Lo scaffale dimenticato

Walter Tevis ci ha già fatto compagnia poche settimane fa con il suo capolavoro Lo Spaccone. Oggi parliamo ancora di questo autore ingiustamente dimenticato, rispolverando Il colore dei soldi, seguito ideale del suo famoso esordio letterario. Pubblicato nel 1984, quando Tevis aveva già scoperto da tempo di essere malto di cancro (morirà invece di infarto una settimana dopo l’uscita del romanzo nelle librerie), Il colore dei soldi ha come protagonista ancora una volta “Fast” Eddie Felson, talento del biliardo che al termine del precedente romanzo aveva sconfitto, dopo una sfida epica, il famoso campione Minnesota Fats.

Sono passati venti anni, e Felson è invecchiato bene, senza però aver sfruttato appieno il suo talento sul panno verde: non volendo sottostare al diktat di Bert Gordon, bookmaker che voleva prendere cospicue percentuali delle sue vincite, Felson si ritira nelle piccole sale di provincia dove però non riesce a guadagnare molto, finendo per aprire una sua sala da biliardo. Una vita che si risolve in un lavoro abitudinario, uno stanco matrimonio, l’amante, qualche bevuta, la televisione.

Ma la possibile svolta si presenta con un contratto televisivo per una serie di sfide con l’antico rivale Minnesota Fats: Eddie perderà, ma, anche grazie ai consigli del rivale, ritroverà l’orgoglio per tornare ad allenarsi e riprendere in mano quel talento sul quale “era rimasto seduto per vent’anni”.

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Ma la sfida è difficile: i tempi sono cambiati, Eddie è senza allenamento, fuori dal giro, e una nuova generazione di talentuosi giocatori è pronta a dargli battaglia. Eddie si rimette in gioco, supportato moralmente da Arabella, suo nuovo amore, in una sfida contro se stesso per recuperare il tempo perduto e tornare ad essere il campione del passato.

Walter Tevis

Il colore dei soldi rappresenta un ottimo seguito de Lo Spaccone: un romanzo che se nell’economia generale risulta un gradino inferiore rispetto al suo predecessore, costituisce in ogni caso un’ottima lettura. Il personaggio di Eddie Felson viene riproposto vent’anni dopo, in lotta contro se stesso e contro una vita da borghesuccio anonimo, desideroso di riconquistare la gloria perduta. La prosa di Tevis è, come sempre, diretta e senza compromessi, soprattutto nei dialoghi, assolute perle stilistiche di sintesi ed effetto.

Anche da questo romanzo, come per Lo Spaccone, ne è stata tratta una trasposizione cinematografica: diretto da Martin Scorsese e con protagonisti Paul Newman (ancora una volta nei panni di Eddie Felson) e un giovane Tom Cruise, il film stravolge completamente la trama del romanzo, e l’unico punto di contatto è rappresentato dal maturo protagonista Eddie Felson/Paul Newman. Tevis è uno scrittore con la “S” maiuscola che deve essere riscoperto: la saga di Eddie Felson rappresenta un ottimo punto di partenza per avvicinarsi a questo autore dimenticato, ma assolutamente degno di nota.

Alberto Staiz

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