palestra”, oppure con l’altrettanto classico “avanti-indietro” in carrozzina. Allo stesso modo la soave voce della mamma trova un valido surrogato nella musica – classica ma non solo – o ancora nelle nenie dei carillon: attenzione però a queste ultime, la cui ripetizione ad libitum può causare seri scompensi. Per legge questi aggeggi infernali dovrebbero essere dotati di almeno 5 suonerie differenti cosicchè, addormentato il pupo, si riduca il rischio che restino a martellare nella testa dei poveri genitori come un brano da rave party per lattanti.

SOLUZIONI ESTREME – Pur di conciliare il sonno del piccolo di casa i neo-genitori, alla fine della giornata, sono disposti a provarle tutte. Qualche volta basta, insieme a ninna nanna e modalità culla-culla, una poppata al seno della mamma o con il biberon, una serie di massaggini-carezzine sulla schiena o sulle parti più sensibili del suo corpicino, altre occorre assecondare i piccoli dittatori nelle più bizzarre e disagevoli preferenze. Tra le esperienze di vita reale raccolte già prima della maternità è successo di imbattersi nei racconti più inverosimili: bambini che per addormentarsi venivano caricati in auto alle 2 di notte in pieno inverno (“Perchè solo con un giro in macchina chiude gli occhi”), oppure lasciati – non soltanto d’estate – sul balcone (“Con un po’ di fresco dorme che è una meraviglia!”), o ancora dotati di televisore accesso per tutta la notte (“Appena lo spegniamo si mette a piangere…”).

Vi sembrano soluzioni estreme o esagerate? Niente affatto, quando si ha a che fare con un neonato che dorme poco o con difficoltà nulla è troppo assurdo pur di godere di un po’ di riposo, perchè perdere il sonno è quanto di peggio possa succedere, l’ostacolo più difficile da superare, capace di portare in casa tensioni, disarmonie e liti continue.

nanna dormire lettone (bambinonaturale.it)CULLA, LETTINO…LETTONE! – Farlo dormire o no nel lettone? Domandone da un milione di dollari la cui risposta univoca e valida per tutti non esiste. Molti vi diranno di non cedere alla facile tentazione di adagiare il vostro Pisolo accanto a voi nel lettone perchè rischia di diventare abitudine impossibile da estirpare, una condanna alla presenza del terzo incomodo per parecchi anni. Facile a dirsi, non semplice a farsi perchè, ogni neomamma lo scopre presto, la vicinanza con il corpo materno, il suo calore e odore possono agire sul piccolo insonne come una boccetta di valeriana. In più tale promiscuità permette di gestire senza alzarsi, praticamente mezze addormentate, alcuni micro risvegli notturni facilmente risolvibili con il succhiotto o un grattino sulla schiena.

Le controindicazioni esistono, è indubbio, in primis per la capacità di questi minuscoli esserini – già dopo le prime settimane – di muoversi roteando sul materasso fino a ritrovarsi in testa-coda, occupando spazi sproporzionati rispetto alle loro dimensioni e costringendo i legittimi occupanti del giaciglio a dividersi la piazza rimanente. Avete presente quell’immagine che ogni tanto torna a girare sul web dove si illustrano le (funamboliche) posizioni notturne della coppia con frugolotto nel mezzo? Bene, è solo una minima casistica…

Non siete ancora convinti che la nanna del pupo sia una vera mammAvventura? Aspettate la prossima settimana e forse cambierete davvero idea!

MammAvventura

foto: quimamme.it; bambinonaturale.it

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