Mai più sola! Un aiuto alle donne immigrate

Un numero verde contro le violenze, per denunciare abusi, dare informazioni e supporto psicologico

_23109_saudi-womanRoma - “I diritti umani sono umiliati in nome di un multiculturalismo che trasforma le donne in fantasmi, recluse in casa dietro le sbarre odiose dell’omertà. È questo il multiculturalismo che vogliamo? Un multiculturalismo che cede il passo a un nichilismo e relativismo che tutto massacra e uccide? O vogliamo integrazione?” Queste le parole dell’ Onorevole Souad Sbai durante la relazione annuale dell’attività di “MAI PIÙ SOLA!”, il numero verde antiviolenza creato nel 2007 dall’Associazione ACMID DONNA ONLUS, grazie al contributo della fondazione Aldo Peretti, che si è tenuta il 12 ottobre a Roma.

Si tratta di un servizio attivo in quattro lingue: italiano, arabo, inglese e francese,che accoglie le richieste di aiuto di tutte le donne di ogni nazionalità, vittime di soprusi e violenze psicofisiche, e prevede un percorso completo di assistenza alle vittime di violenza: dal primo soccorso al sostegno psicologico, dalla consulenza legale all’indirizzamento verso i Centri Antiviolenza e di Accoglienza presenti sul territorio.

Le cifre presentate nel rapporto mettono ancora una volta l’accento sulla quantità e sulla gravità delle violenza che le donne musulmane immigrate in Italia sono costrette a subire, e che troppo spesso rimangono nell’anonimato. “MAI PIÙ SOLA” da novembre dello scorso anno ad agosto ha ricevuto ben 5478 chiamate, di cui l’82% di denuncia di violenze subite, un numero che rappresenta un importante campanello d’allarme.

La maggior parte delle donne che chiamano sono marocchine tra i 20 e i 30 anni che vivono in Italia: madri maltrattate, donne costrette sotto minaccia ad accettare in Italia, dove la poligamia è reato, la presenza di una o più mogli sotto lo stesso tetto coniugale; donne che dopo aver cercato di ribellarsi alle continue violenze e imposizioni dei mariti sono state minacciate di rapimento dei loro figli; mogli a cui i mariti sottraggono i documenti di soggiorno, in modo che queste diventino completamente soggette alla loro volontà. Questi sono veri e propri attentati all’integrità fisica e psichica, che troppo spesso finiscono in tragedia, come le storie di Hina e Sanaa. Donne stuprate, picchiate a morte, strangolate, perfino avvelenate dietro le mura domestiche dai loro padri e mariti, magari semplicemente perché lavoravano scandalosamente in un call center, perché frequentavano un ragazzo italiano, perché troppo indipendenti e poco sottomesse, o perché avevano atteggiamenti troppo occidentali.

violenza_sulle_donneViolenza è violare, profanare, offendere. È chiusura, impedimento all’esistenza, alla libertà, allo sviluppo nostro e degli altri. “MAI PIÙ SOLA” combatte perché  la sua intollerabilità  sia avvertita,  perché la sua inevitabilità sia messa in discussione, così da sconfiggere la sua capacità di compromettere la vita e la speranza. Valori come la libertà e la dignità umana non sono negoziabili. Una società civile non può tollerare che a una donna venga imposto qualcosa che nessun altro tollererebbe per se stessi: l’obbligo a portare il burqa, o l’infibulazione di una bambina. Né è possibile accettare che vivano nel buio angoscioso di un terrorismo fisico e psicologico perpetrato da alcuni uomini. Lasciare che questo avvenga significa diventare complici, spalancare le porte all’estremismo, e compromettere le battaglie che per secoli uomini e donne hanno portato avanti. È il silenzio di fronte a queste violenze la vera minaccia alla nostra civiltà, che sta diventando ogni giorno più “multiottusa”.

Mai più sola numero verde 800.911.753

Silvia Nosenzo

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