Lo scaffale dimenticato: “Bartleby e Compagnia” di Enrique Vila-Matas

Enrique Vila-Matas (foto via:elplacerdelalectura.com)

Enrique Vila-Matas è una delle penne più eclettiche ed ispirate del panorama letterario spagnolo contemporaneo. Nato a Barcellona nel 1948 lo scrittore spagnolo è autore di una vasta e variegata bibliografia, tra cui spiccano Parigi non finisce mai (2003), Il viaggio verticale (2000), Suicidi esemplari (1991) e Il mal di Montano (2002).

Bartleby e compagnia, pubblicato nel 2000, è un libro assolutamente atipico, fuori dai canoni e difficilmente definibile. Non è un romanzo. Non è una raccolta di racconti. Non si tratta nemmeno di critica letteraria o saggistica. Strutturato in brevi capitoli questo volume è narrato in prima persona da un immaginario impiegato che ripercorre le gesta di tutti gli scrittori che per un motivo o per l’altro, un giorno, hanno deciso di posare la penna e smettere di scrivere; oppure di coloro che, scrittori in fieri, non hanno mai iniziato. Questi scrittori sono definiti dal narratore con l’appellativo di “Bartleby”, nome preso dal famoso e bizzarro scrivano di Melville che si rifiutava di lavorare.

Si parte da scrittori come Socrate e Salinger (del quale il narratore racconta di un immaginario incontro avvenuto su di un autobus), celebri per la loro avversione alla scrittura: il primo non scrisse mai nulla, e le sue teorie filosofiche vennero tramandate dai discepoli; mentre il secondo smise di pubblicare dopo quattro volumi di grande successo, ritirandosi in isolamento con la famiglia, lontano dai riflettori della ribalta. Il viaggio nella storia della letteratura prosegue con capisaldi della letteratura europea quali Maupassant, Rimbaud e Beckett. Colossi della letteratura mondiale, le cui storie sono inframmezzate dalle gesta di bizzarri personaggi inventati, in una sorta di indovinello letterario tra scrittore e lettore, il quale spesso, lungo il corso della narrazione, si troverà disorientato ma piacevolmente incuriosito.

Storie e aneddoti che commuovono, come quella del poeta spagnolo premio Nobel Juan Ramon Jimenez, che smise definitivamente di scrivere, distrutto dal dolore per la morte della moglie Zenobia; oppure vite che impressionano, come la sorprendente prolificità di Georges Simenon, assoluto stacanovista della scrittura e figura anti Bartleby-iana per eccellenza, autore di migliaia di racconti e di più di trecento romanzi.

Un libro senza dubbio inadatto ai tutti i tipi di lettori, Bartleby e Compagnia è un simpatico volumetto dedicato a tutti colori i quali non riescono a vivere senza leggere e hanno una buona conoscenza della letteratura mondiale: una sorta di breviario dove i feticisti della letteratura troveranno pane per i loro denti.

Alberto Staiz

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