LuccaDigitalPhotoFest: la donna e le immagini

Il logo dell'evento (http://www.ldpf.it)

Lucca – In questi giorni, più precisamente dal 20 novembre al 12 dicembre 2010, si tiene, tra le mura dell’antica città toscana, un’importante iniziativa dedicata a foto e video d’arte. Si tratta di LDPF (http://www.ldpf.it/) sigla che sta a indicare LuccaDigitalPhotoFest, giunta quest’anno alla sesta edizione, curata da Giuliana Scimè e intitolata La Donna, fotografa e artista, soggetto o musa ispiratrice. A sottolineare il taglio femminile dell’evento contribuisce il suo stesso ospite d’onore, Sandy Skoglund, che al Teatro del Giglio ha ricevuto appunto il LuccaDigitalPhoto Award.

"Goldfish" di Sandy Skoglund

Originaria del Massachusetts, dove nacque nel 1946, la Skoglund si è specializzata all’Università dell’Iowa in pittura, regia e arti multimediali, per poi trasferirsi negli anni Settanta a New York e dedicarsi a forme di espressione concettuale, orientate a processi fotomeccanici e tecniche quali il mark-making. Successivamente coniuga la passione per la fotografia con l’interesse verso cultura popolare e immagini commerciali, realizzando opere di still life che precedono le sculture di gatti dell’installazione post-apocalittica Radioactives Cats (1980) e quindi l’inizio dei Tableau Photograpy, in cui esprime la sua tecnica più rappresentativa. A dimostrazione del ruolo di primo piano assunto dall’artista nel panorama della fotografia d’avanguardia, vi sono poi molte sue opere commissionate da musei quali il Centre Georges Pompidou di Parigi o il Walker Art Center di Minneapolis, ma anche The power of the imagination, ampia retrospettiva fotografica di LDPF riguardante la di lei carriera, realizzata in collaborazione con la galleria bresciana Paci Arte Contemporary.

Dunque la rassegna lucchese, tra le maggiori del genere in Europa, è assai ricca e articolata, visto che si compone di mostre, conferenze con autori, letture dei portfolio, workshop e incontri al Photocafè, sparsi in diversi e suggestivi luoghi cittadini, tra cui Palazzo Ducale e Villa Bottini. E a proposito delle mostre, val la pena ricordare che queste ruotano soprattutto attorno alla figura di Norma Jeane alias Marylin Monroe, immortalata da grandi fotografi come Richard Avedon, George Barris, Bruno Bernard, Philippe Halsam, Tom Kelley, Bert Stern, i cui scatti hanno contribuito ad esaltarne la bellezza sino a renderla immortale. D’altra parte il mitico e allo stesso tempo tragico destino dell’attrice emerge beffardo dalle sue stesse parole: «Voglio avere il coraggio di essere leale con il mio volto. A volte penso che sarebbe più facile evitare l’anzianità, morire giovane, ma così non si completerebbe mai la vita». All’icona della femminilità è dedicata anche Bye, bye baby Marylin, esposizione, in anteprima assoluta, di numerose immagini provenienti dalla collezione privata della Scimè.

Questo festival internazionale si rivolge quindi sia al grande pubblico, che per la prima volta potrà accostarsi alla produzione di famosi artisti, sia ad esperti del settore, interessati particolarmente della femminilità, i quali, alla vigilia delle festività natalizie, avranno modo di arricchire le proprie conoscenze in una cornice storica e artistica di rara bellezza.

Alessio Bologna

FOTO via http://www.ldpf.it

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