Lo scaffale dimenticato

Americana è il romanzo d’esordio del famoso scrittore statunitense Don DeLillo. Pubblicato nel 1971 e scritto durante il corso di ben quattro anni, Americana è un’efficace radiografia del cinico mondo dei mass media di fine anni sessanta e al tempo stesso getta le basi per i numerosi temi approfonditi dallo scrittore nei suoi romanzi successivi.

Americana di Don DeLillo (ibs.it)

Protagonista della vicenda è David Bell, ventottenne manager in un importante network televisivo: cinico, insensibile e ambizioso, Bell è modello del perfetto yuppie prima dell’avvento degli stessi e costituisce un verosimile modello letterario per gli allucinati protagonisti dei romanzi di Bret Easton Ellis.

La parte iniziale del romanzo è incredibile: De Lillo analizza con humor e profondo cinismo il mondo lavorativo del protagonista, con una prosa eccellente, dettagliata e scorrevole, ricca di ironia e dotata di una profonda carica descrittiva.

Divorziato e già privo di stimoli a soli ventotto anni, Bell ripercorre, nella seconda parte del romanzo, alcuni momenti significativi del suo passato; dall’infanzia, passando per il periodo delle superiori e del college, arrivando alla maturità. Lo stile si modifica nelle cento pagine scarse che costituiscono questa seconda parte di romanzo, a giudizio di chi scrive la migliore: i fatti vengono presentati in maniera estremamente allegorica, tramite delle vere e proprie inquadrature di stampo cinematografico che rendono la storia del protagonista una sorta di archetipo del giovane americano della upper middle class, e si identificano allo stesso tempo come preambolo alla successiva sezione del romanzo.

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Nella terza parte del volume Bell si cimenta in un viaggio on the road nel cuore degli Stati Uniti assieme a tre amici, con il proposito di girare un film-documentario, parzialmente autobiografico, che descriva le contraddizioni della società americana dell’epoca. Bell è stufo della propria vita, sente il bisogno di nuovi stimoli, e si cimenta in un’esperienza itinerante alla ricerca di sé stesso e delle origini della civiltà americana, un’esperienza che lo porterà a conoscere nuove persone e a cambiare la sua stessa personalità, da spietato e antipatico manager ad eccentrico regista d’avanguardia.

Don DeLillo (parodos.it)

DeLillo è un maestro nell’aprire diverse strade interpretative che confondono il lettore, il quale si trova spesso libero di interpretare in maniera diversa i differenti passaggi del romanzo. La prosa è incredibilmente colta e ricca, ma scorrevole e fluida. Unica pecca del libro è forse il finale (che come al solito non vi sveliamo) forse eccessivamente allegorico e fumoso. Le prime due parti costituiscono però una perla assoluta per capacità descrittiva, analisi sociologica e intensità emotiva. Chi vuole conoscere in maniera profonda la letteratura americana contemporanea deve obbligatoriamente cimentarsi nella lettura di questo autore, da molti mal sopportato, ma riconosciuto come modello principale da scrittori contemporanei di successo quali, tanto per citarne alcuni, David Foster Wallace e Paul Auster.

Alberto Staiz

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