M5S: Napolitano accusato di Attentato alla Costituzione

Giorgio Napolitano (ilmessaggero.it)

Giorgio Napolitano (ilmessaggero.it)

Presentato questa mattina dal Movimento 5 Stelle l’impeachment per Giorgio Napolitano. Il presidente Grasso ha da poco comunicato alla presidente della Camera Boldrini la dichiarazione d’accusa al Capo dello Stato.

ATTENTATO ALLA COSTITUZIONE –
«Questa mattina il Movimento 5 Stelle ha presentato denuncia per la messa in stato d’accusa del presidente della Repubblica italiana», queste le parole con cui, questa mattina, Vincenzo Maurizio Santangelo, capogruppo al senato del movimento di Grillo e Casaleggio, ha annunciato l’impeachment per Napolitano. Il Presidente della Repubblica è accusato di ‘attentato alla Costituzione’, nello specifico, lo stato d’accusa si articola in cinque punti fondamentali: Espropriazione della funzione legislativa del Parlamento e abuso della decretazione d’urgenza, riforma della Costituzione e del sistema elettorale (convocazione privata di alcuni partiti), mancato esercizio del potere di rinvio presidenziale (in relazione al disegno di legge costituzionale presentato il 10 giugno 2013), seconda elezione del presidente della Repubblica, improprio esercizio del potere di grazia (citato in merito il caso Sallusti), rapporto con la magistratura in merito al processo Stato-mafia (e alla decisione di sottrarsi alla prova testimoniale).

L’ARTICOLO 90 –  «Il Presidente della Repubblica non è responsabile degli atti compiuti nell’esercizio delle sue funzioni, tranne che per alto tradimento o per attentato alla Costituzione. In tali casi è messo in stato di accusa dal Parlamento in seduta comune, a maggioranza assoluta dei suoi membri». Questo l’articolo cui si rifà il Movimento 5 Stelle per l’accusa a Napolitano. Serve dunque la maggioranza assoluta dei membri del parlamento, i grillini non hanno scelto quindi una strada facile soprattutto perché c’è una evidente difficoltà nel delineare le accuse a l Presidente.

LE REAZIONI – Immediate le reazioni dei partiti di maggioranza. Walter Verini, capogruppo Pd in commissione giustizia ha commentato: «L’escalation eversiva e squadrista dei cinque stelle non conosce limiti. Bloccano il parlamento, occupano le commissioni e ora vogliono colpire la figura garante della democrazia italiana che in questi anni, e ancora oggi, ha rappresentato e rappresenta il punto di riferimento centrale per la tenuta del nostro paese». Il capogruppo di Scelta civica alla camera, Andrea Romano, ha invece twittato «Verso un’altra giornata di ‘distruzionismo’ grillino. Il Parlamento della Repubblica è sequestrato da Casaleggio».

I PRECEDENTI – Non sarebbe la prima volta per un presidente della Repubblica italiana lo stato di accusa. Nel 1991 era toccato, infatti, a Cossiga accusato di essere uno dei referenti politici dell’organizzazione Gladio, nata durante la guerra fredda. In quel caso a presentare l’atto d’accusa al capo dello stato era stata la minoranza di sinistra, le accuse però decaddero. L’impeachment più famoso è quello che nel 1999 vide chiamare a giudizio il presidente americano Bill Clinton, accusato di aver mentito sulla sua relazione con Monica Lewinsky.

Serena Prati 
@Se_Prati 

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