Lo scaffale dimenticato

Stephen King, maestro indiscusso del thriller e dell’horror è uno scrittore estremamente prolifico. Decine e decine i romanzi da lui pubblicati in carriera, tra i quali moltissimi capolavori entrati di diritto nella storia di questo genere letterario, grazie anche alle numerose ottime trasposizioni cinematografiche. Tra questi non può mancare Misery, pubblicato nel 1987 e divenuto in breve tempo uno dei masterpiece della sua bibliografia.

La storia è semplice e agghiacciante: Paul Sheldon è un famoso scrittore, autore di numerosi romanzi di avventura che hanno come protagonista il personaggio di Misery Chastain. Lo scrittore ha lasciato temporaneamente la caotica New York per trasferirsi in Colorado, alla ricerca della tranquillità necessaria per ultimare il suo nuovo romanzo, intitolato Bolidi e non appartenente alla saga di Misery. Durante una tempesta di neve la sua macchina esce fuori strada. Lo scrittore, ferito, perde conoscenza e si risveglia in casa di Annie Wilkes, una ex-infermiera professionista che lo ha prontamente soccorso. Paul, bloccato nel letto da alcune gravi ferite alle gambe che gli impediscono di camminare, scopre come Annie (che palesa sempre di più i gravi problemi psichici che la affliggono) sia una grande fan dei suoi libri della serie Misery: casualmente in quei giorni la donna sta leggendo per la prima volta il romanzo conclusivo della saga, al termine del quale l’eroina muore.

Questa scoperta scatenerà l’ira di Annie, che obbligherà Paul (con pesanti minacce e sevizie) a iniziare la stesura di un nuovo romanzo, resuscitando così la sua eroina preferita. Annie sfogherà la rabbia causata dai suoi sbalzi di umore su Paul, costretto a subire terribili violenze sia fisiche che psicologiche e obbligato a bruciare il manoscritto di Bolidi, che la donna ha trovato nella macchina incidentata e ha letto durante i primi giorni della convalescenza dello scrittore. Nel corso dei mesi Paul scoprirà inoltre il passato da serial killer di Annie, mentre le autorità che investigano sulla sua scomparsa stringeranno sempre di più il cerchio attorno alla donna, fino allo scioglimento finale, di cui, come sempre, non vogliamo svelarvi nulla.

Cathy Bates nei panni di Annie Wilkes

Un capolavoro di tensione. Una storia assolutamente fuori dagli schemi, ottimamente sviluppata, originale e assolutamente mai scontata. Annie Wilkes è uno di quei “cattivi” ormai entrati nell’immaginario collettivo, anche grazie alla superba interpretazione di Cathy Bates (che gli ha valso l’Oscar come miglior attrice protagonista), nel film tratto dal libro, diretto da Rob Reiner, con James Caan nei panni dello scrittore Paul Sheldon.

King è un maestro nel saper mantenere alta la tensione fino all’ultima pagina e questo romanzo rappresenta uno dei suoi apici stilistici. Nota di merito anche per lo studio psicologico del personaggio di Annie e per la descrizione della dipendenza agli antidolorifici sviluppata da Paul dopo alcune settimane di prigionia, riflesso della stessa tossicodipendenza da droghe e alcool di cui King (come dichiarato dallo stesso nella sua autobiografia) soffriva in quel periodo.

Un romanzo che tutte le persone facilmente impressionabili o deboli di cuore è meglio che lascino sullo scaffale della libreria. Un romanzo imprescindibile invece per gli amanti dei thriller che sconfinano nell’horror, genere di cui Stephen King è re indiscusso.

Alberto Staiz

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