MammAvventura aspetta l’Epifania 2016: Befana santa subito!

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La Befana, o Epifania per puntigliosi e puristi della fenomenologia delle feste tradizionali, è alle porte. Il 6 gennaio scatta l’ora X – anzi Z – delle festività natalizie, il gran finale che tutto si porta via: luci, adobbi, abbuffate, regali, giorni di vacanza (da calendario o da ferie “forzate” causa chiusura scuole e asili). Una data che le mamme aspettano con una certa frenetica euforia, consapevoli delle conseguenze che la vecchina con le scarpe rotte reca con sè: la coscienza che si è riusciti anche questa volta a sopravvivere e uscire indenni (o quasi) dalle sfide legate al periodo natalizio.

ASPETTANDO NATALE – Il Natale, come ogni mamma sa bene, non è solo un giorno – il 25 dicembre – ma un periodo della durata variabile di almeno 45-50 giorni. Le danze si aprono infatti ad inizio novembre, quando i primi sentori arrivano attraverso la televisione: ben prima che le corsie degli ipermercati vengano monopolizzate da panettoni e giocattoli, nei programmi televisivi dedicati all’infanzia – sulle reti generiche e soprattutto sui canali appositi – iniziano a proliferare gli spot pubblicitari mirati. Infidi e insidiosi penetrano nelle teste dei piccoli condizionandone inevitabilmente gusti e desideri, fino ad entrare nella lista che il fenomeno consumismo venera più di ogni altra: la letterina a Babbo Natale.

Le prime timide avvisaglie del clima natalizio crescono a vista d’occhio tra fine novembre e giorno dell’Immacolata, quando per tradizione si dovrebbero allestire presepe e abete. Proprio questa prassi costituisce una delle 12 fatiche di Ercole del periodo delle feste perchè, soprattutto chi ha figli in tenera età, sa bene che la preparazione sarà una lotta per arginare la presenza- accanto alla Sacra Famiglia raccolta nella capanna e attorniata dai grandi classici (pastori, angeli, pecore, artigiani vari…) – degli individui più terrificanti: dinosauri, ninja turtles, mostri di ogni genere, robot, macchinine e chi più ne ha più ne metta.

Presepe alternativo (Foto: bonsai.tv)

Presepe alternativo (Foto: bonsai.tv)

Non meno critico può essere l’albero con luci e palline che per tanti anni – prima di diventare mamme – ognuna di noi allestiva con pregiati pezzi da collezione: la campanelle in vetro di Murano ricordo della prima gita a Venezia da fidanzati, la serie di decorazioni in legno dipinte a mano portata dal Trentino quando si visitarono i mercatini di Natale nel primo inverno di convivenza, il puntale in cristallo di Boemia souvenir del week end a Praga durante il quale lui vi ha chiesto di sposarlo. Tutto ciò diventa parte del passato quando a dettare legge sono pargoli che gattonano – o magari già camminano – in grado di raggiungere autonomamente i rami dell’abete e strattonarli fino a far crollare tutto quanto. Il cristallo di Boemia resta in soffitta almeno fino al 18 compleanno del pupo. E pure il vetro soffiato.

VIGILIA E GIORNO DI NATALE - Giunta la sera del 24 dicembre, reduce dalle maratone acquisto regali, una mamma deve affrontare la sfida “riunione con i parenti” (zii, nonni, cugini, nipoti, pronipoti, etc). Se il cenone della vigilia o il pranzo del 25 lo deve cucinare si trasforma in Wonder Woman (non ci sono alternative), ma certe doti da super eroina le deve comunque avere anche solo per rendere i pargoli presentabili in pubblico.

Sovraeccitati per l’imminente arrivo dei doni tanto agognati, in condizioni igieniche precarie (perchè non dovendo andare a scuola il bagno è passato in secondo piano…) e in tenuta casalinga tuta-pantofole che li rende particolarmente restii ad indossare ogni altra forma di abito “costrittivo”, i piccoli tendono a sfuggire ad ogni tentativo materno di pulizia e vestizione. Per vincere la battaglia ogni mamma sa di dover fare una scelta: preparare i figli o dedicarsi a se stessa? Entrambi è impossibile. Risultato: le femminucce ne usciranno acchittate con gonne scozzessi e scarpine di vernice,  i maschietti con pantalonicini in velluto, camicina e cardigan…e la mamma si infilerà la prima cosa disponibile nell’armadio.

