MafiaCapitale? No, mafia tricolore

mafia

Dopo i recenti fatti di cronaca giudiziaria improvvisamente si è scoperto che a Roma c’è la criminalità organizzata. Quello che dovrebbe stupire, però, è che ancora si fatichi a dire che è l’interno sistema italiano a puzzare di mafia.

TROPPO STATO - Che cos’è la mafia? Molti l’associano a brutali omicidi, ad esempio la lupara bianca. Ma anche durante le guerre avvengono stragi ed uccisioni di tutti i tipi. No, la mafia è qualcosa di molto più complesso. In un paese ideale in cui la mafia non esiste, quando c’è un concorso pubblico lo vincono i più preparati. In un paese molto più realistico in cui la mafia esiste, invece, vincono i concorsi e vengono assunti gli amici degli amici o quelli con la tessera giusta. Questo fanno le organizzazioni mafiose. Ma questa stessa pratica è tipica anche di chi le varie cosa nostra, camorra e ‘ndrangheta le dovrebbe in teoria combattere: lo Stato. Ad esempio: negare che le nomine per i consigli d’amministrazioni delle società partecipate siano sempre state fatte analizzando solo in ultima istanza – o per nulla – le competenze, significa vivere fuori dalla realtà. Od essere oltremodo ottimisti.

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DIFFERENZE - Si dirà: non è la stessa cosa perché le organizzazioni criminali uccidono e lo Stato no. Vero, e non è un dettaglio di poco conto. Ma lo Stato ti punisce in un altro modo rispetto alla mafia. Lo Stato ti costringe ad avere un lavoro non all’altezza delle tue capacità e a vedere gente peggiore di te fare carriera ed arrivare spesso ai vertici. Lo Stato ti costringe, se non scendi a compromessi, all’irrilevanza, all’isolamento. Ti costringe a vergognarti se sei una persona onesta.

MERITOCRAZIA - Come se ne esce? Affidando allo Stato le sole funzioni che deve necessariamente svolgere: fare le leggi, farle rispettare attraverso un sistema giudiziario efficiente e garantire la sicurezza dei cittadini. Tutto il resto è bene lasciarlo ai privati che essendo interessati a guadagnare il più possibile dalla propria attività, non hanno nessun motivo per assumere o far fare carriera a lavoratori improduttivi messi lì solo perché amici delle persone giuste. Al contrario, verrebbero premiati i più produttivi e quindi i migliori. I benefici non sarebbero solo di carattere etico-morale, ma anche economicamente concretissimi. Un’azienda produttiva che rifiuta la logica clientelare, se deve affrontare la concorrenza di altre aziende dello stesso tipo, è spinta ad offrire beni e/o servizi di qualità a prezzi bassi. Cosa impossibile se a dominare è la logica degli amici degli amici. Cioè la logica della mafia.

Se ci fosse la volontà politica di cambiare l’Italia e farlo diventare un paese meritocratico e quindi, di naturale e logica conseguenza, antimafioso, basterebbe poco. Ma questa volontà non c’è mai stata e sembra continuare a non esserci.

Giacomo Cangi

@GiacomoCangi

foto: europaquotidiano.it; ilgiornale.it; sicialia5stelle.it

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