Loaded – The Taking

Duff McKagan, storico bassista dei Guns n’ Roses, torna nei negozi con i Loaded, band della quale è fondatore, cantante, chitarrista ritmico e leader indiscusso.

Loaded si formarono nel 1999: Duff McKagan riunì alcuni musicisti per promuovere il suo secondo album solista, che poi non venne mai pubblicato a causa di divergenze contrattuali con la casa discografica. La band però continuò per la sua strada e pubblicò un primo album, Dark Days, nel 2001, ed un secondo, Sick, nel 2009. Ora tornano nei negozi con la loro terza fatica discografica, intitolata The Taking.

Lords of Abbadon dà il via alle danze con un potente riff e un ritornello molto orecchiabile. Duff dimostra subito di saper cantare con grinta e senza cadute di tono. Executioner’s Song richiama le atmosfere dei Black Sabbath e dei dischi solisti di Ozzy Osbourne. Ottimo l’assolo, che ricorda le classiche linee di esecuzione di Slash. I Guns n’ Roses non possono che aver influenzato il lavoro di Duff e soci, come si può ascoltare anche nella successiva Dead Skin. I Guns non sono però l’unica influenza musicale dell’album. Si riconoscono infatti elementi tratti da tutta la storia dell’heavy metal, partendo dagli anni ‘70 per arrivare a sonorità più moderne, a cui va aggiunta l’influenza sempre presente del punk. We Win propone delle sonorità più accessibili ed orecchiabili, sullo stile dei Foo Fighters, tanto per intenderci, mentre Easier Lying, più lenta e cadenzata, richiama atmosfere più gloomy, tipiche del doom. La potente She’s an Anchor e l’orecchiabile Indian Summer continuano il discorso già intrapreso dalle canzoni precedenti: personalità e sound con un orecchio sempre rivolto alla tradizione. Wrecking Ball è il pezzo più lento e sperimentale del disco, mentre con King of the World il punk torna a farla da padrone. Concludono il disco il mid-tempo Cocaine, chiaro riferimento alle abitudini del passato di Duff; la pesantissima e moderna Your Name il cui assolo ricorda l’impatto dei Pantera dei tempi d’oro; e Follow me to Hell.

Un ottimo disco nel quale forse manca un tocco in più di originalità e coesione, ma che presenta una band in forma, che

Duff McKagan

sa come si suona, e che è in grado di offrire un prodotto di buon livello, unendo tradizione e modernità. Non sarà certo il disco che cambierà la storia della musica, e nemmeno il disco dell’anno, ma è comunque un ottimo lavoro nel quale Duff McKagan dimostra per l’ennesima volta (ce n’era ancora bisogno?) il suo talento e la sua versatilità. Il suo curriculum post-Guns n’Roses lo dimostra: tre album con i Loaded, due con i Velvet Revolver, innumerevoli apparizioni su album degli artisti più disparati, tra cui i lavori solisti di Slash e Izzy Stradlin, vecchi compagni di avventura nei Guns.

Da quando i veri Guns n’ Roses si sono sciolti nel lontano 1997 il buon Duff ha continuato a produrre musica di ottima qualità, proprio come hanno fatto Slash e Izzy Stradlin. Probabilmente erano loro la vera anima musicale della band: non a caso Axl Rose ha impiegato più di dieci anni per sfornare un disco, Chinese Democracy, francamente al di sotto delle aspettative.

Ricordiamo infine, per chi fosse interessato a vederli dal vivo, che i Loaded saranno presenti al Gods of Metal, il 22 giugno 2011 all’arena concerti della nuova fiera di Milano a Rho.

Alberto Staiz

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