In confronto a questa fase preliminare il cenone vero e proprio potrebbe risultare una passeggiata perchè nonni o vecchie zie zitelle – ansiosi di coccolarsi i pupetti – sapranno rivelarsi la carta vincente per godersi in serenità la grande abbuffata. In alternativa saranno cuginetti coetanei o poco più grandi a catalizzare l’attenzione delle mini-pesti, senza calcolare il potere ipnotizzante dei giocattoli nuovi di zecca finalmente capaci di ripagarvi della titanica impresa di ricerca in confronto alla quale Giasone e il Vello d’oro diventano una caccia al tesoro da oratorio.

CAPODANNO – L’Epifania che tutte le feste si porta via è ancora lontana quando, superata la boa del 25 dicembre si profila all’orizzonte il Capodanno. Viverlo con i bimbi piccoli è un terno al lotto nel senso che, con le altissime probabilità di contrarre malattie (raffreddore e febbriciattola se va bene, varicella nei casi di vera sfiga!), già può essere un risultato riuscire a trascorrerlo con spirito festaiolo e non al capezzale di un infante paignucoloso col moccolo al naso. Anche la notte di San Silvestro assume connotati diversi rispetto a quelli degli anni da single (o da coppia senza figli): tramontati i veglioni in discoteca a ballare fino alle luci del mattino, difficilmente gestibili celebrazioni in esterna a causa di temperature rigide poco adatte ai piccini, rischiosi i cenoni con commensali che non condividano la stessa situazione genitoriale. L’alternativa è spesso una sola: ritrovarsi a tavola con un rapporto tra adulti e under 4 che sfiora l’1:1.

Capodanno: la tavola dei pargoli (Foto: www.oggi.it)

Capodanno: la tavola dei pargoli (Foto: www.oggi.it)

Il Capodanno modello scuola dell’infanzia prevede due tavoli, di cui uno per i grandi che non sarà mai occupato al 100% perchè ad almeno un membro della coppia – mamma o papà che sia – toccherà alzarsi per rispondere a qualcuna delle infinite esigenze della prole. La postazione pappa dei piccini, in uno stadio appena successivo al seggiolone, somiglierà più che ad una mensa da ultimo dell’anno ad un campo di battaglia, animata oltre che dal lancio di cibo e stoviglie, da pianti in stereofonia. A contribuire al frastuono – con livelli di decibel che indurranno i vicini a pensere che da voi già siano iniziati i botti – potrebbero esserci nei casi peggiori anche le considerazioni ansiogene di qualche adulto troppo apprensivo, che non rinuncia neppure il 31 dicembre a farsi prendere dal panico perchè le lasagne del cenone non sono bio o vegan.

A rischio, quando la concentrazione di pupetti è elevata, anche lo scoccare della mezzanotte: tra botto del tappo di spumante e rimbombo di fuochi articifiali e fenomeni pirotecnici vari le urla di terrore potrebbero salutare il nuovo anno con un concerto che proprio di eleganti archi viennesi non ha l’armonia.

EPIFANIA - La corsa ad ostacoli delle feste natalizie volge al termine il 6 gennaio, con l’arrivo della Befana. Anche qui la dura legge del mercato impone da qualche anno l’incubo televisivo del Calzettone farcito di giocattoli, ma l’impulso infantile al categorico “Lo voglio!” sembra essere più facilmente controllabile anche grazie agli abusi ludici appena trascorsi. L’Epifania ha comunque le sue regole e la calza non può passare completamente in sordina.

Le mamme più furbe – quelle che hanno nascosto qualche pacchetto ricevuto a Natale per un auto-riciclo creativo in vista della notte della Befana – non avranno che da arricchire la calza appesa sul camino con qualche cioccolatino (anche questo rigorosamente di recupero dai cesti natalizi…), altre dovranno ingegnarsi per non deludere i bambini, ma nello stesso tempo non rischiare il definitivo collasso da festività compulsiva. Forse basterebbe che, nella frenesia delle feste, si trovasse il tempo di prepararli all’arrivo di una Befana così come molti di noi l’hanno immaginata da piccoli attraverso i racconti dei nonni: una vecchina a cavallo di una scopa di saggina, con logori abiti straciatti, senza molta disponibilità economica, che in calze rammendate lasciava ai bimbi qualche caramella, una manciata di noccioline, due mandarini. E a volte il carbone, quello vero, se non erano stati buoni.

Proviamoci: i nostri figli potrebbero soprpenderci ed essere felici anche con un’Epifania…vintage!

MammAvventura

 

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