Magistrati contro il processo breve: «È incostituzionale»

È scontro sulla riforma dei processi. Botta e risposta tra il Guardasigilli e la magistratura. Alfano «Meno tv e più lavoro per i pm», il procuratore di Napoli risponde: «Contano i risultati»

di Nicola Gilardi

la-20giustiziaArriva la prima bocciatura per il processo breve, che aveva già sollevato un grande polverone mediatico. Stavolta però i giudizi negativi non arrivano dai partiti politici, bensì proprio dalla magistratura. La sesta commissione del Csm ha infatti giudicato incostituzionale il ddl. Lunedì 14 ci sarà il plenum che darà un giudizio ufficiale, ma la commissione sembra essere concorde sul fatto che i processi che verranno estinti con il nuovo provvedimento, saranno dal 10 al 40%. Nicola Mancino comunque smorza i toni e ricorda che questa presa di posizione «non ha parere vincolante». Sulla decisione del 14 poi dice: «Il plenum si esprimerà con un parere che sarà inviato al ministro della Giustizia. Alfano potrà apprezzarlo in tutto o in parte, ma il parere suggerisce correzioni, non si pone di traverso rispetto all’iter del disegno di legge discusso in Parlamento, organo autonomo e sovrano».

Le motivazioni che comunque hanno portato a questa prima stroncatura sono principalmente due. La prima è che ponendo termini così perentori, molti processi potrebbero impedire l’accertamento delle responsabilità. La seconda riguarda invece i reati non giudicabili con il processo breve, fra i quali, quello che ha dato maggior scalpore, è l’immigrazione clandestina, questione già sollevata dal presidente della Camera Gianfranco Fini.
Ci sarebbe poi una sostanziale disparità di trattamento tra incensurati e coloro che hanno già subito una condanna, il che andrebbe ad inficiare il principio di uguaglianza.

alfano

Angelino Alfano

La risposta del Guardasigilli non si è fatta attendere ed è stata piuttosto piccata. «Meno tv e più lavoro per i pm» ha tuonato Alfano, inasprendo così il rapporto con la magistratura. «Lavorando di più in Procura e senza luci delle telecamere, si arresta qualche latitante in più». Parole a cui ha risposto il procuratore di Napoli, Giovandomenico Lepore: «Contano i risultati».
Poi il ministro prende di mira uno dei sindacati maggiori della magistratura, l’Anm, dicendo: «Se le procure sono vuote e rischiano la paralisi, in parte è anche colpa dell’Anm che non ha dato pubblicità alle incentivazioni offerte dal governo per convincere i magistrati a chiedere l’assegnazione alle cosiddette sedi disagiate». Per contro l’Anm risponde: «Quelle di Alfano sono accuse infondate» e viene ribadito il parere negativo del sindacato già nell’estate, qualche mese prima del disegno di legge. Per l’Anm, infatti, vietare ai magistrati di prima nomina l’assegnazione alle sedi disagiate, ha creato molti problemi.

Si attendi quindi il giudizio del plenum sul ddl, ma lo scontro non si ferma. Nonostante i ripetuti inviti all’abbassare i toni, i botta e risposta fra magistratura e gli uomini del governo continuano. L’ultima frecciata arriva proprio da Silvio Berlusconi, che al congresso del Ppe tenutosi nella mattinata di giovedì, parlando dei giudici ha affermato: «In Italia comandano loro».

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Una risposta a Magistrati contro il processo breve: «È incostituzionale»

  1. avatar
    Sè... 10/12/2009 a 19:48

    S pensasse a fare giustizia davvero, anzichè ricorrere sempre a continue frecciatine e ad attacchi….Al nostro Paese purtroppo manca l’unità…

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