Ma davvero il M5s sarebbe in grado di governare l’Italia?

M5S

Beppe Grillo durante uno dei suoi spettacoli (o comizi, che dir si voglia)

ROMA – «Un giorno guarderemo a questa democrazia rappresentativa come oggi si guarda alla monarchia assoluta di un tempo». Dall’intervista di ieri sera di Alessandro Di Battista a Bersaglio Mobile emerge questa piccola frase, questa labile stringa di testo, forse pronunciata persino in maniera un po’ affrettata o altrettanto inconsapevole.

Però che dire: sicuramente è un concetto che preso isolatamente vale più di altre mille incoerenze meritevoli delle più aspre contestazioni. Che è comunque quello che un giornalista ha il dovere di fare affinché il politico preso in questione svolga al meglio il proprio compito: criticare, porre domande e obiezioni.

Una nota di merito va al fatto che lo stesso rappresentante dei 5 stelle abbia ammesso – durante il colloquio con Mentana - anche quest’ultima riflessione, cioè la legittimità del lavoro dei giornalisti, capendo finalmente che essi non hanno nessun dovere di schierarsi dalla loro parte. Tale giudizio rappresenta un incredibile passo in avanti, una prova di enorme maturità. Detto tra le righe, la libertà di stampa è qualcosa su cui non vale troppo la pena discutere.

Di Battista durante Bersaglio Mobile con Enrico Mentana

IL DEBOLE DELLE DISCUSSIONI NEL MERITO DEI PROBLEMI - Sono quelle certezze ostentate su certi temi a destare rabbia nei competitor politici. Che anche loro in questo campo non sono troppo da meno, sia chiaro. Sfortunatamente però, fa tutto parte del consueto gioco politico. Ma ad essere essere provocatori, quanto sarebbe positivo se si iniziasse a cambiare anche questo carattere della politica? Cioè se si smettesse di mostrarsi troppo convinti di talune argomentazioni, anche nel momento in cui non lo si è. Se si finisse di usare l’arte della parola a sproposito. Si è proprio sicuri che la gente voti le certezze dei candidati, e non un vasto insieme di caratteristiche spesso indecifrabili?

Parlandosi chiaro: nessuno ha mai scambiato i 5 stelle per degli esperti politici, e la loro forza sta proprio nel contrario, cioè nel non esserlo. Allora di cosa hanno paura, di mostrarsi inesperti, continuando così a infangare l’attività della politica sparando a zero soluzioni improvvistae? Cioè continuando con la stessa demagogia che viene fatta da sempre da tutti quanti i politici, nonostante i 5 stelle proprio in questo si presentano come forza di cambiamento, e su questo fanno propagandaVolete non essere come la vecchia politica? Ammettete le vostre carenze.

Prendiamo per esempio il tema dell’economia. Il problema italiano è il lavoro: come si pensa di risolverlo? Sarà ammissibile che le mancanze in Italia sono tante. Dove cominciare? Università e collegamento inesistente con il mondo del lavoro, imposte e burocrazia opprimenti per le imprese, sistema della formazione e dei centri dell’impiego inefficace, livello medio generale di istruzione molto bassa, mondo del lavoro pubblico improduttivo che non fa altro che oscurare corruttele e incapacità creativa, domanda interna molto scarsa, appetibilità dei nostri prodotti all’estero da incentivare, sistema del turismo e della cultura estremamente privo di funzionalità. Difficile obiettare questi fatti, ci sono i dati e perciò siamo tutti d’accordo. A nessuno queste cose piacciono.

I 5 stelle su questo che posizione hanno? Gli altri partiti bene o male hanno espresso le loro priorità. Quali sono quelle dei 5 stelle? In Europa, come viene interpretata l’Europa dai 5 stelle? Non si penserà che la rete risolva tutto: anche se oggi può certamente offrire tanto. Il perno del cambiamento di questi anni è la tecnologia informatica, un po’ come il cinema e l’automobile all’inizio del novecento: per caso i 5 stelle vogliono investire in innovazione e start-up? Sviluppo digitale e banda larga? O il problema è solamente la legge elettorale, e cercare di vincere le elezioni? Alla gente non interessa chi governa, ma come risolve i problemi.

