Lo scaffale dimenticato

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Cormac McCarthy

Oltre il confine è il secondo romanzo che compone la Trilogia della Frontiera, scritta da Cormac McCarthy una ventina di anni fa. Come il suo predecessore Cavalli selvaggi, ci troviamo di fronte ad un romanzo di stampo western ambientato tra Messico, Texas e Nuovo Messico nella prima metà del Novecento. Il protagonista è il giovane Billy Parham, cowboy teenager che vive nel Nuovo Messico assieme ai genitori ed al fratello minore Boyd.

La narrazione comincia con una serie di spedizioni di caccia finalizzate alla cattura di una lupa responsabile dello sterminio di una parte del bestiame di proprietà del padre di Billy. Dopo alcune spedizioni senza successo, Billy riesce a catturare l’animale. Invece di consegnarlo al padre, il giovane si tuffa in un viaggio alla volta delle montagne del Messico, a suo parere il luogo di provenienza della lupa. Billy instaurerà un profondo legame con l’animale, per il quale metterà in gioco la sua stessa vita in numerose occasioni.

Al ritorno a casa dopo molti mesi, Billy scopre che la sua famiglia è stata sterminata, ad eccezione del fratello Boyd. I due inizieranno così un secondo viaggio alla volta del Messico, alla ricerca dei cavalli di famiglia, rubati al momento dell’assassinio dei suoi genitori. Boyd verrà ferito con una fucilata, e successivamente, una volta guarito, scomparirà assieme ad una giovane ragazza messicana conosciuta durante il viaggio. Billy rimane solo e dopo alcuni anni di vagabondaggi per le terre di confine, tra un lavoro e l’altro, decide di cominciare un terzo ed ultimo viaggio, per scoprire la sorte del fratello e trovare definitivamente la propria identità, in un

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viaggio spirituale e interiore, oltre che fisico.

Come da abitudine non vi sveliamo il finale del romanzo ma possiamo subito dire che la narrazione è eccellente: McCarthy è senza dubbio uno degli scrittori più talentuosi in circolazione. La sua prosa è altamente descrittiva ma concisa, soprattutto nei dialoghi, sempre brevi, intensi e di grande effetto come meravigliose sono le descrizioni paesaggistiche.

Invece, un lato negativo del romanzo è senza dubbio costituito dalle numerose digressioni nella trama: quando il protagonista, nel corso dei suoi lunghi viaggi, si imbatte in nuovi personaggi, questi raccontano le proprie esperienze, che risulteranno essere per il protagonista dei motivi di riflessione sulla sua stessa esistenza e dei validi insegnamenti di vita. Un piccolo difetto per un romanzo comunque di alto livello, anche se probabilmente inferiore al suo predecessore Cavalli selvaggi.

Il giovane, ma maturo protagonista Billy Parham è un personaggio tutto d’un pezzo, accomunabile, per carattere e temperamento, al protagonista di Cavalli selvaggi John Grady Cole. Non a caso i due si ritroveranno nell’ultimo capitolo della Trilogia, intitolato Città della pianura, romanzo che chiude il cerchio e conclude questa moderna epica americana.

Alberto Staiz

Foto || ferrucciogianola.blogspot.com; libreriauniversitaria.it

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