Lo Space Shuttle sempre più vicino alla pensione

 

L'equipaggio del Columbia al suo primo lancio (news.cnet.com)

Il 12 Aprile è certamente un giorno importante nella storia dell’aeronautica spaziale, che festeggia quest’oggi un doppio anniversario. Nel 1961, proprio in questa data, Jurij Gagarin diventava ufficialmente il primo uomo a viaggiare in orbita, consentendo ai sovietici di riportare una pesante vittoria in quella corsa alla conquista dello spazio che li vedeva contrapposti agli americani.

Vent’anni dopo, il 12 aprile 1981, gli USA, ormai leader incontrastati del settore, lanciavano il loro primo shuttle, il Columbia; a bordo, John Young, un vero veterano proveniente dai programmi Apollo, e Robert Crippen, che era invece alla sua prima esperienza in orbita. Questo lancio inaugurale sarebbe stato destinato ad aprire la strada ad un intenso programma di voli umani che, tra i suoi risultati più importanti, può annoverare la costruzione della Stazione Spaziale Internazionale, la più grande struttura assemblata dall’uomo fuori dalla Terra.

Cade dunque in un momento davvero particolare l’annuncio della Nasa del pensionamento del veicolo. La navicella spaziale andrà in soffitta entro la fine dell’estate. Con il Discovery già accantonato dopo il suo ultimo lancio, l’onore di chiudere una brillante carriera spetterà all’Atlantis, che, salvo imprevisti, dovrebbe lasciare Cape Canaveral il 28 giugno. Nel frattempo, riflettori puntati sull’Endeavour che, a fine mese, partirà alla caccia dell’antimateria.

Columbia e Challenger dovranno invece accontentarsi di un posto al Smithsonian National and Air Museum di Washington. Di questi due shuttle non restano infatti che rottami dopo i tragici incidenti di cui si sono resi protagonisti. Per il Columbia, la drammatica uscita di scena arrivò nel 2003, quando un foro nel rivestimento dell’ala sinistra causò lo scoppio della navicella e la morte di 7 persone, al loro rientro in atmosfera al termine di una missione scientifica. Il disastro del Challenger, risalente a molti anni prima, avvenne invece dopo nemmeno un minuto di volo, in diretta Tv. Si trattò di un durissimo colpo per l’aeronautica spaziale, tanto che per 2 anni furono sospese tutte le missioni con equipaggio umano.

Dopo 130 voli e almeno mezzo miliardo di chilometri percorsi, lo shuttle si ritira quindi con un curriculum contrassegnato da qualche momento buio ma soprattutto da tanti successi. Primo velivolo spaziale riutilizzabile della storia, ha consentito, ad esempio, la realizzazione dei primi esperimenti in vivo in assenza di gravità e la costante manutenzione di sonde e telescopi spaziali, tra cui il celebre Hubble.

Mara Guarino

Foto via: Easternews.net

 

 

 

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