In fondo anche essere sinceri è una strategia: la strategia dell’onestà intellettuale. Se è vero che si vuole cambiare la qualità del dibattito politico – attualmente molto bassa – che ne venga cambiata anche quest’ultima caratteristica: la demagogia che nasconde le proprie incompetenze. Chissà che non serva a qualcosa, che non elevi il comune livello della disputa.

M5S

CHE COS’È  OGGI IL M5s - Il M5S ha il demerito di essere una forza politica caustica e rozza, frettolosa e rovinosa, incosciente e che troppo spesso ha puntato sulla politica dello sbaraglio. E che ci punta ancora, nonostante gradino dopo gradino gli capiti di inciampare spesso in contraddizioni sorte su nozioni base della politica,  che da molti dei suoi componenti vengono carpite un po’ alla rinfusa, finendo col farle proprie ma in maniera del tutto personale. Proprio questo è uno di quegli esatti punti su cui è giusto che i più esperti pongano le maggiori diffidenze di stile “accademico”.

Ma ad oggi detiene anche il merito di incarnare in sé il l’elemento politico che ha presentato certi temi alle elezioni, e per di più facendolo seriamente. Corruzione, sistema della partitocrazia in forte crisi di inefficienza, difficoltà delle aziende di farsi largo in uno Stato fortemente accentratore, ma che per di più contempla al suo interno anche un certo grado di decentramento amministrativo, dando vita ad un carrozzone pubblico immane e senza eguali, sui quali la criminalità organizzata – nostro grande prodotto tipico – fa razzia. Tutta questa confusione – politica, istituzionale, costituzionale, sociale – è un fatto tutto italiano.

Il m5S è stato votato su questi temi, su questi problemi, e oggi siede in parlamento con la possibilità di portare avanti idee rinnovatrici, molte delle quali – a pregio o a dispregio – serratamente sognatrici e visionarie. Più che una forza politica però, finisce con l’essere una sorta di attore culturale. Rivestendo però allo stesso tempo il ruolo di importante soggetto politico, con un potenziale fortemente rivoluzionario.

Questo perché dalla loro c’è una grande forza, un qualcosa di praticamente ineluttabile: è la forza delle nuove generazioni, che è una grande voglia di onestà, di trasparenza, di competenza, di uguaglianza, e di libertà. Le giovani generazioni degli anni correnti in questi valori ci credono fortemente, ed è plausibile – o almeno auspicabile – pensare che tale processo sia veramente irreversibile, che questi sentimenti non verranno mai più abbandonati. Che si risolvano per sempre le mille contraddizioni che tartassano questo Paese fin dalla sua nascita.

M5S

I parlamentari del M5s in un momento di protesta

QUALI INDICAZIONI PER I PARLAMENTARI M5s? - Un consiglio che si potrebbe dar loro è quello di non avere mai troppe certezze, se in coscienza propria non è realmente così. Non fingete, non mentite: la politica è l’arte del dubbio. Che crediate pure nelle vostre idee, e che lo facciate sempre. Ma non siate troppo sicuri di essere una forza capace persino di governare. O almeno prima di esserlo, rifletteteci bene. Fare opposizione è straordinariamente facile, basta dire di no. Basta dire di no sempre, a tutto, in ogni caso. Come un simpatico pappagallo. Ma governare è un’altra cosa: è avere idee, significa essere condottieri abili, ed eccezionalmente rilevanti. Là non c’è inganno, non esiste più incertezza. Non vale il gioco dello sbaraglio.

L’uomo è corruttibile, fallibile, vive di contingenze, ed è perciò poco serio ragionare in termini totalizzanti come spesso viene fatto. Ma di queste incertezze però, parole come quelle di Casaleggio suonano incredibilmente più forti: le idee camminano da sole. E si potrebbe aggiungere, soltanto quelle giuste restano in piedi. Tutte le altre cadono. Ci vorrà pure del tempo, ma è così.

Quindi un consiglio: studiate, studiate, studiate. In poco tempo avete imparato tantissimo. Non fatevi sfuggire del tutto questa possibilità. Quella frase citata all’inizio vale più di mille difficoltà. E in ogni caso il parlamento resta sempre lì, non sfugge mica. A meno che non abbiate ancora intenzione di abbatterlo a martellate.

Libertà, ragazzi. Pace e libertà.

Francesco Gnagni

@FraGnagni

Foto: tg24.sky.it ; www.imille.org .

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