Lo spot a favore dell’eutanasia. Guarda il video

Un immagine del video

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“La vita è questione di scelte… certamente non ho scelto di essere un malato terminale e certamente non ho scelto che la mia famiglia debba vivere questo inferno insieme a me. Ho fatto la mia scelta, ho solo bisogno che il governo mi ascolti”. Una pubblicità di 46 secondi per dire queste parole e affrontare un tema difficile, quello della legalizzazione dell’eutanasia,  che ogni volta che viene chiamata in causa ha l’effetto di una bomba all’interno delle istituzioni, suscitando dilemmi morali e umanitari.

Lo spot, girato all’interno di una sala ospedaliera, vede un uomo – nella parte di un malato giunto allo stadio terminale – seduto sul suo letto con il viso rivolto verso la telecamera mentre esprime il messaggio con voce calma (doppiato da Toni Garrani). Dietro di lui una donna, nel ruolo della consorte, è intenta a portargli da mangiare ma anche lei si sofferma ad ascoltare la parte finale dello slogan. L’intero cortometraggio si conclude dicendo che pur essendo il 67% gli italiani favorevoli alla “morte dolce“, il governo non ha assolutamente intenzione di legittimarla.

Destinato in un primo momento ad essere trasmesso in Australia e Canada, il servizio era stato immediatamente censurato, arrivando nella penisola grazie all’intervento del Partito Radicale e dell’associazione Luca Coscioni, che ne hanno finanziato la versione italiana istituendo anche una raccolta fondi. Le immagini sono state già diffuse nei rispettivi siti, e se l’Authority per le telecomunicazioni  darà il suo assenso, è previsto anche il passaggio televisivo su Telelombardia

 

Redazione

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Una risposta a Lo spot a favore dell’eutanasia. Guarda il video

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    alessio di benedetto 09/11/2010 a 22:27

    LA SCELTA DI ANDARSENE DALL’INFERNO
    Non impediteci di autodeterminare la nostra dipartita da questo mondo, quando ormai staremo vivendo in un altro spaziotempo e l’unico disturbo alla nostra Nuova Vita è quel puzzolente fardello di corpo che ha bisogno di essere nutrito artificialmente da una complessa soluzione chimica da supercura, che ogni giorno va cambiata da medici e biologi superesperti. E le infermiere ci devono rigirare ogni ora per liberarci dalle piaghe da decubito, ci devono legare alla sedia per evitare che cadiamo per terra, mentre ci vestono o ci cambiano le lenzuola. E ci devono fare uno o due clisteri al giorno per evacuare gli escrementi maleodoranti che si accumulano nello stomaco di un corpo in disfacimento, e ci devono lavare, asciugare, pettinare… Ma i ricchi ed i potenti, come sempre, non avranno alcun problema di libertà all’autodeterminazione. Essi hanno già stipulato una polizza di Eutanasia in Olanda o in Svizzera, se la vita dovesse essere così maligna nei loro confronti. Sono i poveri cristi, che non arrivano alla terza settimana con i miseri stipendi, elargiti da questo governo canaglia, ad essere pietosamente attaccati ad una macchina per l’eternità, senza che dio possa decidere una sacrosanta morte naturale per quei malcapitati, prigionieri dell’istinto di malvagità di chi non conosce la pietà! Come ha scritto il libero pensatore rumeno Emile Cioran (1911-95): “Per decenza, dovremmo essere noi a scegliere il momento di scomparire. È avvilente estinguersi come ci si estingue, è intollerabile essere esposti a una fine sulla quale non abbiamo alcun potere, che vi spia, vi atterra, vi precipita nell’innominabile” .

    da: LA RELIGIONE CHE UCCIDE
    COME LA CHIESA DEVIA IL DESTINO DELL’UMANITÀ
    (Nexus Edizioni), giugno, 2010.
    517 pagine, 130 immagini, € 25

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    http://shop.nexusedizioni.it/libri_editi_da_nexus_edizioni_la_religione_che_uccide.html
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