Mafia: è leggittimo indagare su Berlusconi?

Politici ed escort, trans e omicidi, mafia e complotti. L’Italia degli scandali che fa ridere il resto del mondo, un serial tragi-comico che diventa gossip. Ogni puntata ci lascia sulle spine

di Stefano Pallavidino

berlusconi_corna1Ci risiamo. In Italia la teoria della ciclicità della storia viene presa decisamente sul serio. Archiviato lo scandalo escort dallo scandalo trans, nel Belpaese “c’è un’aria, un’aria, ma un’aria che manca l’aria” (Gaber) di voci sibilline che si rincorrono tra insinuazioni, smentite, rivelazioni, inchieste e complotti vari.

L’approccio della classe politica nostrana all’argomento mafia è simile a quello di un’estrazione truccata della tombola. C’è un contenitore pieno di bigliettini e in base al colore delle proprie ragioni se ne tira fuori uno, lo si agghinda e lo si getta nel marasma dell’opinione pubblica. Così va a finire che sui giornali si facciano degli ottimi minestroni a base di papelli, Ciancimini (Vito e Massimo), Tortora, Ros, Trattative Stato-Mafia, pentiti, Violante, Berlusconi, Dell’Utri, Forza Italia etc.

La verità la leggeremo un giorno sui libri. Forse. Quello che si dovrebbe fare oggi è mettere le cose nella giusta prospettiva e rispondere ad alcune domande elementari. Del tipo: se un pentito tira in ballo il Presidente del Consiglio democraticamente eletto ed il suo ex partito di riferimento, che cosa si deve fare? Le risposte possibili sono due: approfondire la cosa per vederci più chiaro; oppure niente. È una questione filosofica che nulla ha a che vedere con il fatto che Silvio Berlusconi sia, o si compianga di essere, l’uomo più perseguitato del mondo. Davanti alle dichiarazioni rese ai magistrati da Spatuzza, si deve verificare se quanto affermato da quest’ultimo ha fondamento? O la carica ricoperta da Berlusconi lo rende immune dalla verifica di queste rivelazioni?

È una questione di gerarchia valoriale. È preponderante sapere se un Presidente del Consiglio ha avuto dei contatti con Cosa Nostra oppure è prioritario che una volta in carica porti a termine la legislatura a prescindere da sue eventuali partecipazioni in organizzazioni di stampo mafioso?

La maggioranza degli elettori sembra ritenere d’importanza marginale tutto ciò. Essendo noto che da anni Mangano, pluriomicida legato a Cosa Nostra, è stato lo stalliere di Berlusconi e che Marcello Dell’Utri, cofondatore di Forza Italia, ha subito una condanna a nove anni per concorso esterno in associazione mafiosa, il fatto che il Cavaliere abbia intrattenuto delle relazioni con dei mafiosi non ha mai condizionato le scelte di voto dei suoi elettori.

economist-basta-berlusconiArduo immaginare che le informazioni fresche di Massimo Ciancimino possano portare a sconvolgimenti significati dell’attuale maggioranza di governo, che, come da prassi, si è chiusa a riccio intorno al suo leader. Il tutto ammesso e non concesso che il papello salti fuori così come la metà lettera mancante inviata da Provenzano/Riina a Dell’Utri, in cui semberebbe esserci un riferimento esplicito a Berlusconi come destinatario ultimo. Laddove la giustizia avrebbe dovuto essere già arrivata da tempo, la politica (tutta) ha provveduto e continua tuttora nella sua opera di insabbiamento e intorbidamento di quella verità di cui si sente, soprattutto ora, un bisogno oggettivo.

La lotta alla mafia è diventato un coltello con due manici, senza lama. Da una parte a destra dall’altra a sinistra hanno scientemente optato per un’opzione politicamente indolore, osservando il tutto da un punto di vista privilegiato, arreso.

Il governo fa la lotta alla mafia arrestando sporadicamente qualche membro dei clan e sbandierando numeri a testimoniare la genialità di questo metodo. Comici.

L’opposizione cavalca le novità dei presunti coinvolgimenti di Berlusconi con Cosa Nostra come unica forma di opposizione che riesce a buttare in campo, sussurrando, prima che qualcuno si svegli. Non sia mai. Ectoplasmi.

La magistratura fa il poco che può.

La più grande vergogna nazionale è trattata dalla politica come un magazine di gossip, si lancia sui flirt estivi tra VIP. Se ne parla quando la notizia è fresca. Poi più niente, e nel mentre ci si occupa di Noemi e della D’Addario, Cosa Nostra è sempre lì, con uomini nuovi a rimpiazzare quelli arrestati.

Rimaniamo in ascolto e stiamo a vedere chi entrerà in nomination settimana prossima.

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