Londra2012 Nonsolosport. Sesso e Olimpiadi possono conciliarsi?

Federica Pellegrini: per lei rinunciare al sesso prima delle gare è una pazzia!

Appena usciti dal tunnel sportivo di Euro2012 ed ecco subito un altro appuntamento, questa volta non solamente calcistico, che rischia di incollare gli uomini al televisore e indurli a trascurare i loro doveri coniugali, come ampiamente lamentato da chi scrive – in questa stessa rubrica – meno un mesetto fa. I giochi olimpici sono entrati nel vivo ed offrono l’occasione per tornare a trattare il binomio sesso e sport, questa volta indagando un po’ tra quelli che sono i miti e le dicerie sul tema, tra retaggi del passato e nuove scoperte capaci di smentirli, tra vere e false credenze sul come e il quanto le prestazioni a letto pesino sul rendimento degli atleti.

Il luogo comune per eccellenza è senza dubbio quello della pratica obbligatoria, e da sempre consigliata, della totale e completa astinenza prima delle gare importanti, ma spesso e volentieri anche durante ritiri o fasi preparatorie. Di recente è stata la più amata tra le nostre regine dello sport, la nuotatrice Federica Pellegrini, a dichiarare apertamente di non rinunciare ad un sano allenamento sotto le lenzuola anche in prossimità delle gare e in fondo persino la scienza sembra darle ragione. Almeno quella del medico medico israeliano Alexander Olshanietzky: l’esperto dichiarò già 15 anni fa, durante le Olimpiadi di Atlanta, che l’orgasmo femminile equivale ad una specie di doping autorizzato perchè stimola l’aumento del livello di testosterone e fa crescere il rendimento nelle performance sportive, in particolare il salto in alto e la corsa.

Un po’ diverso il discorso per gli atleti maschi, soprattutto se impegnati in discipline ove lo sforzo, di durata limitata, è però molto intenso (come  il salto in alto o in lungo, oppure il lancio del peso). Quando il sesso viene consumato meno di sei ora prima della competizione si rischia il flop sportivo perchè il raggiungimento del piacere, che nella donna provocava l’innalzamento del testosterone, nell’uomo concorre ad abbassarlo, inducendo quindi possibili difficoltà nella respirazione o nella contrazione muscolare: questo il verdetto del sessuologo francese Jacques Waynberg, per cui il sesso prima delle gare è consentito solo per calciatori e tennisti. Perchè tale privilegio? Pare che per loro l’amplesso, anche poco prima del match, favorisca la concentrazione.

Insomma si può dire che gli elementi sui due piatti della bilancia – sesso sì o sesso no prima delle gare – vedano pendere l’ago, salvo qualche caso sfortunato, dalla parte del sì. Anche quando si guardi al dispendio energetico, mai così elevato da sottrarre agli atleti le forze necessarie per offrire il meglio di sè sulla pista di atletica o sul campo: ogni atto sessuale di media durata (poco meno di un quarto d’ora…sob!) fa bruciare 250-300 calorie, quante se ne consumerebbero salendo di corsa tre piani di scale. Se per l’italiano medio affrontare questa attività equivarrebbe ad una garanzia d’infarto, per un professionista che si allena a livello agonistico è ben poca cosa e nulla che possa lontanamente alterare (o danneggiare) una preparazione atletica duramente coltivata giorno dopo giorno.

Russel Crowe

Mito da sfatare anche quello secondo cui il sesso agisce sugli atleti come la più pericolosa delle distrazioni mentali, mettendo a rischio la profondità della concentrazione: è un fattore su cui pesa molto la soggettività, sempre da tenere in considerazione, ma in linea di massima sotto un profilo emotivo e psicologico l’eccitazione sessuale – e la distrazione che ne deriva – si esaurisce nel giro di un paio d’ore dopo il rapporto, riportando lo sportivo nelle condizioni psichiche ottimale per pensare al 100% alla performance che lo attende. Soltanto in casi di forte immaturità emotiva e sessuale, in individui molto giovani di età e con poco esperienza, oppure davanti a play boy cronici che amano ancora a posteriori vantarsi delle prestazioni a letto, o ancora in ultima istanza per atleti talmente poco sicuri di sè da ripetersi (e ripetere agli altri) che forse in gara non si riuscirà ad ottenere il risultato positivo sperato perchè reduci da un rapporto, è davvero possibile che l’amplesso consumato in tempi troppo ravvicinati rispetto alla competizione agisca come fattore disturbo in grado di sostituire nei pensieri la scala valoriale delle azioni e delle emozioni.

E che cosa insegna la storia sull’argomento? Certamente a non disdegnare la ricerca del piacere fino alla notte prima della finale! Pare che nell’antica Roma i gladiatori trascorressero la sera precedente i giochi circensi in compagnia della moglie/compagna o di una concubina occasionale, ma si può ipotizzare che nel loro caso il sesso prima della gara potesse rappresentare quasi un ultimo desiderio. Immaginiamo per un secondo lo Spartaco kubrikiano o il mitico Massimo Decimo Meridio interpretato da Russel Crowe dire alla donna al proprio fianco: «Amo’, stanotte ce sto, domani nun se sà. Vedemo de approfittarne».

Lo.Lee.Ta

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