Maggioranza presto in crisi? Pisanu e Scajola vogliono il Berlusconi bis

 

L'ipotetico logo del nuovo partito di Berlusconi (gay.tv)

I sondaggi in picchiata, i malumori interni alla maggioranza  e la crisi che mette a dura prova le tasche dei cittadini paiono non scalfire minimamente la fiducia del Premier Silvio Berlusconi nei confronti dell’esecutivo. “Arriva un altro, ma poi cosa fa?” è infatti la risposta che il presidente del Consiglio ha offerto ai giornalisti che gli chiedevano ieri del suo incontro con il ministro Giulio Tremonti.

Tra i due sembra, almeno all’apparenza, tornato il sereno e a chi chiede dei recenti dissapori entrambi si limitano a parlare di un normale scambio di idee tra persone che lavorano in concordia per il bene del Paese, seppur muovendo da idee diverse. Per il Cavaliere, insomma, la maggioranza non sta vivendo alcuna spaccatura insormontabile al suo interno: “Andremo avanti fino al 2013, perché il nostro obiettivo è completare le riforme e il programma. Questo a meno di imprevisti, che nel caso ci fossero, non ci darebbero il tempo nemmeno di cambiare il nome del partito».

E proprio la questione del nome dà al Premier lo spunto per una delle sue proverbiali boutade: «Mi dicono che il nome che avrebbe maggiore successo sarebbe Forza Gnocca!». Una denominazione certamente in sintonia con le polemiche – e i processi – che lo vedono attualmente coinvolto.

Ma se Berlusconi rassicura, ci pensano Scajola e Pisanu a gettare ombra sulla tenuta del governo. “Questo governo non è in grado di reggere il peso enorme della crisi che si è abbattuta sul nostro Paese” ha spiegato Pisanu, il quale ha tuttavia anche precisato che le elezioni anticipate sarebbero certamente un male per l’economia dell’Italia. L’idea ventilata è piuttosto quella di un Berlusconi bis, allargato ai centristi, capace di portare a termine la legislatura sino al 2013. Gli fa appunto eco Claudio Scajola: “In questo momento c’è da mettere assieme le forze migliori”.

Al momento, dunque, solo il Premier ostenta davvero fiducia. Anche Umberto Bossi non ha infatti nascosto che arrivare al 2013 pare ora un’impresa difficilissima. Più probabile invece che, con la riforma elettorale, arrivino anche elezioni anticipate al 2012.

Redazione

Foto homepage via: fanpage.it

 

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