Ludovico Van Festival 2010. Musica per scoprire, musica per unire

Motel Connection, Bud Spencer Blues Explosion, Joe Lally, Zion Train e tanto altro ancora nella 3a edizione della rassegna musicale. Una marea festosa travolgerà pacificamente la quiete irpina per un weekend di musica e riflessione

di Francesco Guarino

Il logo del Ludovico Van Festival

«E per un momento, oh, fratelli, un usignolo era entrato nel Milk Bar, e tutti i più malenchi peli del mio intero plotto si drizzarono dall’emozione, e brividi su e giù come malenche lucertolone. Su e giù. Perché l’aria io la sapevo. Era un pezzo della gran Nona del Ludovico Van…». Così Stanley Kubrick faceva parlare Alexander DeLarge, il giovane protagonista di Arancia Meccanica “appassionato” di stupro, ultra-violenza e Beethoven, anzi, del caro Ludovico Van. La musica, croce terapeutica e delizia ristoratrice di una mente cinematografica malata, ma anche la musica fulcro d’incrontro di anime, razze e culture. È questo il punto di partenza e allo stesso tempo quello d’arrivo del Ludovico Van Festival 2010, rassegna musicale made in Irpinia giunta alla sua 3a edizione, che scuoterà gli appassionati del Mezzogiorno (e non solo)  per i giorni di sabato 22 e domenica 23 maggio.

DOVE E PERCHÈ - Il nome del festival gioca sull’ambivalenza tra il tormento di Alex e il potere salvifico della musica: una continua tensione tra le diversificazioni sociali preesistenti e la volontà di far soccombere la tendenza allo scissionismo attraverso la sperimentazione sonora e il richiamo ad un gioioso populismo non solo musicale. La prima sfida, e non solo al maltempo, è quella della location: Parco Bosco a Montemiletto (AV), un’area verde di oltre 40.000 metri quadri messa a completa disposizione del pubblico dalle ore 15 di sabato 22 fino alla fine della rassegna, con la possibilità per gli stakanovisti di passare la notte nell’area camping appositamente attrezzata. Una sfida non solo agli infausti agenti atmosferici delle ultime settimane, ma anche e soprattutto ad una natura e ad una popolazione tanto bella agli occhi quanto selvaggia nell’animo. La riscoperta di luoghi meravigliosi e dimenticati passa anche attraverso lo sbarco dell’astronave musicale sul suolo lunare dell’Irpinia dimenticata non solo dalle prime pagine, ma a volte anche dai propri stessi figli. «È difficile fare musica in Irpinia, terra di luoghi ricchi di fascino e di tradizioni dure a morire» - ammettono gli organizzatori – «Ancora più dura è sperimentare, percorrere strade nuove e convincere chi convive quotidianamente con i ritmi dei tempi che furono ad accogliere per due giorni una marea festante. Ma i fatti ci stanno dando ragione e la line-up di quest’anno è la risposta più bella che potessimo dare ai pochi scettici che ci guardano ancora con aria di sufficienza».

MOTEL CONNECTION - E la line-up musicale è, in effetti, di primissimo ordine per un evento «messo in piedi senza nessuno sponsor, né finanziamenti provinciali o regionali». Su tutti svettano i nomi di Joe Lally, storico bassista dei Fugazi, gli adrenalinici guitar&drums Bud Spencer Blues Explosion, già ammirati qualche settimana fa al concertone del Primo Maggio, e gli headliner Motel Connection, band parallela di Samuel, voce graffiante dell’electro-pop targato Subsonica. Un palinsesto arricchito, tra gli altri, dal dub/reggae degli Zion Train e, più in generale, permeato di ricerca e sperimentazione musicale, a testimonianza dell’inarrestabile evoluzione sonora contemporanea. Giunto solo alla sua terza edizione, il Ludovico Van Festival va acquistando una maturità artistica che valica di gran lunga i confini meridionali e nazionali.

I Motel Connection, headliner della rassegna

Non ci sarà solo musica fine a se stessa nella due giorni irpina: a margine della manifestazione avverrà la presentazione del libro “Cambia la musica nell’Italia che decolla. Società, giovani e sound dagli anni ’50 al ‘68”, di Enzo Ciuffi. Un viaggio nel cuore del mod musicale, a cavallo tra beat e rock, per scoprire come le sette note hanno rivoluzionato il panorama d’ascolto e quello del vissuto di una intera generazione. Inoltre un suggestivo reading curato da Ouango Judicael, nuovo talento nel panorama della saggistica italiana ed internazionale, affronterà il tema dell’immigrazione vista dalla prospettiva del migrante, frustrato nella sua condizione di separato per cause di forza maggiore dalla terra madre e allo stesso tempo di apolide della nuova vita.

Ci saranno anche occasioni per valorizzare “diversamente” il territorio, attraverso la sollecitazione del senso che più sta a cuore (dopo l’udito) a chi impregnerà il proprio weekend di musica e sudore: il gusto. Stand enogastronomici, oltre ai canonici punti di ristoro, saranno a disposizione dei presenti per tutto il weekend, per offrire una prospettiva non elementare dell’Irpinia, bensì alimentare. Artigianato e ambulanti, artisti locali ed itineranti, a Montemiletto non mancherà proprio nulla. Non dobbiamo essere di certo noi a mancare.

Ingresso 5€ ( una tantum, per entrambe le giornate del Festival) su sottoscrizione all’Associazione Party In The Wood.

Per ulteriori informazioni consultare il sito del Ludovico Van Festival o l’evento Facebook

Foto: MySpace, Campaniarock.wordpress.com

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