Lo scaffale dimenticato – ‘La Spiaggia’ di Cesare Pavese

cesare pavese - langhe net

Cesare Pavese (langhe.net)

Il contributo letterario portato dall’opera di uno scrittore come Cesare Pavese nello sviluppo della letteratura italiana del novecento rappresenta un bagaglio ineguagliabile e di primaria importanza. Per decenni, generazioni di scrittori si sono confrontate con i motivi e lo stile della narrativa di Pavese, la cui breve vita non gli ha impedito di regalare al mondo alcune delle più ispirate pagine di narrativa italiana apparse nel secolo scorso. La Casa in Collina, La Bella Estate, La Luna e i Falò, sono probabilmente le sue opere più importanti e influenti. Ma la bibliografia del grande scrittore piemontese è molto più vasta: da non dimenticare sono i romanzi “minori”, i racconti e le poesie, e la grande opera di traduzione che ha contribuito alla diffusione di alcune importanti romanzi del mondo anglosassone non ancora comparsi in Italia. Questa operazione di diffusione della letteratura anglo-americana in Italia venne successivamente proseguita con successo dall’indimenticata Fernanda Pivano, sua allieva nel liceo classico dove Pavese insegnò a Torino negli anni ’30.

OPERA “SECONDARIA”La Spiaggia è una delle opere secondarie di Cesare Pavese, subalterna rispetto alle opere più blasonate, ma assolutamente da non sottovalutare soprattutto in virtù delle sperimentazioni tematiche contenute al suo interno. Scritto tra il 1940 e il 1941 e pubblicato l’anno successivo, La Spiaggia e un romanzo breve ambientato tra le colline piemontesi tanto care a Pavese e la spiaggia della Liguria. Il protagonista- narratore è un mite professore di Torino che viene raggiunto in città da Doro, vecchio amico d’infanzia che si è sposato e trasferito a Genova con la moglie Clelia. L’incontro tra i due amici è l’occasione per rivedere i luoghi d’infanzia e trascorrere una nottata di baldoria in compagnia anche di un vecchio amico di Doro. Il giorno successivo i due amici raggiungono Clelia al mare: qui la vita trascorre placida tra chiacchiere serali in compagnia degli amici della coppia, sonnolente ore trascorse sulla spiaggia e pranzi in trattoria. Il rapporto tra Doro e Clelia non sembra agli occhi del protagonista saldo come un tempo: Doro passa molto tempo da solo, dipingendo paesaggi marini, mentre Clelia non disdegna il corteggiamento del finto playboy Guido. I motivi di crisi della coppia rimangono in sospeso fino all’epilogo finale, di apparente ricongiungimento tra i due, nel momento in cui la donna rimane incinta.

cesare pavese la spiaggia - inmondadori it

La copertina de ‘La Spiaggia’ (inmondadori.it)

«IL MIO ROMANZETTO NON BRUTALE» – Il valore di questo breve ma intenso romanzo breve venne sminuito dallo stesso autore, che lo definì «il mio romanzetto non brutale, non proletario e non americano – che pochi per fortuna hanno letto. Rappresenta una mia distrazione, anche umana […] È quella che si chiama una franca ricerca di stile». Parole probabilmente troppo severe che contengono una chiave di lettura importante: una franca ricerca di stile. Pavese ha sperimentato e si è aperto a nuovi motivi con La Spiaggia: i luoghi del passato e dell’infanzia, i complicati rapporti di coppia, la provenienza borghese dei personaggi. Dopo l’ambientazione rurale e contadina di Paesi Tuoi, Pavese ha spostato la sua lente d’ingrandimento sulla borghesia, aprendosi a tematiche nuove che verranno poi meglio sviluppate nelle successive opere.

UN’ITALIA CHE NON C’E’ PIÚ – Ma considerare La Spiaggia un semplice esercizio di stile rischierebbe di sminuire il valore di un’opera che si legge con facilità e piacere, cullati dal ritratto dolceamaro di un’Italia ormai scomparsa; un’Italia “vacanziera” infinitamente più semplice di quella odierna, chiassosa e tecnologica; un’Italia ancora legata a valori che sono andati perduti con il trascorrere dei decenni. Nello sviluppo della prosa pavesiana, La Spiaggia rappresenta un importantissimo turning point che ha gettato le basi per la realizzazione degli episodi letterari successivi: un episodio sotto certi aspetti ancora acerbo, ma non per questo da tralasciare.

Alberto Staiz

@AlStaiz

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