Lo scaffale dimenticato

Cormac McCarthy è uno degli scrittori americani di punta del panorama letterario contemporaneo: osannato dalla critica e adorato dal pubblico, McCarthy è probabilmente, per stile, capacità narrative e asciuttezza di linguaggio, il miglior continuatore della tradizione letteraria americana.

Non è un paese per vecchi è il suo penultimo romanzo, pubblicato nel 2007. Lasciate da parte le ambientazioni Western che ne hanno decretato la fortuna letteraria, McCarthy ci presenta una storia breve ma densa, cruda e senza un momento di sosta; ambientata in Texas nel 1980. Llewelyn Moss, giovane operaio reduce del Vietnam, si trova a caccia di antilopi nel deserto al confine con il Messico. Casualmente capita sulla scena di un regolamento di conti tra due bande di spacciatori messicani. Oltre a numerosi cadaveri e a un grosso quantitativo di droga, Moss trova una cartella piena di denaro. Credendo nel colpo di fortuna che capita una sola volta nella vita, Moss si impossessa del denaro e fugge, braccato però da numerosi personaggi decisamente poco raccomandabili, tra i quali spicca Anton Chigurh, uno spietato killer senza morale, che desideroso di impossessarsi del denaro, non esiterà a lasciarsi alle spalle una corposa scia di cadaveri.

Il fuggitivo è ricercato anche dallo sceriffo Bell, maturo tutore dell’ordine, personaggio dalla morale ferrera e quasi anacronistica.

I colpi di scena si susseguono per tutte le duecentocinquanta pagine di questo breve ma intensissimo romanzo pieno di azione, di cui, come da tradizione, non vi sveliamo il finale.

Lo stile asciutto di McCarthy raggiunge in questo romanzo vette mai toccate per profondità e intensità. Dialoghi sensazionali si alternano a parti descrittive precise e concise ma altamente evocative. La narrazione degli eventi si interrompe spesso per lasciare spazio a brevissimi capitoli che ospitano le amare riflessioni sulla vita scritte dallo sceriffo Bell, un personaggio all’apparenza tutto d’un pezzo, in realtà profondamente turbato da alcune esperienze passate e spettatore passivo della degenerazione morale del genere umano, rappresentata dalla scia di cadaveri che si allunga costantemente durante il corso del romanzo.

Cormac McCarthy

Il grande critico Harold Bloom considera Cormac McCarhty uno dei più grandi scrittori americani viventi, assieme a Don DeLillo, Thomas Pynchon e Philip Roth. Tuttavia ha definito Non è un paese per vecchi il suo romanzo più debole.

In realtà, questo libro è l’ennesima prova del talento di un grandissimo scrittore, in grado di costruire una elettrizzante storia di azione accessibile e travolgente, senza per questo risultare commerciale o scontato e senza mettere da parte la profondità e le riflessioni sulla vita, marchio di fabbrica della sua tecnica narrativa.

Consigliato anche il bellissimo film tratto dal romanzo, diretto dai fratelli Coen, che ha come protagonisti Tommy Lee Jones e Josh Brolin.

Alberto Staiz

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