Mafia. La piaga silenziosa avanza nel Nord Italia

mafia nord

Furgoncino incendiato dalla ‘Ndrangheta al chiosco di via Celoria – Luglio 2011 Milano (Differentsky.altervista.org)

Roma – La criminalità economica e in senso lato il problema della mafia non è più ormai una criticità riguardante soltanto il sud del nostro paese, come spesso si credeva o si faceva credere ai più negli anni passati. Ormai da anni le mafie investono in tutta Europa e quindi anche nel Nord Italia i loro introiti illegali per ripulirli in attività legali nelle zone economicamente più avanzate o arrivano ad offrire servizi a basso costo alle imprese realizzandoli in maniera illecita.

Un caso che suscitò grande clamore e indignazione nazionale ed internazionale fu la cosiddetta strage di Duisburg, compiutasi nella notte tra il 14 e il 15 agosto 2007, nella quale furono uccise 6 persone tutte provenienti dalla Calabria. Quella compiuta in Germania fu l’ultimo atto di una guerra più che decennale tra diverse cosche della ‘Ndrangheta calabrese. Questo come tanti altri fu un appariscente segnale che indicava l’allargamento della criminalità organizzata in Europa.

Tornando al Nord-Italia i riflessi socio economici della presenza della criminalità organizzata come impresa sono indubbiamente importanti. Andiamo quindi a fare un punto della situazione attuale grazie ai dati di Libera,  l’associazione fondata da Don Ciotti che dal 1995 lotta contro tutte le mafie.

In un periodo di crisi economica nel quale le imprese fanno sempre più fatica a reggere il carico fiscale e ad ottenere credito, l’infiltrazione di organizzazioni malavitose nel territorio in veste di benefattori è un rischio reale contro il quale bisogna agire dal punto di vista legislativo e finanziario.

Uno dei dati che permette di comprendere la presenza della criminalità organizzata all’interno di un territorio è sicuramente il numero di beni confiscati comprendenti immobili ed aziende, fornito dall’agenzia del demanio; su un totale di 12.946 beni confiscati fino al 7 gennaio 2013, 1.186 sono ubicati in Lombardia, quarta regione d’Italia per beni confiscati dopo Sicilia, Campania e Calabria. Appare allarmante che dall’ inizio della crisi le confische siano aumentate del 65%.

Passando dalla Lombardia al Veneto i dati forniti dall’ultima relazione semestrale della Dia raccontano di 213 casi di denunce per estorsione, 10 casi di usura e 930 persone denunciate per illegalità ambientale nel 2012. La regione risulta quarta nel nord per beni sequestrati alla criminalità organizzata, 88 tra immobili ed aziende.

Piemonte ed Emilia Romagna sono le altre due regioni che possiedono un numero di beni confiscati consistente, rispettivamente 181 e 112.

I settori colpiti sono potenzialmente tutti quelli produttivi, con a capo l’edilizia, il turismo, il gioco d’azzardo, i trasporti e la grande distribuzione organizzata. Uno dei problemi più grandi risiede nel fatto che il collaborazionismo con le mafie può anche essere del tutto volontario e certamente conveniente per le singole imprese nel breve periodo, comportando però costi altissimi per tutti con il passare del tempo.

Gli ultimi fatti di cronaca che vedono la scoperta, a causa delle dichiarazioni di pentiti, di territori completamente contaminati dai rifiuti tossici illegalmente smaltiti dalle ecomafie nel napoletano, sono la prova che spesso l’impresa malavitosa rende semplice la vita alle imprese e costosa la legalità.

mafia nord

(arcanaintellego.blogospot.com)

Chi dice che la legalità non ha prezzo si sbaglia. Al di la delle implicazioni morali, un analisi attuale dei costi economici della legalità evidenzia il suo alto costo opportunità nel breve periodo per la singola impresa. Gli alti costi di smaltimento dei rifiuti, dell’energia e fiscali oggi scoraggiano le aziende ad agire alla luce del sole.  Se è vero che nel lungo periodo passiamo tutti a miglior vita, bisogna che ci sia una cabina di regia delle istituzioni, delle forze dell’ordine e delle tante associazioni anti-mafia per far comprendere per esempio a tutti che i costi dell’illegalità si evidenziano in un periodo non così lungo quanto spesso ingenuamente si crede e che un rifiuto tossico prima o poi si potrebbe trovare accanto al giardino di casa propria in nome di un sistema marcio che si affida all’illegalità.

La realtà economica del nord è composta per la maggior parte da imprese che fanno del duro lavoro una ragione di vita e della legalità un principio. Le istituzioni però devono avvicinarsi a queste imprese e promuoverle abbassando l’imposizione fiscale sul lavoro, garantendo la sicurezza degli investimenti e adoperandosi per sopperire alla mancanza di credito che in questo periodo più di tutto strozza l’economia legale nel bel paese congiuntamente con il calo della domanda interna.

Per ciò che riguarda il credito qualcosa è stato fatto, ad esempio lo sblocco dei fondi per ripagare i debiti della Pubblica amministrazione verso i privati. Molto ancora resta da fare a livello nazionale e locale, soprattutto per far ripartire la domanda interna. Solo agendo in questo modo i “servizi” forniti dalle attività criminali saranno sempre meno appetibili e le aziende pulite non verranno schiacciate da colossi imprenditoriali finanziati con fondi illeciti. Soltanto in questo modo la piaga verrà evitata e la legalità sarà realmente promossa al di la dei soliti e spesso vani slogan elettorali.

Domenico Pellitteri

Foto || differentsky.altervista.org; arcanaintellego.blogospot.com

 

 

 

 

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Una risposta a Mafia. La piaga silenziosa avanza nel Nord Italia

  1. avatar
    Marco 21/09/2013 a 12:51

    La MAFIA è una montagna di MERDA !

    Rispondi

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