Lo scaffale dimenticato

Raymond Chandler

Con il termine hard boiled si intende definire un sottogenere della letteratura gialla, nato verso la fine degli anni ‘20, dalla penna del giallista statunitense Dashiell Hammett. L’hard boiled (spesso considerato alla stregua del noir) si differenzia dal giallo classico per uno stile di scrittura maggiormente realistico, che fa leva su una descrizione dettagliata e veritiera degli strati più bassi della società. Il sesso, la violenza e il crimine vengono trattati con maggior crudezza rispetto al passato e il sostrato sociale nel quale si muove l’azione dell’investigatore possiede una certa connotazione negativa. Protagonista è di solito un investigatore privato solitario: un duro, spesso ex poliziotto cinico e pessimista, non particolarmente ricco, ma molto capace nel suo mestiere.

Raymond Chandler ha imparato la lezione impartita da Hammett ed ha perfezionato il genere hard boiled, ponendo le basi che ancora oggi si ritrovano nei gialli contemporanei.

Autore di sette romanzi (più un ottavo incompleto), Chandler ha contribuito al successo mondiale del romanzo poliziesco, grazie soprattutto al protagonista dei suoi romanzi, quel Philip Marlowe diventato modello per qualsiasi tipo di investigatore privato sia comparso nel mondo della letteratura dopo di lui.

Finestra sul Vuoto è il terzo romanzo di Chandler, pubblicato nel 1942. Il detective Marlowe viene incaricato dalla cinica e perfida Elisabeth Murdoch, ricca vedova di Pasadena, di recuperare il “doblone Basher”, una vecchia moneta di valore sottratta dalla collezione del defunto marito della donna. I sospetti della donna sono orientati verso l’odiata nuora Linda, sposa del suo unico amatissimo figlio. L’indagine di Marlowe si imbatterà in un susseguirsi di omicidi, tradimenti e doppi giochi, in un intrigo complicatissimo che l’investigatore riuscirà a sbrogliare.

Marlowe scava nel marcio della società benestante californiana che nasconde i propri scheletri dietro un’immagine di raffinatezza, classe e apparenza. Marlowe è un uomo tutto d’un pezzo: ironico, affascinante, sbruffone all’apparenza ma in realtà molto intelligente, si trova a suo agio in tutti gli ambienti, sia nelle ville altolocate della ricca borghesia californiana, che nei night club e nelle bettole gestite da spacciatori e criminali di bassa lega dove spesso si ritrova nel corso delle indagini.

Eccezionale la prosa: Chandler è un maestro di scrittura, capace di descrizioni precise e realistiche, autentiche perle di raffinatezza formale che dipingono con molteplici sfumature gli anni ‘40 americani. Grandiosi anche i dialoghi, terreno perfetto per l’ironia e il cinico sarcasmo di Marlowe.

Un romanzo che trasuda odore di sigaretta, caffè, polvere da sparo, salsedine e dozzinale profumo da donna; il tutto scaldato dal sole californiano e dal whiskey. Un romanzo sempre verde, perfetto per quando si vuole andare sul sicuro e leggere buona letteratura. Le opere di Chandler sono ormai entrate di diritto nella storia della letteratura, e rappresentano la base sulla quale molti dei thriller dei giorni nostri poggiano le proprie fondamenta.

Alberto Staiz

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