MammAvventura e i nonni…come gestire una coppia di neo-genitori bis (o almeno provarci)

Finalmente nonni..urrà! (donnaclick.it)

Finalmente saremo nonni..urrà! (donnaclick.it)

Il 2 ottobre è stata la Festa dei nonni, ricorrenza fino a qualche anno fa inestistente che si sta sempre più ritagliando il proprio legittimo spazio a tutti i livelli, consumistico e non. All’entrata principale di una parrocchia del quartiere romano dei Parioli a chi scrive è successo di vedere uno striscione inneggiante proprio a questa ‘celebrazione’ del tutto laica che, come la Festa della mamma e del papà, la Chiesa può aver adottato perchè – in tema di famiglia, in ogni sua accezione – pretende di essere un’autorità.

Festeggiamenti a parte, le figure dei nonni costituiscono, nel grande calderone di tematiche e argomenti che sottende alla parola maternità, un capitolo importante perchè quando la vita di una coppia viene stravolta dall’arrivo di un bebè, il loro apporto può diventare questione, se non proprio di vita o di morte, almeno di sopravvivenza. Eppure, come ogni medaglia ha il suo rovescio, anche la gestione dei nonni può trasformarsi in una faticosa mammAvventura.

DA GENITORI…A NONNI – Sul frigorifero di mia suocera c’è un magnete che recita: «Quando nasce un bimbo, nasce una nonna». Falso. Nonni lo si diventa molto, molto prima. La nonnitudine viene a galla in ogni coppia matura nel momento esatto in cui, avendo un figlio o una figlia ormai adulti e con un partner stabile, questi o questa decide che è giunto il momento del matrimonio o della convivenza. Passata una prima fase in cui problemi totalizzanti quali il trasloco e l’acquisto dei mobili occupano tutte le energie, gli aspiranti nonni partono alla carica.

Indirettamente istigati da amici o parenti in analoga situazione che già godono delle gioie di avere uno o più nipotini, gli arzilli 50-60enni inizieranno il tormentone in maniera velata o spudorata a seconda del carattere e delle inclinazioni. Alcuni avanzeranno palesi richieste, altri gireranno intorno all’argomento, cercando di affrontarlo capitandoci per caso, prendendo a spunto ogni pretesto anche solo lontanamente legato all‘avere un figlio.

Festa dei nonni (alfabetodelcuore.over-blog.com)

Festa dei nonni (alfabetodelcuore.over-blog.com)

LA SVOLTA – Il momento esatto in cui i nonni diventano tali è però, tecnicamente, quello in cui l’aspirazione si trasforma in realtà: l’annuncio della gravidanza. Lo shock della notizia lascia presto spazio all’avvio di una efficentissima macchina da guerra finalizzata ad un solo e unico obiettivo: la salvaguardia del benessere del futuro nipote.

Sarebbe un grosso errore credere che il bersaglio esclusivo di tale vortice di istinto di protezione sia la gestante – figlia o nuora che sia – sebbene questa ne costituisca l’epicentro. La preoccuppazione su tutto quanto riguarda la sua esistenza – dalla necessità di alimentarsi in maniera adeguata all’obbligo di abbandonare qualsiasi attività che implichi un accumulo di stress o di stanchezza – si estenderà infatti anche oltre i confini dell’individuo per coinvolgere tutti i soggetti più vicini alla futura mamma, il compagno/marito prima di tutti.

Al pover’uomo, già turbato dalla prospettiva di un’imminente paternità, toccherà subire da parte dei quasi-nonni ormai calati nel ruolo ogni sorta di raccomandazione, se non di rimprovero. Sul malcapitato ricadranno oneri e obblighi che fino a quel momento aveva saputo dribblare o nel peggiore dei casi dividere con la dolce metà: con il pancione in rapida crescita e con tutti gli annessi e connessi che ciò comporta, diventerà inevitabile il doversi assumere il carico esclusivo di compiti quali trasportare la spesa, usare l’aspirapolvere e ogni altra attività “di fatica”.

Futuri nonni: la sindrome da shopping compulsivo...(foto: medicinalive.com)

Futuri nonni: la sindrome da shopping compulsivo…(foto: medicinalive.com)

I LOVE SHOPPING PER IL BABY – Nulla meglio del titolo del romanzo di Sophie Kinsella può descrivere il fenomeno compulsivo che spinge i futuri nonni all’acquisto di quanto, necessario e soprattutto superfluo, si considera utile in vista di una nascita. Si comincia ben prima di conoscere il sesso del nascituro, optando per nuance neutre nella scelta del corredino. In questa fase diventa impossibile sfuggire ai colori pastello – giallino, verdino, albicocca – quindi tocca rassegnarsi nella speranza che anche i negozi di abbigliamento per l’infanzia più tradizionali si accorgano – come qualcuno per fortuna ha già fatto – che il giallo può essere giallo sole, il verde acceso come un prato o uno smeraldo, l’arancione infiammato e saturo come in una tela di Van Gogh.

Lo shopping sfrenato colpisce i nonni anche in settori come i giocattoli perciò ci si ritroverà ad avere – già prima del lieto evento – spazi stipati di oggetti che – avendoli potuti scegliere – non si sarebbero mai comprati! Un po’ meglio (ma non sempre) per quanto riguarda carrozzina o trio, culla e lettino: qui solitamente l’incontrollato consumism0 nonnesco si placa e si preferisce coinvolgere anche i futuri genitori, offrendosi al massimo di pagare il conto.

DEMENZA SENILE…DA NIPOTINO – Quanto descritto è comunque nulla se paragonato a quanto attende una neo-mamma e un neo-papà dopo l’arrivo della cicogna. Il fagottino, rosa o azzurro che sia, catalizzarà su di sè ogni attenzione degli ormai anagraficamente ufficializzati nonni, spingendoli a dimenticare di aver mai avuto un figlio o una figlia (un genero o una nuora…). È il periodo delle faccine, delle vocine, dei bubù-sette-tè e via dicendo, sapientemente dosati in alternanza con la spasmodica ricerca delle somiglianze.

Nonni 2.0: per i nipoti questo e altro! (picenooggi.it)

Nonni 2.0: per i nipoti questo e altro! (picenooggi.it)

Con la nascita del tanto atteso erede i nonni non avranno occhi o orecchie che per lui, arrivando persino – alla soglia dei 60 e oltre – ad installare una connessione internet a casa e imparare l’uso di Skype per poter vedere il nipote a distanza. Durante una sessione di osservazione via schermo dell’adorato frugolotto, successe che mio suocero si assentasse per una chiamata al cellulare, lasciando soltanto la nonna a vigilare con l’occhio informatico; al suo ritorno – neanche stessero guardando la puntata chiave di una crime-fiction – una domanda che ci fece (me e il mio compagno) “scompisciare” dalle risate: «Cosa è successo?».

MammAvventura

 

 

 

 

 

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