Lo sciopero-farsa: i calciatori ci ripensano e vincono una settimana di ferie

Revocato lo sciopero annunciato per il prossimo weekend calcistico. La Lega Calcio ringrazia i giocatori con una settimana in più di vacanze: la diciottesima giornata, prevista per il 6 gennaio, sarà spostata. Era davvero necessario questo “risarcimento”?

di Francesco Guarino

Il logo dell'Associazione italiana calciatori (100bimbi.it)

Noi avevamo pure provato a difenderli. A riconoscere i loro diritti in quanto lavoratori, in quanto sottoposti ad un regolare contratto e, seppur strapagati, in quanto dipendenti. Ma se è bastata una carotina al centro del tavolo delle trattative a disinnescare tutti gli annunci roboanti degli ultimi giorni, allora è giusto che torni in auge la definizione di milionari viziati. “Questo sciopero non s’ha da fare”, avranno urlato in coro manzoniano i rappresentanti dell’Assocalciatori, di fronte alla succulenta opportunità di allungare le (im)meritate ferie natalizie: la Lega Calcio ha infatti pensato bene di mettere sul piatto la classica offerta che non si può rifiutare. Niente sciopero il 25 e 26 settembre, ma una giornata calcistica in più di riposo durante la sosta natalizia. Probabilmente una proposta ad personam per Adriano, che nei suoi campionati italiani, ha costantemente perso il volo di ritorno da Rio de Janeiro, al ritorno dal Natale carioca.

RAMOSCELLO DI ULIVO? NO, DI ABETE – Alla riunione di venerdì scorso in Federcalcio (i dettagli sono però trapelati solo da poche ore), il presidente federale Giancarlo Abete ha sbattuto i pugni sul tavolo e costretto le due parti a trovare un accordo che non causasse lo stop forzato della 5a giornata di Serie A. Il la alla mediazione lo hanno dato i calciatori, proponendo con una lettera alla Lega e allo stesso Abete di trattare, a patto che, fino al momento dell’accordo definitivo, tornasse in vigore il vecchio accordo collettivo di categoria. Di conseguenza, si sarebbero dovuti adeguare tutti i contratti, nuovi o rinnovati, regolati secondo disposizioni differenti. I rappresentanti di A hanno fatto orecchie da mercante, sbeffeggiando la proposta che avrebbe obbligato i legali delle società a far sottoscrivere decine di postille temporanee a contratti recentemente stipulati. Un’opposizione ferrea, su una questione più di principio che altro: sarebbe stato insensato sottoporre i nuovi contratti a due rettifiche nell’arco di pochi giorni, una delle quali per resuscitare un vecchio accordo che il presidente della Lega A Maurizio Beretta non ha esitato a definire «sepolto». Abete si è alzato sulla sedia e ha alzato anche il tono della voce: l’Aic ha capito di non dover esagerare con le richieste, la Lega A ha ammorbidito i toni.

Il badge della Lega Calcio, apposto su tutte le maglie di serie A (italianbloggers.it)

CINQUE Sì, DUE NO, UN NÌ – L’accordo attuale non è definitivo, ma i punti di contatto tra le controparti sono già cinque su otto. I sì riguardano: la flessibilità del contratto (si è concesso di accentuarla di caso in caso, ma la percentuale variabile rimane minima per i contratti più deboli), le attività extra-calcistiche (ok, ma col permesso del club) le multe e il codice di autodisciplina, il collegio arbitrale (nuovo, con presidente esterno e sede a Roma) e l’aumento sia dei minimi contrattuali che dei massimali per morte. Ancora lontana l’intesa sui fuori rosa e sulle cessioni automatiche, resta da mediare, come da noi auspicato, sulle cure mediche: si andrà verso la scelta preventiva del medico di fiducia, col benestare della società.

VACANZA PREMIO O SCIOPERO DILUITO? – Le perplessità più grosse le solleva la “contropartita” ottenuta dai calciatori per la revoca dello sciopero. Non è dato sapere se sia stata una proposta della Lega o una richiesta esplicita dell’Aic, fatto sta che lo sciopero del 25 e 26 settembre si è trasformato nella posticipazione a data da definirsi della 18a giornata di andata, che si sarebbe dovuta tenere (guarda caso) il 6 gennaio. Una data notoriamente a rischio per i calciatori, che dovrebbero tornare sui campi d’allenamento già dal 2/3 gennaio, ed ormai ogni anno fioccano i casi di giocatori, soprattutto sudamericani, che rimangono vittime di presunti overbooking o smarriscono la via dell’aeroporto proprio in quei giorni. Era indispensabile “premiare” una prima bozza di accordo, per lo più imprescindibile tra due categorie così mediaticamente esposte? Non ci risulta che i metalmeccanici di Pomigliano abbiano ottenuto una vacanza premio dopo il referendum sulla riconversione del Giambattista Vico. Più che revocato, a noi sembra proprio che lo sciopero dei calciatori sia stato diluito. In una bottiglia di champagne del privèe dell’Hollywood, ovviamente.

Foto homepage: beachssoccer.d4tournament.com

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