Lucio Dalla e Justin Bieber, l’infame scherzo del destino

Lucio Dalla è scomparso il 1° marzo di un anno fa. Fra tre giorni avrebbe compiuto 70 anni

Montreux – Il 1° marzo del 2012, in quel di Montreux, una bella località della Svizzera francese che ospitò Freddie Mercury negli anni di malattia precedenti la morte, Lucio Dalla lasciava la vita terrena, tra lo stupore della sua Bologna e del mondo intero, che negli anni della sua lunga e fruttuosa carriera lo ha seguito, apprezzato e amato. Solo diciotto anni prima, nella provincia canadese dell’Ontario, la ragazza madre Patricia Mallette generava il suo primo figlio, Justin.

Coincidenze, si direbbe. Quante persone nascono e muoiono ogni giorno, a discapito del nome e della vita trascorsa? Eppure tutto ciò assume una valenza speculare, se nello stesso giorno in cui uno dei più apprezzati cantautori del Novecento italiano cessa di vivere, a migliaia di chilometri di distanza il più seguito dei cantanti dalle giovinastre celebra il raggiungimento della maggiore età. Stiamo parlando, per chi non l’avesse intuito, di Justin Bieber, idolo delle folle, iniziatore – per somma sventura dei frequentatori del web, e non solo – delle lotte fratricide tra gruppi di assatanate dodicenni che attraverso la piattaforma Twitter hanno dato nuovo vigore alla tradizione delle crociate.

E dunque, mentre l’Italia che ascolta musica si prepara a celebrare, nel giro di quattro giorni, l’anniversario (primo) della morte e della nascita (il settantesimo) del grande Lucio, l’Italia (e il mondo) che ascolta Justin Bieber invade la piattaforma di microblogging per riversare sul biondino canadese il suo amore incondizionato, fatto di deliranti celebrazioni di contemporanea idolatria, che trova la sua massima espressione nell’invocazione dell’altrui aiuto per “diffondere il Sacro Verbo” e portare ai quattro angoli del mondo la gioia per il genetliaco del grande Giustino I di Stratford.

La follia di Twitter e di chi lo popola – non tutti, certamente le “fandom” – si sviluppa attraverso un concetto inverecondo e miserabile per il quale ha meno visibilità il ricordo di un grande artista della celebrazione di un esibizionista fumatore di erba, che con il ricorso – quello sì, puro e autentico – alle strumentazioni moderne inganna legioni di ragazzine pronte all’autolesionismo pur di richiamare l’attenzione del proprio cantante preferito, e compiacerlo in ogni modo previsto (se non vietato) dalla legge vigente.

Si configura, in cotal guisa, il reato di lesa maestà. Quale dei due “artisti” – sperando che Lucio, dall’alto dei Cieli, non fulmini l’autore di questo articolo per l’ignominioso confronto – infatti, al netto del decadimento del gusto musicale moderno, merita più attenzione? La risposta del lettore, se dotato di un minimo di senno, dovrebbe essere ovviamente in favore dell’autore di pezzi come Caruso e Piazza Grande, non certo verso il ripetitore seriale di «Baby Baby Baby Uuuuuh», così soddisfatto delle sue stesse performance da ributtare sul palco di uno dei suoi concerti in preda a incontenibili spasmi stomacali.

Ordunque, colui che «non si è mai montato la testa [...] e non lo farà mai!», come ci ricorda una delle innumerevoli seguaci sul social network succitato – come se ammettere pubblicamente di fumare marijuana e pubblicare foto delle proprie natiche non sia o no un simpatico esercizio di esibizionismo giovanile – compie diciannove anni nello stesso giorno in cui, la storia ne sarà testimone, ricordiamo la scomparsa di un raffinato ed elegante compositore, gloria e vanto di quell’Italia che già dal XVII secolo, con i vari Vivaldi, Scarlatti e Rossini, fu Patria incontrastata della musica, e che oggi assurge a Patria dell’amore bieberino.

Chissà se, in questo giorno infelice, nel Cimitero monumentale di Bologna, uno degli abitanti dell’eterna residenza umana si starà rigirando nel sepolcro nel quale giace, dal 4 marzo 2012. Speriamo di no, speriamo che la sua umiltà e il grande dono musicale che ha fatto al mondo gli avrà riservato ben più sereno futuro rispetto a quello che noi, comuni mortali ed estimatori delle sette note, condividiamo con l’esercito delle Beliebers.

Stefano Maria Meconi

@_iStef91

Share and Enjoy

  • Facebook
  • Twitter
  • Delicious
  • LinkedIn
  • StumbleUpon
  • Add to favorites
  • Email
  • RSS

Ti è piaciuto questo articolo? Fallo sapere ai tuoi amici

Una risposta a Lucio Dalla e Justin Bieber, l’infame scherzo del destino

  1. avatar
    yle 01/03/2013 a 21:16

    non tutte le belieber hanno 12 ci sono alcune come me che hanno 18 anni

    Rispondi

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato.

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

 
Per inserire codice HTML inserirlo tra i tags [code][/code] .

I coupon di Wakeupnews