Lo scaffale dimenticato

Cesare Pavese

Malgrado il suicidio a soli 42 anni, Cesare Pavese è giustamente considerato uno degli autori imprescindibili del ‘900 letterario italiano. Il senso di inquietudine delle sue opere, la capacità descrittiva (per alcuni aspetti avanti con i tempi), l’attenzione rivolta alla forma e il sapiente uso del simbolo; fanno di Pavese un innovatore assoluto nel panorama letterario italiano.

La Bella Estate è un romanzo breve scritto da Pavese nel 1940 in poco più di due mesi, e pubblicato da Einaudi solamente nel 1949 in un volume contenente anche i romanzi Il Diavolo Sulle Colline e Tra Donne Sole. La pubblicazione di questa “raccolta” di romanzi brevi gli valse la conquista del Premio Strega nel 1950, e rappresentò la conseguente consacrazione definitiva del talento di uno scrittore fino ad allora sconosciuto ai più.

Protagonista del romanzo è la giovane Ginia, commessa in un atelier, che vive a Torino con il fratello Severino, umile operaio. Esuberante e piena di vita, Ginia fa amicizia con Amelia, più grande di lei di qualche anno e in apparenza emancipata e raffinata frequentatrice degli ambienti artistici della città. Amelia è solita posare come modella per alcuni pittori, tra cui Guido. Invitata nel suo studio da Amelia, Ginia si innamora del giovane pittore, con il quale inizierà una relazione tormentata che le causerà molte sofferenze. L’amicizia tra le due ragazze subirà alcune interruzioni, anche a causa dell’attrazione provata da Amelia nei confronti di Ginia e dalla confessione di Amelia di essere malata di sifilide, contratta in seguito ad un rapporto sessuale con Rodriguez, ambiguo frequentatore dello studio di Guido. Nel tempo di un’estate Ginia scoprirà l’amarezza di un rapporto amoroso tormentato e si ritroverà catapultata nel mondo degli adulti, priva della propria verginità e di molte di quelle illusioni tipiche della gioventù.

Un romanzo toccante, delicato e spietato al tempo stesso. I tormenti interiori di Ginia e la disperata ricerca di un modello, di una guida da seguire si risolveranno nel finale, con la scelta di proseguire l’amicizia con Amelia, ai suoi occhi già “donna”, alla quale è però legata da un rapporto di amore-odio. Pavese cristallizza in un centinaio di pagine tutti i tormenti di una giovane ragazza che vuole diventare adulta a tutti i costi, finendo per scontrarsi con un mondo alla quale non è ancora pronta. La prosa è scorrevole, penetrante e coinvolgente, anche se da questo punto di vista Pavese toccherà vette ancor più elevate.

Colpisce la capacità dello scrittore piemontese di penetrare nella psicologia delle due giovani protagoniste femminili: descrivere così profondamente la psicologia adolescenziale femminili è qualcosa che è stato sperimentato da molti scrittori ma non sempre con grande successo (si veda l’ultimo romanzo di Fabio Volo).

La pubblicazione di La Bella Estate valse a Pavese la consacrazione e il riconoscimento definitivo delle sue capacità letterarie. Il rammarico è che l’autore si sia tolto la vita l’anno successivo, minato da una depressione aggravatasi negli ultimi mesi di vita. Restano le sue opere, autentici ed indimenticabili capisaldi della letteratura italiana contemporanea.

Alberto Staiz

 

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2 Risponde a Lo scaffale dimenticato

  1. avatar
    Maria Laura 09/11/2012 a 12:23

    Se posso permettermi…Amelia non contrae la sifilide da Rodrigues ma da una donna.

    Rispondi
  2. avatar
    Alberto Staiz 10/11/2012 a 12:21

    Gentile Maria Laura
    Ha ragione. Sono stato impreciso nell’esporre la trama.
    La ringrazio per la puntuale e precisa correzione.

    Alberto Staiz

    Rispondi

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