Mali, la Francia invia le truppe contro i guerrieri islamici

Mali, la Francia invia le truppe contro i guerrieri islamici

Mali, la Francia invia le truppe contro i guerrieri islamici

Jean-Yves Le Drian, ministro della Difesa francese, ha annunciato oggi alla stampa che ieri gli elicotteri francesi hanno effettuato diversi raid in Mali. Inoltre, alcune unità francesi sono state già dispiegate nella capitale, a Bamako. Questa l’operazione antiterrorismo che ha già ottenuto il sostegno di Usa, Germania e Gran Bretagna. La Francia appoggia le truppe maliane contro l’avanzata degli islamici dal nord al centro del Paese e i suoi raid sono stati oggi fondamentali per la riconquista di Kona.

Il ministro, in conferenza stampa, ha detto: «È stato dato l’ordine di dispiegare le prime unità francesi a Bamako fin da ieri sera, per contribuire alla protezione di Bamako e per garantire la sicurezza dei nostri cittadini. È in corso il loro rafforzamento, e il dispositivo dovrebbe rapidamente coinvolgere diverse compagnie. Sono quindi diverse centinaia i soldati francese che sono impegnati».

Giacomo Filibeck, coordinatore del Dipartimento Esteri del Pd e responsabile per Africa e Medio Oriente, ha dichiarato: «L’intreccio criminale che vede protagonisti gli estremisti islamici e i terroristi attivi nella regione del Sahel per il traffico di armi, droga e il business dei rapimenti, è una situazione che richiede da tempo tutta l’attenzione della comunità internazionale». Prosegue, poi: «Riteniamo per questo utile la presenza di forze internazionali e regionali a sostegno delle autorità nazionali del Mali a difesa dell’integrità territoriale e del controllo locale, purché il tutto sia nel pieno rispetto della risoluzione Onu 2085. Colpisce il fatto che il ministro della Difesa Jean-Ives Le Drian abbia ovviamente sentito il dovere di confrontarsi con i suoi omologhi americani, inglesi e tedeschi e non abbia avuto la stessa attenzione nel condividere la posizione francese col nostro governo. A dispetto di un certo recente trionfalismo, sono ancora poco solide le basi della recuperata credibilità italiana nel contesto internazionale».

Infine, l’esponente del Pd conclude: «Abbiamo ancora molto lavoro da fare per riportare veramente l’Italia a giocare il ruolo che le spetta nel mondo».

Sonia Carrera

@soniasakura89

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