Lombardo si dimette. Ad ottobre elezioni anticipate in Sicilia

PALERMO - Lombardo si dimette. Non subito, il 28 luglio in modo tale da far scattare le elezioni anticipate il 28 e 29 ottobre, otto mesi prima la fine naturale della legislatura. Il presidente della Regione Sicilia ha due buoni motivi per farlo: in primis non ha da tempo un’alleanza politica su cui poter fare affidamento, in più è indagato a Catania, insieme con il fratello Angelo, per concorso esterno in associazione mafiosa.

L’inchiesta, chiamata “Iblis”, ebbe inizio nel 2010 con decine di arresti per presunti rapporti tra esponenti di Cosa Nostra, politici, amministratori e imprenditori. In diverse occasioni Lombardo ha detto che si sarebbe presentato davanti alla magistratura “da libero cittadino”, evitando l’imbarazzo di arrivare davanti al giudice in veste di presidente della Regione. L’udienza davanti al gup di Catania per decidere eventualmente il rinvio a giudizio è prevista per il 24 maggio.

Lombardo ha spiegato che, dal momento che le elezioni si devono tenere entro 90 giorni dalla data delle dimissioni, quella del 28 luglio è la prima data utile per evitare che si vada a votare in piena estate. Una decisione che arriva poche ore dopo un intervento del senatore del Pd Giuseppe Lumia e del capogruppo all’Ars, Antonello Cracolici, suoi principali sostenitori all’interno del partito, che lo hanno invitato a lasciare lo scranno di Palazzo d’Orleans per accelerare il ritorno della Sicilia alle urne.

Palazzo d'Orleans

Una coalizione, quella guidata da Lombardo, sin dall’inizio anomala e poco affidabile. Giunto a Palazzo d’Orleans nel 2008 con un’alleanza di centrodestra, il presidente Lombardo ha guidato la Sicilia grazie ad un’intesa formata da Pd, Fli, Mpa (il suo partito) e Api. Il primo anno di governo Lombardo è stato infatti segnato da lotte e divisioni all’interno della maggioranza di centrodestra, tanto che fu costretto ad azzerare gli incarichi di tutti gli assessori chiedendo le loro dimissioni. Dopo questa prima fase, sostenuto comunque da PdL, UdC e Mpa ha allontanato il partito di Casini a causa delle indagini sull’assessore regionale ai beni Culturali dell’Udc, Antonello Antinoro, indagato per voto di scambio. Il ‘terzo governo’ è quello che ha dovuto fare a meno di quella parte di PdL più vicina ad Alfano e Schifani e con il cosiddetto ‘PdL Sicilia’, di Micciché e di alcuni esponenti finiani, e Alleanza per l’Italia. L’ultimo, quello l’attuale, ha avuto l’impronta semi-tecnica, con esponenti della società civile lontane dalle ideologie partitiche.

La mossa di Lombardo, da alcuni considerata tardiva, non risolve i problemi che per ora tengono banco: la vicenda dei 22.700 forestali da giorni sul piede di guerra perché non si trovano i soldi per pagarli, alle carenze dei collegamenti marittimi e del trasporto pubblico locale, il dilemma degli ex operari della Fiat di Termini Imerese ai fondi per finanziare le attività culturali dell’Isola.

 

Valentina Gravina

Share and Enjoy

  • Facebook
  • Twitter
  • Delicious
  • LinkedIn
  • StumbleUpon
  • Add to favorites
  • Email
  • RSS

Ti è piaciuto questo articolo? Fallo sapere ai tuoi amici

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato.

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

 
Per inserire codice HTML inserirlo tra i tags [code][/code] .

I coupon di Wakeupnews