Lo scaffale dimenticato – ‘Il 42º parallelo’ di John Dos Passos

John dos Passos en wikipedia org

John Dos Passos (en.wikipedia.org)

John Dos Passos è senza ombra di dubbio uno dei grandi scrittori dimenticati della prima metà del Novecento americano. Membro di spicco di quella “Generazione Perduta” ormai entrata nella leggenda, Dos Passos non ha goduto col tempo della fama e del prestigio di alcuni suoi illustri amici e colleghi quali Hemingway o Francis Scott Fitzgerald. Nonostante questo, la sua imponente bibliografia e il carattere innovativo della sua prosa ne fanno un peso massimo della letteratura mondiale della prima metà del secolo scorso.

LA TRILOGIA USA – Il 42º parallelo è il primo (e il più noto) capitolo della trilogia di romanzi denominata Trilogia USA, l’opera più famosa e importante – assieme all’altrettanto celebre Manhattan Transfer – partorita dalla penna dello scrittore originario di Chicago. La Trilogia si pone come una grande opera corale: un dettagliato affresco storico sociale degli Stati Uniti dei primi due decenni del ‘900. Un quadro gigantesco, dove le vite di allegorici personaggi immaginari si intersecano con quelle di persone realmente esistite, il tutto all’interno di un contesto storico-politico complesso e in rapido movimento come quello dei primi due decenni del secolo scorso.

IL 42º PARALLELO – Il 42º parallelo è il primo romanzo della Trilogia, proseguita dai successivi 1919 e Un mucchio di quattrini. Ci troviamo di fronte a un romanzo complesso nella sua struttura sperimentale e nell’intersecarsi di diversi livelli narrativi. La narrazione “canonica” segue le vicende di quattro personaggi principali – Mac, Janey, J. Ward Moorehouse e Eleanor Stoddard – accomunati da un’estrazione basso borghese e da un’esistenza camaleontica e spesso fuori controllo che li porterà, con alterne fortune, a compiere numerosi spostamenti all’interno degli Stati Uniti alla ricerca di un miglioramento della propria vita.

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La copertina di un’edizione Mondadori de ‘Il 42 parallelo’

UN ROMANZO SPERIMENTALE – Le esistenze dei quattro personaggi si intrecciano più volte nel corso del romanzo, mentre sullo sfondo ci sono le presenze dell’incombente Prima Guerra Mondiale, con l’imminente entrata in guerra degli Stati Uniti, e delle lotte operaie che hanno contraddistinto quei decenni. All’interno della narrazione Dos Passos inserisce alcune sintetiche biografie di persone celebri realmente esistite, con lo scopo di fornire un background storico solido a una narrazione già di per sé profondamente intrisa di significato storico. Ma lo sperimentalismo di Dos Passos non finisce qui. Nel romanzo sono presenti anche numerosi brevi capitoli intitolati “Cinegiornale” e “Occhio Fotografico”: i primi sono delle brevi raccolte di titoli e frammenti di articoli del Chicago Tribune; mentre i secondi sono veri e propri flussi di coscienza, costruiti sul modello adottato da James Joyce nel suo Ulisse, basati su impressioni pescate dalla stessa esperienza personale di Dos Passos.

FATICOSO MA IMPRESCINDIBILE – Il 42º parallelo risulta quindi un romanzo denso di motivi, storie, allegorie, significati e insegnamenti. Un romanzo che sente il peso degli anni in termini di stile e prosa, e la cui lettura risulta in diversi frangenti complessa e faticosa. Tuttavia la sua importanza e la sua influenza risultano chiare fin dalle prime pagine: Il 42º parallelo è il primo romanzo di una trilogia entrata nella storia della letteratura, capace di offrire un racconto corale dei decenni in cui gli Stati Uniti sono diventati la potenza influente che tutti conosciamo. Una trilogia di romanzi che deve essere riscoperta, scaturiti dalla penna di uno scrittore, John Dos Passos, la cui influenza e i cui meriti sono ancora visibili nella letteratura dei giorni nostri ma il cui prestigio è andato sbiadendosi decennio dopo decennio.

John Dos Passos, Il 42º parallelo, traduzione di Cesare Pavese, Milano, BUR, 2008, pp. 492, € 13,90.

Alberto Staiz

@AlStaiz

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