Lo scaffale dimenticato

La copertina del romanzo

Dopo aver recensito, poche settimane fa, La Solitudine del Manager, oggi prendiamo in mano Tatuaggio, il romanzo precedente nella serie di Pepe Carvalho, pubblicato nel 1977 e scritto da Manuel Vázquez Montalbán per “scommessa etilica”. Il personaggio di Pepe Carvalho venne introdotto dallo scrittore catalano nel romanzo Ho ammazzato J. F. Kennedy del 1972: l’investigatore privato era allora un agente segreto che collaborava con la CIA. In Tatuaggio Carvalho ha abbandonato la carriera nel mondo dello spionaggio per dedicarsi alle investigazioni private, aprendo un ufficio a Barcellona.

La trama di Tatuaggio è semplice e lineare. L’ambiguo ed enigmatico signor Ramón incarica Carvalho di scoprire l’identità di un cadavere dal volto sfigurato, ripescato in mare a pochi chilometri da Barcellona. Il volto divorato dai pesci ed irriconoscibile non permette alcun tipo di identificazione: unico segno particolare del cadavere è la presenza di un tatuaggio bizzarro che recita la frase “Sono nato per rivoluzionare l’inferno”. Carvalho conduce le indagini con maestria e pazienza, scoprendo una intricatissima pista che lo porterà fino ai bassifondi portuali di Amsterdam, popolati da immigrati, ladri, assassini e furfanti. In Olanda Carvalho troverà gli indizi giusti per risolvere il caso una volta tornato a Barcellona.

Manuel Vázquez Montalbán

Nel corso delle indagini Montalbán introduce tutti gli elementi caratteristici che diventeranno i marchi di fabbrica dell’investigatore catalano: la sua fidanzata Charo, prostituta d’alto bordo innamoratissima dell’investigatore; Bromuro, mendicante lustrascarpe, informatore a pagamento che conosce i segreti di tutti, al quale Carvalho sempre si rivolge all’inizio di ogni indagine; la passione del detective per la cucina, esemplificata in raffinate e appetitose descrizioni culinarie; le sue usanze particolari, tra cui quella trovare la concentrazione per riflettere sulle indagini in corso solo davanti al caminetto, prontamente acceso anche d’estate utilizzando ogni volta uno dei numerosi libri che Carvalho possiede nel suo studio. Assente dalla trama Biscuter, suo assistente e uomo di fiducia, che comparirà per la prima volta solo nel 1977 in La Solitudine del Manager.

La prosa di Montalbán è di qualità altissima, raffinata, altamente descrittiva quando serve, concisa e minimale quando la trama lo richiede, come nei numerosi intensissimi brevi dialoghi che popolano questo romanzo scorrevole ma non banale. Un ottimo noir, forse ancora acerbo sotto il profilo dell’intreccio investigativo (sotto quel punto di vista Montalbán sarà in grado di fare molto meglio), ma godibilissimo e mai prolisso, segno autentico della maestria di uno scrittore ingiustamente relegato nello scaffale del noir “commericalotto”, che al contrario può vantare una personalità e uno stile di assoluto rilievo.

Alberto Staiz

 

 

Share and Enjoy

  • Facebook
  • Twitter
  • Delicious
  • LinkedIn
  • StumbleUpon
  • Add to favorites
  • Email
  • RSS

Ti è piaciuto questo articolo? Fallo sapere ai tuoi amici

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato.

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

 
Per inserire codice HTML inserirlo tra i tags [code][/code] .

I coupon di Wakeupnews