LuBeC 2011: Beni Culturali, ricerca e innovazione tra storia e futuro

LUCCA – Il rapporto che intercorre tra «self identity» e «place identity», identità individuale e identità del luogo, sarà uno dei temi dibattuti a Lubec 2011, la rassegna internazionale sui Beni culturali e le tecnologie inauguratasi, sotto l’altro patronato della presidenza della Repubblica, lo scorso giovedì a Lucca.

Il paesaggio dunque, compresa le tecnologie urbane e la cementificazione selvaggia, può modificare radicalmente il carattere e la psiche di una persona.

 

Paolo Fuligni, psicologo, docente universitario ed esperto di ecologia urbana, nonché uno dei tanti relatori della rassegna lucchese, spiega come ciò possa avvenire: «Vivere nelle campagne del Chianti, nelle periferie nordoccidentali di Parigi, o negli immensi viali di Los Angeles, non è la stessa cosa. La morfologia del luogo, i suoi spazi, così come i suoi suoni e i sui colori o magari i non colori, hanno un peso significativo sull’identità delle persone che lo abitano, sul loro comportamento e sul loro benessere psico-fisico».

 

La tecnologia sembra avere un ruolo importante per dimostrare il rapporto tra psiche-paesaggio. A Lubec sono state mostrate alcune ricerche realizzate con l’aiuto della risonanza magnetica. «A paesaggi e ambienti fisici armonici ed esteticamente gradevoli – spiega Fuligni – corrispondono positive e benefiche attivazioni di aree encefaliche importanti. In risposta a tali stimoli si genera infatti un’organizzazione sincrona e un aumento di connessione tra diverse aree dell’encefalo, potenzialmente capaci di generare un aumento della socialità. Per contro, a stimoli ambientali stressanti (traffico, affollamento, alte densità) o ipostimolanti (monotonia, grigiore), corrispondono indesiderabili attivazioni di aree connesse all’allarme, alla chiusura e, virtualmente, alla risposta aggressiva».

 

 

Francesca Velani

Fuligni e suoi collaboratori stanno cercando di creare una mappa dei caratteri delle città e delle campagne italiane. Un lavoro sul campo, difficile e complicato, che è appena iniziato in Toscana e che poi si allargherà al resto d’Italia. «Uno studio che potrebbe essere fondamentale per dimostrare come il paesaggio e i beni culturali non siano solo estetica e cultura – dice Francesca Velani, direttore di Lubec – ma sostanza stessa della psiche umana».

Quindi l’evoluzione mentale dell’uomo passa anche attraverso un palazzo esteticamente da censurare o una strada piena di traffico: ecco come sono in aumento nevrosi e psicosi provocate dal paesaggio urbano.

 

A Lubec 2011 si è parlato anche delle tecnologie capaci di aiutare a salvare i Beni culturali, dunque anche il paesaggio e l’uomo. E sono stati presentati progetti in anteprima come «Visito» un sistema elaborato dal Cnr che, via smartphone e un sistema wi-fi ad altissima velocità, riesce a ricostruire nella memoria dei dispositivi mobili in tempo reale un monumento o una piazza com’era nel passato e dare tutte le informazioni, anche quelle invisibili.

 

Basta così inquadrare con la fotocamera del telefonino Palazzo Vecchio a Firenze per avere un cicerone virtuale a disposizione e vederlo anche come era ai tempi dei Medici.

«Archimede» è invece un laboratorio mobile attrezzato con lo stato dell’arte dell’hi-tech per soccorrere luoghi storici e monumenti a rischio «impatto umano». Realizzato dalla società romana SarTech in collaborazione con università e centri di ricerca, Archimede riesce a fare una diagnosi in pochi secondi. Magari potrebbe essere utilizzato per il resto degli scavi di Pompei!

Natalia Radicchio

Foto| via www.luccalive.com

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