Londra 2012, Basket: USA e Spagna in finale

Kevin Durant esulta: è finale (http://assets.nydailynews.com)

LONDRA – Un deludente copione dal finale scontato: questo il riassunto di Stati Uniti-Argentina, dove i sudamericani hanno retto l’impatto contro le stelle Nba per soli due quarti. Finisce 109 ad 83 a favore del Team USA, che dunque bissano la vittoria nel girone messa a segno pochi giorni fa.

Vietato abbassare la guardia  nonostante il ruolino di marcia impressionante,  questo il monito di coach Krzyzewski prima della palla a due: le ferite di Detroit (Argentina che sbancava la finale dei mondiali contro i padroni di casa) e i primi due quarti della sfida precedente, non lasciavano dormire sonni tranquilli.

Gli Stati Uniti dunque scendono in campo concentratissimi: partenza complicata per Ginobili e compagni, che sul fulmineo 4-15 con Bryant mattatore, si ritrovano a dover immediatamente chiamare un time-out per arginare la verve del numero 24 di Los Angeles.  La reazione argentina è firmata dall’ex Kinder Bologna, che con Scola tiene a galla il suo quintetto: finisce 19-24 la prima frazione di gioco.  Nel secondo quarto i sudamericani giocano un buon basket, abbassando i ritmi e cercando il tiro dalla lunga distanza: buona prestazione offensiva, ma la zona 2-3 chiamata da Lamas è perforata dai tagli micidiali di Lebron James, e  prima dell’intervallo il tabellone recita 37 a 47 per gli Usa.

Come nella recente vittoria, la reazione americana arriva nel terzo quarto: è Durant a salire in cattedra, la lezione del giorno si incentra sulle ali di 210 cm che segnano da tre in scioltezza. La stella di Oklahoma infatti è implacabile dall’arco, mentre Lebron James sfodera punti, assist e rimbalzi (18,7 e 7 per la precisione); nonostante uno stoico Ginobili, gli USA arrivano a sfiorare il +19. L’ultimo quarto è pura accademia, dove anche Carmelo Anthony (voto 5 nel primo periodo) cambia marcia  e dilaga il vantaggio a favore dei suoi, che chiudono sul 109 a 83.

Non riesce dunque la vendetta agli uomini di Julio Lamas, incapaci di arginare lo strapotere del terzetto Bryant-James-Durant, principali artefici della vittoria che vuol dire finale olimpica.  Non chiamatelo Dream Team, ma la sete di vittoria è da fuoriclasse assoluti.

Domenica sera  dunque  sarà USA – Spagna, con gli iberici usciti vittoriosi da una difficilissima sfida contro la Russia:  11 punti di vantaggio non sono bastati agli uomini di Blatt per potersi battere per l’Oro.

Partenza shock per Gasol, autore di un pietoso 1/7 al tiro e 3 palle perse, con i russi (spinti da Monia) a portarsi sul 31 a 20 prima della sirena.  Fernandez prima e soprattutto Calderon poi,  hanno letteralmente rovesciato le carte in tavola, riequilibrando una partita divenuta ormai un incubo per i tifosi delle furie rosse.  Ci pensa Reyes, dopo il 46 pari firmato dalla guardia dei Raptors, a portare la Spagna sul +10.

Finisce 67 a 59: appuntamento dunque a domenica , in palio c’è l’oro olimpico di Londra 2012. Saranno necessari effetti specialissimi per bloccare gli Usa? Saprà la Spagna campione del mondo rovesciare un nuovo copione dal finale scontato? Tutti fantastici dubbi che solo l’imprevedibilità del basket può regalare.

 

Francesco Colombo

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