Lo scaffale dimenticato

Hunter S. Thompson è una delle personalità più istrioniche, polivalenti e allucinate mai apparse nel panorama letterario americano della seconda metà del ‘900. Prolifico e rivoluzionario giornalista, Thompson fu il pioniere del cosiddetto Gonzo Journalism, un particolare tipo di giornalismo derivato dal New Journalism, focalizzato sulle esperienze personali e sulle sensazioni dell’autore, piuttosto che sulla precisione e sullo stile. L’intento è quello di cogliere nuove e diverse sfumature della realtà, fornendo così diverse ed inaspettate prospettive interpretative. Un giornalismo che lascia da parte l’oggettività dei fatti, ma non per questo poco veritiero.

Gli scritti di Thompson in particolare sono marcatamente influenzati dall’abuso di droghe ed alcool, di cui l’autore era un avido consumatore.

Paura e Disgusto a Las Vegas è il più grande successo di Thompson, perfetto esempio del suo stile di scrittura delirante e alterato. Pubblicato in due puntate nel 1971 sulla rivista Rolling Stones (per il quale lo stesso Thompson scriveva), il romanzo racconta del viaggio intrapreso da Raoul Duke (alter-ego di Thompson) e da Dr. Gonzo (l’avvocato e attivista politico Osca Zeta Acosta) alla volta di Las Vegas. A bordo di una decappottabile rossa, il cui bagagliaio è zeppo di qualsiasi droga disponibile, i due partono alla volta della città del Nevada, con lo scopo di seguire la famosa corsa motociclistica Mint 400. Lo scopo del viaggio è in realtà quello di inseguire e scovare il vero “sogno americano”. I due protagonisti si scontreranno con la realtà distorta di una città come Las Vegas, specchio di un illusorio benessere e maschera dietro alla quale si nascondono le contraddizioni di una società americana complessa e contraddittoria.

Le pagine del romanzo scorrono veloci ed esilaranti: i protagonisti sono perennemente sotto l’effetto di droga o alcool (LSD, etere, mescalina, cocaina, cannabis, etc.) e Las Vegas si trasforma nella scenografia dei loro viaggi mentali allucinati e bizzarri. Duke e Gonzo distruggono camere d’albergo e rischiano più volte l’arresto, testimoni attivi del declino della civiltà occidentale.

Hunter Thompson

Il romanzo è stato accolto tiepidamente, ma col tempo è diventato un manifesto generazionale, perfetto anello di congiunzione tra la letteratura Beat e la moderna prosa trasgressiva dei vari Palahniuk e Bret Easton Ellis.

La traduzione italiana, pubblicata nel 1978 ebbe poca fortuna. Tuttavia il romanzo venne ripubblicato nel 1996 con una nuova traduzione e corredato da una spassosa e illuminante “Piccola Enciclopedia Psichedelica” firmata da numerosi scrittori e giornalisti, contenente un brillante glossario che spiega luoghi, nomi e fatti citati nel libro e riferimenti culturali degli Stati Uniti degli anni ‘70.

La rivalutazione definitiva di questo romanzo avvenne nel 1998, quando il regista Terry Gilliam ne ricavò lo spassoso Paura e Delirio a Las Vegas, con protagonisti due bravi ed ispirati Johnny Depp e Benicio del Toro.

Un romanzo fondamentale per capire la cultura americana dell’epoca: un delirio drogato ed alterato, che nasconde però una intelligente analisi sociale e sociologica degli Stati Uniti di quaranta anni fa.

Alberto Staiz

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