MammAvventura e la soluzione fisiologica: storia di un’amicizia amore-odio

raffreddore bambina

Soffiare il naso? Fino ai due anni i bambini non lo sanno fare…

Se appena qualche inverno fa mi avessero detto che la soluzione fisiologica sarebbe diventata nella mia vita preziosa quanto l’acqua miracolosa di Lourdes mi sarei messa a ridere. Probabilmente neppure sapevo dell’esistenza di questo liquido portentoso, capace di costituire un rimedio contro uno dei mostri che affliggono la maternità: il muco che ostruisce il nasino dei neonati.

PRIMI APPROCCI - Fin dagli inizi della gravidanza, quando si cominciano a “bazzicare” corsi pre-parto o negozi per bambini ricevendo ogni sorta di campioncino omaggio, si scoprono le fialette di soluzione fisiologica, corredate da indicazioni d’uso per la pulizia di occhietti e narici in miniatura. In questa fase tutto è ancora a livello di pura teoria e la futura mamma ignora quanto quella semplice acqua e sale possa diventare un vero tormentone.

Si passa alla pratica appena usciti col fagottino dal reparto maternità, perchè già durante la visita pediatrica pre-dimissione è più che probabile che il dottore abbia istruito la neo-mamma sul come e quando infliggere al piccino la “tortura” della pulizia nasale. Se non l’ha fatto il pediatra dell’ospedale non mancherà quello di famiglia: per una via o per l’altra la soluzione fisiologica entrerà nel kit di sopravvivenza neonatale insieme alla pasta di Fissan, al latte detergente Mustela e al Babygella per il bagnetto. Inutile opporsi.

IL PROBLEMA - Nei piccolissimi il naso chiuso, per colpa di un vero e proprio raffreddore o anche solo per il naturale formarsi di qualche isolata “caccola”, costituisce un problema con cui ogni mamma deve confrontarsi e che la maggior parte dei pediatri paventa come inevitabile. Certo i neonati e i bimbi fino circa ai due anni non sanno soffiare il naso – non soffiarsi (da sè), proprio soffiare – quindi il muco se ne resta bello tranquillo annidato nelle cavità nasali (quando è poco) o straborda dal nasetto colando sui vestiti (puntualmente quelli materni).

pianto-neonato

Soluzione fisiologica: forme di ribellione sonore!

Soprattutto per liberare il più possibile i pupi dai fastidi respiratori legati al raffreddore, problema che rischia di diventare tragedia anche per mamma e papà se durante la notte  il naso chiuso impedisce il sonno o lo frammenta, la soluzione fisiologia diventa una specie di panacea universale: spruzzata nel minuscolo naso di vostro figlio, che certo tenterà forme di ribellione strillando e dimenandosi, l’acqua salata consentirà un più facile deflusso di piccole e grandi ostruzioni. Nessun miracolo, certo, ma unito magari all’uso di un aspiratore – altro strumento di tortura infantile – un sicuro aiuto verso una ritrovata serenità.

Nei frangenti più drammatici si può anche andare oltre la soluzione fisiologica ordinaria, optando per la soluzione isotonica a base di acqua di mare: i benefici dell’acqua marina – e in generale dell’aria del litorale –  sono ben noti, per questo per combattere forme asmatiche o piccoli problemi respiratori tutti i pediatri consigliano vacanze estive in località balneari. La soluzione marina offre, nel mezzo di un gelido inverno e tra i palazzi di città, una versione certamente sbiadita di un salubre soggiorno marittimo, ma se fa bene al pargolo, è legge!

BUSINESS - Nulla però è gratis, e ormai una “scafata” mammAvventura dovrebbe saperlo: alla regola secondo cui tutto ciò che riguarda l’infanzia – latte in polvere, prime pappe, cosmesi, abbigliamento, arredamento, gadget – è parte di un sistema consumistico che fattura milioni sfruttando il senso di colpa dei genitori, anche la soluzione fisiologica rientra in questo circuito infernale. Anzi, forse lo fa peggio di molti altri prodotti para-farmaceutici.

Nasino libero...sonni tranquilli

Nasino libero…sonni tranquilli

Non è raro, infatti, imbattersi nel web in vere e proprie invettive contro questo liquido nasale e la sua commercializzazione in formato bebè. La soluzione fisiologica, che ha un costo bassissimo nella sua versione in boccetta da 500 ml, diventa un vero e proprio “oro trasparente” quando passa al confezionamento in fialetta ad uso pediatrico. Il suo prezzo al litro cresce infatti in maniera esponenziale, con un rincaro che può arrivare a superare il 100%.

Critiche su questa speculazione sono spesso le voci degli stessi pediatri che arrivano a definire il “raffreddore” dei più piccoli una specie di invenzione recente finalizzata a spolpare economicamente gli ignari genitori. Condannabile anche per loro la speculazione economica benché “accettata” in nome della sterilità: la fiala monouso garantirebbe infatti quell’asetticità che pare irrinunciabile per tutto quanto entri a contatto con gli infanti nei primi mesi di vita.

A questo proposito però, in tema igienista, mi viene in mente la regola delle “3 S” appresa da una mamma conosciuta al parco giochi: la prima, da zero a 3-4 mesi, è Sterilizzare, poi si passa alla seconda, Sciacquare, per approdare rapidamente alla terza, Sti’ cazzi. La soluzione fisiologica quindi va benissimo in boccetta, le fiale monouso giusto quando si viaggia…

MammAvventura

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