Ma quale ostilità? L’Italia è nel cuore di tutti i Francesi

Roma - Smentite in un solo colpo le secolari dicerie riguardo l’astio tra francesi e italiani, le centinaia di storie sull’ostilità sportiva, culturale e culinaria tra noi e i transalpini e messe a tacere anche le ultime gravi divergenze di politica estera che avevano portato i giornali a parlare addirittura di crisi diplomatica tra Roma e Parigi.

Durante il vertice Italia-Francia di questa mattina, il Presidente Sarkozy prende la parola e spende per un paio di minuti parole di immensa gratitudine e stima per il nostro paese: “L’Italia è nel cuore di tutti i francesi”, afferma il capo dell’Eliseo.
Un modo per far capire che nonostante i contrasti delle ultime settimane, la relazione col nostro Paese è di quelle speciali, da preservare con cura e dedizione.

Monsieur “Le President” ringrazia personalmente l’Italia per il suo ingresso nella missione in Libia, conferma la piena disponibilità francese a venire incontro alle necessità italiane qualora il programma nucleare italiano dovesse riprendere e riconosce la straordinaria vitalità del nostro settore imprenditoriale e delle nostre piccole e medie imprese.

Sarkozy e Berlusconi riconoscono l’eccezionalità del momento viste le evoluzioni in Nord Africa e insieme fanno un passo importante per chiedere all’Europa di riformare Schengen. ” Se Schengen vorrà vivere, Schengen dovrà essere riformato”, queste le parole del Presidente francese.
Più poteri a Frontex, aiuti ai Paesi in difficoltà, accordi unificati coi Paesi di origine degli immigrati e la possibilità di ripristinare i controlli alle frontiere in caso di emergenza. Queste le richieste congiunte che verranno presentate a Bruxelles nell’ambito di riforma dello spazio di circolazione comune.

Sarkozy promette anche l’appoggio transalpino alla candidatura di Mario Draghi alla Presidenza della Banca Centrale Europea, non solo perchè è italiano, ma soprattutto perchè uomo di grandi qualità.

Sembrerebbe dunque ricucito lo strappo tra Roma e Parigi, o almeno così verrebbe da dire vista la cordialità dell’incontro odierno e la convergenza su tutti i temi caldi mostrata dai due Presidenti.
Quello che pero’ trapela è una certa accondiscendenza del nostro Governo verso le scelte francesi, soprattutto per ciò che riguarda la situazione libica, in cui la decisione di prendere parte alle azioni militari vere e proprie sembra più che altro una scelta dettata dall’impossibilità di fare altrimenti.
L’Italia non può agire indipendentemente, non può scegliersi una sua politica estera. Questo è quello che traspare dalle vicende sulla guerra libica, guerra su cui nemmeno la maggioranza parlamentare è compatta, come dimostrato dal netto dissenso espresso in giornata dalla Lega Nord e da alcune compagini cattoliche del Pdl.

Davide Lopez

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