Per l’Ucraina il lutto a Sochi è vietato

Bloccata l'iniziativa della staffetta ucraina del fondo a Sochi, che voleva correre con il lutto al braccio

ucraina

La tregua olimpica non ha aiutato l’Ucraina (ilsussidiario.net)

Sochi – I problemi democratici dell’Ucraina, con scontri di piazza e repressione dittatoriale, sono sbarcati anche ai Giochi olimpici invernale di Sochi 2014. Nella gara di stafftta di ieri le fondiste Marina Lisogor ed Ekaterina Srdyuk erano intenzionate a indossare la fascia nera del lutto al braccio come gesto di cordoglio per le vittime della repressione militare, ma sono state fermate dal Cio. Così hanno deciso di non partecipare.

DALLA PIAZZA ALLA PISTA – Gli scontri di piazza dell’Ucraina hanno avuto un loro risvolto olimpico nella giornata di ieri, anche se il gesto bloccato ha destato ben poca attenzione da parte dei media europei. Anche se ufficialmente le due atlete della nazionale ucraina di sci nordico si sarebbero ritirate per un infortunio, la loro non partecipazione alla gara è stata il frutto della richiesta respinta: la loro intenzione era quella di indossare la fascia del lutto sul braccio durante la gara, per solidarietà e cordoglio nei confronti delle vittime degli scontri che stanno incendiando l’Ucraina, ma sono state bloccate dall’organizzazione.

IL DINIEGO DEL CIO – È stato quindi il Cio a fermare il gesto delle atlete, intenzione ribadita anche dal Comitato olimpico ucraino, nella persona di Sergey Bubka. Il Comitato olimpico internazionale, però, ha confermato il diniego, spiegando che la Carta olimpica vieta espressioni e manifestazioni di carattere politico durante i Giochi. Ciò nonostante, Thomas Bach ha espresso il proprio cordoglio per le vittime ucraine e trovato parole di plauso per la delegazione di 43 atleti che si sono schierati nelle gare di Sochi: la loro presenza «è il simbolo di come lo sport possa costruire ponti e contribuire a unire nella pace popoli di diversa provenienza».

RITIRO E SOLIDARIETÀ – Le ragazze, quindi, non sono partite per la gara di staffetta sprint, ufficialmente per un infortunio. Il popolo del web, come spesso accade in queste occasioni, non ha tardato a dimostrare la sua solidarietà con gli atleti ucraini, con molti attestati di stima giunti da atleti di tutto il globo, che hanno ricordato l’importanza della tregua olimpica, ormai non più rispettata da nessuno.

Andrea Bosio
@AndreaNickBosio

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