Ma le bugie hanno le gambe lunghe o corte?

Luca De Filippo

Roma - Dal 16 novembre  al 5 dicembre 2010, è in scena al Teatro Quirino di Roma la delicata eppur cruda commedia di Eduardo De Filippo Le bugie con le gambe lunghe. Luca De Filippo, figlio del grande drammaturgo napoletano, dà vita, assieme alla sua compagnia, a questa piece,  scritta nel dicembre del 1946 e rappresentata  solo un anno dopo, a causa del contemporaneo successo di Filumena Maturano, altra grande commedia di Eduardo che vide la luce  poco prima de Le bugie.

Il protagonista, Libero Incoronato, interpretato da Luca De Filippo, è un uomo onesto e dignitoso, che si guadagna da vivere vendendo francobolli agli appassionati del genere; vive con la sorella Costanza in  povertà e ama la giovane Graziella, sua vicina di casa con un passato da prostituta che esita a sposare per non compromettere il matrimonio di Costanza con Roberto, uomo maturo e benpensante.

Un bel giorno arrivano a chiedere un “consiglio”a Libero una coppia di vicini, Olga e Benedetto, continuamente in lite: Benedetto vive, per lavoro, lontano da Napoli e la moglie non intende raggiungerlo; l’uomo confessa poi che ha messo incinta una cameriera. Dopo che Benedetto si è allontanato, la moglie Olga confessa di voler fuggire con un ufficiale americano. L’ufficiale abbandona Olga incinta e questa, non potendo attribuire la paternità al marito assente, cerca di sedurre Libero. Benedetto, una volta tornato, avendo scoperto l’intrigo della moglie, all’inizio inveisce contro di lei e cerca di ribellarsi ad una paternità che non è sua; successivamente, per opportunità, accetta e crede alla seconda versione di lei: non c’è stato nessun tradimento, era tutto stato inventato. Coinvolto  suo malgrado in questa situazione, Libero ne prende in un primo tempo le distanze e si dichiara ingenuamente ostinato a smascherare tali menzogne, successivamente  decide di adeguarsi in modo provocatorio alla regola generale, amplificandola  fino al paradosso. Il titolo della commedia allude proprio al rovesciamento del celebre proverbio popolare “le bugie hanno le gambe corte”; dichiarò infatti Eduardo De Filippo in un’intervista a Sergio Romano : “Le bugie con le gambe corte sono quelle dei bambini, quelle puerili” mentre quelle con le gambe lunghe sono quelle “che tutti noi dobbiamo aiutare a camminare per non far cadere l’impalcatura della società”.

Una scena della commedia

Come a dire che “l’asino deve andare dove gli dice il padrone”… Uno sguardo amaro sulla miseria umana, dunque, in tipico stile eduardiano, con la possibilità però di una via d’uscita; a ognuno di noi, così come ai personaggi della commedia, è infatti lasciato il libero arbitrio di decidere tra bugia e verità a patto che si sia disposti ad accettare il prezzo che ne consegue: la verità consiste infatti nell’indossare un vestito nuovo; la bugia nel portare una camicia scucita con le toppe malmesse (quella che Libero indossa alla fine della piece e che all’inizio, quando la sorella gliel’aveva mostrata dopo averla cucita si era rifiutato di indossare). Anche se sul momento ci si veste con la camicia rotta, una certezza rimane: prima o poi le bugie, per quanto abbiano le gambe corte, camminando e camminando, arriveranno alla meta e verranno scoperte. A questo punto il sipario cala e lo spettatore viene lasciato solo di fronte alla sua scelta quotidiana : onestà o menzogna?

Francesca Romana Scartozzi

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