Luna, due sonde gemelle si scontreranno oggi sul nostro satellite

In Italia le chiamano Flussi e Riflussi, le due sonde gemelle che la Nasa ha nominato Ebb e Flow nate per studiare il campo gravitazionale lunare. Si chiama Grail la missione che ha inviato le due macchine gemelle sulla Luna, grazie alla quale si è riuscita a riprodurre la mappa lunare più dettagliata mai vista finora. Flussi e Reflussi si scontreranno oggi sulla superficie del nostro satellite, su un cratere senza nome, ma nei dintorni del suo polo Nord: si osserveranno due piccoli lampi bianchi nella notte, a distanza di 30 secondi l’uno dall’altro. Purtroppo però l’evento non potrà essere immortalato. Maria Zuber del Mit, uno dei ricercatori del progetto, ha dichiarato: «Gli impatti avverranno durante la notte, quindi non avremo immagini in diretta». A guardare l’impatto ci sarà solo il Lunar Reconnaissance Orbiter (Lro), continua Zuber: «Dalla Terra non si vedrà nulla. Ma comunque il Lro, che dispone di strumenti estremamente sensibili, tenterà di compiere qualche osservazione».

Fino ad oggi il viaggio delle due sonde aveva soltanto raccolto soddisfazioni, compiendo egregiamente il proprio lavoro, senza intoppi ed è proprio per questo che il team degli scienziati Nasa che le ha mandate in orbita, non riesce a dare una spiegazione allo schianto che ci sarà. Il responsabile del progetto Grail, David Lehman, ha infatti dichiarato: «Spero ancora che una stazione di servizio si avvicini alle navicelle, le tiri su, le rifornisca di carburante e le renda autonome per altri sei mesi. La missione è quasi finita. È un momento abbastanza triste per noi. In ogni caso, la nostra squadra ha fatto un ottimo lavoro».

Mappa del campo gravitazionale lunare

Mappa del campo gravitazionale lunare

Lanciate in orbita nel settembre 2011, Ebb e Flow hanno raggiunto l’orbita lunare nei primi giorni dell’anno 2012, e da allora si sono rincorse attorno al satellite, fotografando il suo campo gravitazionale e planando sulla sua superficie fino ad un paio di chilometri di quota. Gli scienziati Nasa hanno mostrato al mondo intero la scorsa settimana la mappa gravitazionale della Luna, ottenuta grazie al lavoro di Grail, rivelando anche qualche sorpresa sulla natura della crosta lunare e sulla sua storia. La composizione del suolo lunare sembra corroborare la teoria secondo la quale la sua nascita sarebbe dovuta a un grande impatto tra la Terra e un oggetto delle dimensioni di Marte. Le intrusioni di magma sotto la crosta, inoltre, suggeriscono che nelle prime fasi della sua vita, più di tre miliardi di anni fa, la Luna avesse un diametro maggiore di quello attuale di circa nove chilometri

Prima che la loro missione venga conclusa oggi le due sonde condurranno un ultimo esperimento: accenderanno i motori principali fino a quando i serbatoi del propellente saranno vuoti, questo per determinare con precisione la quantità di carburante rimasto. Il test aiuterà gli ingegneri della Nasa nel validare modelli informatici di consumo del carburante, allo scopo di migliorare le previsioni del fabbisogno di combustibile per le future missioni spaziali.

Sonia Carrera

@soniasakura89


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