Luigi Pirandello: oggi Google ricorda il suo compleanno

Agrigento, 28 giugno 1867: questi luogo e data di nascita di uno dei grandi protagonisti del Novecento letterario italiano, Luigi Pirandello. Al poeta, novelliere, saggista e drammaturgo girgentino Google dedica oggi il proprio doodle: le lettere colorate del noto motore di ricerca incorniciano il mezzo busto del canuto Pirandello che tiene in mano una maschera teatrale.

Proprio il teatro è stato uno degli ambiti in cui l’autore ha saputo dare il meglio di sè, regalando magistrali capolavori, innovativi anche e soprattutto dal punto di vista della struttura. Come non ricordare il tema del teatro-nel-teatro che per la prima volta sconvolse il pubblico accorso alla prima di Sei personaggi in cerca d’autore oppure di Questa sera si recita a soggetto? Per la raccolta completa dei suoi scritti  fu lo stesso Pirandello a scegliere il titolo di Maschere nude, allusione ad un altro dei concetti chiave della sua scrittura: la nudità – e quindi la verità – che a volte solo la finzione del palcoscenico e di un personaggio inventato può svelare.

Notissimo è il Pirandello romanziere (Il fu Mattia Pascal; Uno, nessuno e centomila), oppure novelliere (la raccolta Novelle per un anno), ma degna di nota è anche la sua attività critico-saggistica, sfoderata sia come collaboratore alle recensioni letterarie su varie riviste e periodici, sia come autore del famoso saggio sull’Umorismo (1908).

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Meno conosciuta invece la sua produzione in versi, con cui Pirandello esordì nel 1889. Dopo la prima raccolta, Mal giocondo, vennero Pasqua di Gea (1891), Zampogna (1901), Scamandro (1909) e Fuori di chiave (1925). Singolare il titolo dell’ultima che il siciliano, in un certo senso, già spiegava in un passaggio de L’Umorismo anni prima dell’uscita del libro: «Vi prego di credere che non può esser lieta la situazione di un uomo che si trovi ad esser sempre quasi fuori di chiave, ad essere ad un tempo violino e contrabbasso; d’un uomo a cui un pensiero non può nascere, che subito non gliene nasca un altro opposto, contrario; [...] d’un uomo che non può abbandonarsi ad un sentimento, senza avvertir subito qualcosa dentro che gli fa una smorfia e lo turba e lo sconcerta e lo indispettisce. Provatevi un po’ a piangere per un dolore vero, davanti a uno specchio, guardandovi; se riuscirete a star fermi per un pezzetto a contemplarvi, vedrete la vostra espressione dolorosa irrigidirsi in una condizione molto penosa che non vi consentirà più né di seguitare a piangere di cuore, né di ridere davvero. Ora, perché questo sdoppiamento avvenga, bisogna che l’artista abbia fatto un’esperienza amara della vita e degli uomini».

Un altro tema pirandelliano, quello della doppiezza. Ma questa è un’altra storia.

Laura Dabbene

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